29 novembre 2012: all'esame dell'assemblea Successione delle letture parlamentari S.3348 all'esame dell'assemblea 29 novembre 2012 Iniziativa Parlamentare Marcello Pera (PdL) CofirmatariFai click per espandere questa voce

 

Atto Senato n. 3348

XVI Legislatura

Istituzione di un'Assemblea Costituente

Titolo breve: Assemblea costituente

Iter

29 novembre 2012:  all'esame dell'assemblea

Successione delle letture parlamentari
S.3348 all'esame dell'assemblea 29 novembre 2012

Iniziativa Parlamentare

Natura

Costituzionale (in prima deliberazione)

Presentazione

Presentato in data 7 giugno 2012; annunciato nella seduta pom. n. 740 del 7 giugno 2012.

Classificazione TESEO

COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA , ASSEMBLEA COSTITUENTE

Relatori

Relatore alla Commissione Sen. Carlo Vizzini (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI) (dato conto della nomina il 24 ottobre 2012) .
Relatore di maggioranza (esterno) Sen. Francesco Rutelli (Per il Terzo Polo:ApI-FLI) nominato nella seduta ant. n. 455 del 14 novembre 2012 (proposto T.U.) (Dimissioni 29/11/2012,seduta 845 Assemblea).
Relatore di maggioranza (esterno) Sen. Pasquale Viespoli (CN:GS-SI-PID-IB-FI) nominato nella seduta ant. n. 455 del 14 novembre 2012 (proposto T.U.) (Dimissioni 29/11/2012,seduta 845 Assemblea).
Presentato il testo degli articoli il 14 novembre 2012; annuncio nella seduta pom. n. 835 del 14 novembre 2012.

Assegnazione

Assegnato alla 1ª Commissione permanente (Affari Costituzionali) in sede referente il 13 giugno 2012. Annuncio nella seduta ant. n. 742 del 13 giugno 2012.
Pareri delle commissioni 5ª (Bilancio)

Eventi procedurali

Procedura d'urgenza ex art. 77 Reg. Senato richiesta il 1 agosto 2012
Deliberata nella seduta n. 782 del 1 agosto 2012.



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L'espropriazione del potere costituente del popolo italiano da parte di elites fallimentari

 

«Ecco perché serve la Costituente»

mercoledì 23 Maggio 20:39 - di

Pasquale Viespoli una proposta per l’elezione dell’Assemblea costituente l’ha depositata un paio di settimane fa e poi, «come atto simbolico», l’ha riproposta come emendamento alle riforme in discussione. E ora che Marcello Pera rilancia l’argomento torna all’attacco. «Prevediamola subito, basta definire i componenti, il sistema d’elezione. Che ci vuole?», dice il presidente del gruppo di Coesione nazionale al Senato.

L’accordo delle forze politiche? Il dibattito è aperto, ci sono molti possibilisti, ma anche delle chiusure. Si dice che le priorità siano altre: l’economia, la riforma dei partiti…

Partiamo dall’economia. Chi tiene separate le questioni economiche e sociali dalla riforma delle istituzioni sbaglia. Le riforme, anche quelle costituzionali, che attengono all’organizzazione dello Stato, sono un fattore di crescita e della crescita. L’efficienza dello Stato lo è. Queste persone non hanno capito cosa è successo con la riforma del Titolo V. Non c’è stato solo il passaggio all’orizzontalità istituzionale, per cui la Repubblica è costituita dallo Stato e dai Comuni sullo stesso piano, è arrivata anche la legislazione concorrente, che riguarda temi come l’energia, le infrastrutture, le politiche attive per il lavoro. Questo è un Paese costituzionalmente bloccato. Come si fa a non capire che la modernizzazione istituzionale è un fattore che va con le questioni economiche?

Le cito Franco Marini del Pd: «L’emergenza vera è l’economia, il lavoro. Solo se si risolleva questo settore, si creano le condizioni per affrontare il resto».

Le rispondo dicendole, per esempio, che si parla di spending review ma noi non sappiamo quantificare non i risparmi, ma nemmeno le stazioni appaltanti. Ma veramente pensiamo che in epoca di tempo reale i processi decisionali possano avvenire con una farraginosità costituzionale ottocentesca? Così si rinuncia alla sovranità, alla modernizzazione, che per il centrodestra, se mi consente, fanno parte del dna.

Cosa replica all’obiezione di chi dice che le riforme le deve fare il Parlamento, e subito?

Io vorrei che fosse chiara una cosa: la Costituente non è un modo per buttare il pallone lontano. È un modo per decidere. Riforma dei partiti e legge sul finanziamento si possono fare subito. Le dirò di più, sul finanziamento basterebbe un emendamento di otto parole per risparmiare ottocento milioni. Cento milioni a parola. Per quanto riguarda la legge elettorale, se non rivediamo il sistema non possiamo fare una legge di sistema. Ne andrebbe fatta una di transizione, mentre quella definitiva dovrebbe uscire dalla Costituente, legata all’assetto definitivo che si deciderà.

Ma perché non bastano le Camere e serve la Costituente?

Perché dobbiamo rispondere in maniera organica alla domanda “Quale Repubblica?”. E perché dobbiamo rideterminare un patto fondativo, partecipato. L’Assemblea costituente alla fine non decide, c’è il referendum. L’ultima parola torna alla sovranità popolare diretta. Serve per rimettere in moto un circolo virtuoso tra istituzioni e popolo. E poi ora si parla tanto del fenomeno 5 Stelle. Bene, se nel 2013 si vota la lista per la Costituente anche loro devono entrare nel patto fondativo, tutti sono chiamati a scrivere le regole dello stare insieme, a contribuire alla coesione del Paese.

Secondo lei, in questo momento, uno spirito costituente si può davvero trovare?

Penso di sì, tutti sono consapevoli che va aperta una fase nuova della storia repubblicana. Noi non siamo nella seconda Repubblica, siamo nel secondo tempo della Prima. Voltiamo pagina, lanciamo un movimento per la Costituente con chi ci sta in Parlamento e fuori. Rendiamo moderne le nostre istituzioni, il centrodestra per primo dovrebbe avvertire questa urgenza: noi siamo nati per cambiare il sistema.

Napolitano: "Bene costituente ma mio mandato finisce nel 2013"

 

Napolitano: "Bene costituente ma mio mandato finisce nel 2013"

Il presidente della Repubblica ha ribadito all'ex presidente del Senato Marcello Pera ''il suo fermo intendimento di considerare conclusa, alla scadenza del mandato nel maggio del 2013, la sua esperienza al Quirinale''. Lo si apprende in ambienti del Colle.

Napolitano: "Bene costituente ma mio mandato finisce nel 2013"

Giorgio Napolitano

ROMA - "A quanto si apprende, in relazione ad alcuni commenti di stampa, negli ambienti del Quirinale si fa presente che quando - lo scorso 21 giugno - il sen. Marcello Pera ha illustrato al Presidente della Repubblica la proposta di legge presentata in Senato per l'elezione di una Assemblea Costituente, il Presidente Napolitano - afferma una nota del Quirinale - gli ha manifestato attenzione e interesse per le motivazioni e le finalità di tale iniziativa, ma ha al tempo stesso ribadito il suo fermo intendimento di considerare conclusa - alla scadenza del mandato, nel maggio del 2013 - la sua esperienza al Quirinale".mercoledì, 04 luglio 2012

La dimensione europea del processo costituente italiano

 

SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

Attività

La dimensione europea del processo costituente italiano

Progetto Sissco per l’Anniversario della Costituente e della Costituzione

Gruppo di Ricerca  Sissco sull’Assemblea Costituente

Obiettivo del progetto – nello stesso tempo civile e scientifico – è dar conto e fare risaltare in termini sistemici la vicenda italiana nel processo costituente che interessa l’Europa e tutto il mondo dopo la fine della Seconda guerra mondiale. Ne risultano i tratti originali della soluzione italiana così come il flusso di convergenze (e di antitesi), che ha un rilevante frutto nella attiva partecipazione italiana alle nuove istituzioni internazionali e comunitarie. D’altro canto, tanto il centenario della Grande Guerra, quanto il sessantesimo delle Comunità europee, dimostrano come tale paradigma sia efficace senza indulgere alle mode della global history, ma assumendone le suggestioni più significative.

Questo obiettivo comporta prendere in considerazione il processo costituente in senso stretto, ma anche sua lunga attuazione, che ovviamente non si può mettere a tema in quanto tale, ma di cui bisogna tenere conto nella ricostruzione della dinamica e, dunque, del risultato costituente nella sua dimensione europea.

Ne conseguono i due profili di originalità del progetto, teso, in buona sintesi, a definire, appunto secondo una prospettiva aperta, i caratteri che presenta il “patrimonio costituzionale” italiano. In primo luogo, si tratta di una storia e di una analisi trans-nazionale: occorre infatti andare oltre la misurazione delle influenze reciproche tra le costituzioni che pure occorrerà riprendere e sviluppare, a definire un percorso che attraversa le diverse dimensione nazionali. In secondo luogo, il progetto è modulare: le iniziative proposte risultano tanto momenti di confronto, che di aggiornamento e pertanto forniscono materiali di divulgazione ed elaborazione didattica suscettibili di diverse utilizzazioni.

L’avvio del programma, dopo la formalizzazione del cofinanziamento da parte della struttura di missione, è rappresentato dalla strutturazione del gruppo di ricerca Sissco, formato sulla base delle risposte ad una call. La presidenza della Sissco affida ai soci professori Francesco Bonini, referente scientifico, Vera Capperucci, Paola Carlucci e Sandro Guerrieri il coordinamento della realizzazione del progetto.

Sulla base delle proposte pervenute le ricerche sono raggruppate intorno a tre assi, relativi il primo agli attori, il secondo ai processi e dinamiche, il terzo alle intersezioni, del processo costituente e del risultato costituzionale italiano nella sua dimensione trans-nazionale.

Contemporaneamente, ad integrazione delle proposte liberamente presentate dai soci, il coordinamento decide di organizzare due momenti seminariali, in cui acquisire e presentare gli indispensabili materiali di contesto, dedicato il primo ai principali processi costituente coevi a quelli italiano e il secondo alla scansione delle celebrazioni decennali della Costituzione.

Si è pertanto deciso, alla luce di un approfondito confronto interno alla Società, di scandire il cronoprogramma delle attività in modo da rendere le diverse iniziative meglio reciprocamente fungibili.

Pertanto, dovendo necessariamente scontare, anche per la tempistica dell’erogazione dei fondi, un differimento dell’inizio delle attività, le stesse sono state così diversamente articolate:

1) Seminario sulle Costituzioni del periodo costituente

2) Seminario sugli anniversari della Costituzione

3) Presentazione delle ricerche su Il percorso costituente italiano nella dimensione europea


1. Le Costituzioni del periodo Costituente

Il primo seminario Le Costituzioni del periodo Costituente si è tenuto a Genova nei giorni 5 e 6 novembre 2018 presso l’Aula della Meridiana dell’Università, grazie all’opera di Daniela Preda, che ha ottenuto il cofinanziamento dell’Università e della Scuola di scienze sociali ed stato aperto dagli interventi del prof. Paolo COMANDUCCI, Rettore dell’Università di Genova, del preside della Scuola di Scienze sociali, Realino MARRA, e dal presidente della Sissco, Fulvio CAMMARANO, Presidente SISSCO.

Ha introdotto Francesco BONINI, con un intervento dal titolo, Italia nel mondo. Sul secondo dopoguerra nella Storia Costituzionale.

La prima sessione: In Europa si è articolata sui seguenti interventi:

Sandro GUERRIERI (Sapienza Università di Roma), Rifondare la République: la genesi della Costituzione francese del 1946

Ulrike HAIDER QUERCIA (Università Guglielmo Marconi), La Grundgesetz: genesi ed influenza di una Costituzione federale

Budislav VUKAS JR. (Università di Rijeka), L’Assemblea costituente jugoslava dal 1944 al 1947

Maria Angela ORLANDI (Università degli Studi di Genova), Le Costituzioni dell’Europa centro-orientale di ispirazione sovietica

Giacomo DEMARCHI (Università degli Studi di Milano), Una controprova: l’apparente processo “costituente” della Spagna franchista

Daniela PREDA (Università degli Studi di Genova), Una costituente per l’Europa

La seconda sessione, Nel mondo, ha visto gli interventi di:

Marco OLIVETTI (Università LUMSA, Roma), Le Costituzioni latino-americane. Il caso brasiliano

Enrico BUONO (Università della Campania), Kaishaku kaiken: la (mai emendata) Costituzione del Giappone tra imposizione postbellica e riappropriazione interpretativa

Domenico AMIRANTE (Università della Campania), La Costituzione indiana del 1950: il gioiello dimenticato del costituzionalismo del secondo dopoguerra

Marco MUGNAINI (Università degli Studi di Pavia), Dalla Carta delle Nazioni Unite alla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo

Il dibattito conclusivo è stato introdotto da Adriano GIOVANNELLI (Università degli Studi di Genova), La Costituzione italiana in un quadro comparato

La locandina può essere consultata al seguente indirizzo:

http://dispo.unige.it/node/953

Il seminario, cofinaziato dall’Università di Genova, è stato largamente partecipato da studenti, dottorandi e docenti dell’Università di Genova, che hanno partecipato all’ampio dibattito che ha seguito ciascuna sessione di studio. Ha usufruito del patrocinio della Regione.


2. La Costituzione nella storia della Repubblica. Sette ricorrenze decennali, 1957-2017

Il secondo seminario La Costituzione nella storia della Repubblica. Sette ricorrenze decennali, 1957-2017, si è svolto a Roma presso l’Archivio Storico della Presidenza della Repubblica il 10 e 11 aprile 2019.

Dopo i saluti istituzionali di Marina Giannetto, Sovrintendente dell’Archivio Storico della Presidenza della Repubblica, di Fulvio Cammarano, presidente della Sissco e del messaggio di Marcello Pera, Presidente del Comitato Storico-Scientifico per gli Anniversari di interesse nazionale, i lavori sono stati introdotti da Francesco Bonini, con un intervento dal titolo: Un percorso di storia costituzionale della Repubblica.

La prima sessione, coordinata da Andrea Ciampani, che ha assicurato il cofinanziamento della Lumsa, è stata dedicata ai decenni della “Repubblica dei partiti”, con le seguenti relazioni

Giuseppe PARLATO (Unint), Dieci anni: la prima attuazione.

Ester CAPUZZO (Sapienza Università di Roma), Vent’anni: nell’Italia dello sviluppo

Francesco SODDU (Università di Sassari), Trent’anni: solidarietà nazionale

Mauro MORETTI (Università per Stranieri di Siena), Quarant’anni: percorsi di riforma

La seconda sessione, coordinata da Daniela Preda, è stata dedicata ai decenni di “Nuovi contesti” con le seguenti relazioni:

Paolo SODDU (Università di Torino): Cinquant’anni: tra due Repubbliche

Daniela NOVARESE (Università di Messina): Sessant’anni: La “Costituzione più bella del mondo”

Giovanni ORSINA (Luiss): Settant’anni: una costituzione europea

Il dibattito conclusivo su La Costituzione nel dibattito pubblico è stato introdotto da Massimiliano Panarari.

La locandina può essere scaricata al seguente indirizzo:

https://www.lumsa.it/la-costituzione-nella-storia-della-repubblica

I lavori possono essere ascoltati scaricando il file dal seguente indirizzo:

https://archivio.quirinale.it/aspr/iniziative-archivio/la-costituzione-nella-storia-della-repubblica-sette-ricorrenze-decennali-1957-2018


3. La dimensione europea del processo costituente italiano

2.3 L’ultimo atto della ricerca è stato il meeting La dimensione europea del processo costituente italiano, svoltosi a Roma, il 5 e 6 settembre 2019, presso la sede della Lumsa, con la presentazione e la discussione delle ricerche originali svolte dai soci Sissco.

Nella prima sessione, “Gli attori”, presieduta da Sandro Guerrieri, sono state presentate le relazioni di:

Valentina Casini: Il nesso nazionale-internazionale in Lelio Basso

Guido Levi: Il Comitato parlamentare per l’Unione Europea

Maria Teresa Morelli: Il ruolo delle donne nell’Assemblea Costituente e nel contesto europeo

Ugo Pavan della Torre: Il ruolo dei reduci e dei prigionieri nel periodo costituente

Paolo Soddu: Il sistema democratico secondo i laici

Andrea Spiri: Il dilemma europeo dei socialisti italiani

Patrizia Vipiana: I Costituzionalisti all’Assemblea Costituente

 

Nella seconda sessione, presieduta da Paola Carlucci, “I processi e le dinamiche”, sono state presentate le relazioni di:

Francesco Bonini: Il Presidente della Repubblica italiana: dinamiche di una identità

Vera Capperucci: Il Presidente del Consiglio italiano: dinamiche di una identità

Alessandro Pes: Opinione pubblica e rinuncia alle colonie

Fabrizio Rossi: L’eredità del “passato istituzionale” del Paese nei lavori dell’Assemblea Costituente

Antonio Scornajenghi: La riflessione dei cattolici sul partito e la rappresentanza durante la Costituente

 

La terza sessione, dedicata alle “Intersezioni”, presieduta da Vera Capperucci, sono state presentate le relazioni di:

Paola Carlucci: I modelli stranieri nel dibattito sull’Università

Sandro Guerrieri: L’influenza nel dibattito costituente della contrastata nascita della Costituzione francese del 1946

Daniela Preda: L’articolo 11, l’unificazione europea e i legami con i movimenti per l’unità europea

Luca Tedesco: L’influenza del modello britannico sulla organizzazione dello Stato in seno alla costituente

Tiziano Torresi: Una, due, tre Patrie: cattolicesimo ed europeismo nell’età della Costituente.

La locandina può essere scaricata al seguente indirizzo:

https://www.lumsa.it/la-dimensione-europea-del-processo-costituente-italiano

Il file audio/video è qui disponibile:

Le relazioni presentate al meeting e le altre redatte nell’ambito del progetto sono state presentate successivamente le relazioni di Lara Piccardo: Costituente italiana e Costituente europea: la prospettiva di Piero Calamandrei; Lucia Bonfreschi: La sinistra liberale e la Costituzione nel processo costituente.


Prodotti

Sono stati pubblicati i seguenti volumi:

1) La Costituente italiana. Un percorso europeo, a cura di Francesco Bonini, Vera Capperucci, Paola Carlucci, Sandro Guerrieri, Siena, Edizioni Università per Stranieri di Siena, 2020, 391 pp.

Il volume è open access al seguente indirizzo.

https://dadr.unistrasi.it/190/527/La_Costituente_Italiana._Un_Percorso_Europeo.htm

Grazie alla generosa disponibilità dell’Università per Stranieri di Siena il volume è stato pubblicato senza alcun onere per l’Iniziativa. La modalità open access è stata scelta per permette la più ampia fruizione dei contenuti, che, in quanto frutto della terza iniziativa sopra descritta, rappresentano il più corposo e centrale contributo offerto dalla ricerca.

2) La Costituzione nella storia della Repubblica. Sette decennali: 1957-2018, a cura di Francesco Bonini, Vera Capperucci, Paola Carlucci, Roma, Carocci, 2020, 208 pp.

A questo indirizzo si può consultare l’indice

http://www.carocci.it/index.php?option=com_carocci&task=schedalibro&Itemid=72&isbn=9788829001767

Il volume, pubblicato in una prestigiosa sede editoriale a larga diffusione, è il risultato della seconda iniziativa sopra descritta.

3) La scrittura delle Costituzioni. Il secondo dopoguerra in un quadro mondiale, a cura di Francesco Bonini e Sandro Guerrieri, Bologna, Il Mulino, 2020, 330 pp.

A questo indirizzo si può consultare l’indice

https://www.mulino.it/isbn/9788815290540

per una presentazione del volume:

https://www.radioradicale.it/scheda/622594

L'espropriazione del potere costituente del popolo italiano da parte di elites fallimentari

 

Assemblea Costituente, l’ultima boiata per salvare la classe politica

di FABRIZIO DAL COL

Qualche giorno fa Marcello Pera, ex presidente del Senato, ha lanciato l’idea di una Assemblea Costituente. Un’Idea, quella di Pera, che ha provocato un dibattito tra la forze politiche e fatto scaturire il colloquio avvenuto in forma privata tra il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il patron di Repubblica Eugenio Scalfari. Tant’è, ma al solo sentir parlare di assemblea costituente agli italiani non viene in mente quella assemblea che nel 1948 stilò la magna carta italiana, bensì i vari tentativi e le proposte fallimentari emersi quando si è trattato di realizzare tale organismo. Fatta questa premessa, vien da chiedersi perché si pensi proprio ora a mettere in campo questo strumento istituzionale, quali obbiettivi dovrebbe prefiggersi e quali poteri gli verrebbero assegnati.

L’ex presidente della Camera, il Pd Luciano Violante, in una lettera al Corriere della Sera boccia l’ipotesi di ricorrere ad un’assemblea costituente per modificare la Costituzione per quanto riguarda la forma di governo e gli organi parlamentari. Proprio su questo punto, come del resto è accaduto con i vari tentativi per la sua costituzione, anche Violante a distanza di qualche anno boccia nuovamente la proposta costituente sostenendo la necessità di riformare il governo e il parlamento, quando invece, come ho personalmente evidenziato più volte su questo giornale, la vera necessità è quella di modificare la forma dello Stato, in quanto l’unità dello stesso, è dimostrata essere stata negli anni la causa delle disastrose conseguenze in cui viviamo oggi. Violante si spinge però oltre quando afferma che ”la contemporanea esistenza di un Parlamento e di un’assemblea costituente può porre in atto conflitti pericolosi” e fa l’esempio del Parlamento che potrebbe modificare o abrogare la Costituente e quest’ultima che a sua volta potrebbe essere tentata di modificare radicalmente il Parlamento. Continuando, esprime infine di seguire ”una strada diversa” ovvero l’approvazione in questa legislatura di una ”commissione esterna alle Camere con il compito di redigere, nella prossima legislatura, un progetto per la nuova forma di governo e la nuova forma di Stato, secondo le indicazioni che impartirebbe lo stesso Parlamento. Come si può notare, da una parte Violante per la prima volta sottolinea la necessità di riformare lo Stato e dall’altra è già consapevole che la vera necessità della politica è quella invece di preparare un percorso istituzionale complesso che da un lato preveda un referendum confermativo al quale si arriverebbe con scarse possibilità di raggiungimento del quorum e dall’altro si tradurrebbe in un ginepraio dal quale non si potrebbe più venirne a capo, divenendo altresì un vero e proprio salvacondotto finalizzato a salvare dalla sua scomparsa l’intera classe politica italiana. Infine, l’idea dell’ex presidente del Senato Marcello Pera prevede anche la proroga in carica dell’attuale presidente della Repubblica, un particolare non trascurabile se si considera che non rispettare le scadenze costituzionali è pericoloso, talché si potrebbe, per analogia, far slittare anche le elezioni politiche. Da non trascurare è l’esistenza di un precedente di segno opposto: Enrico De Nicola non accettò la proroga, quando l’Assemblea Costituente decise di restare in carica oltre il previsto, costringendola a confermarlo.

Se poi dovessimo aggiungere anche il problema più grande, ovvero quello che il prossimo presidente della Repubblica avrà un mandato la cui scadenza temporale supera quella (auspicabile) del sistema istituzionale che lo ha espresso, diventa evidente allora a tutti quali siano le vere intenzioni del sistema di potere costituito da una classe politica che produce atti finalizzati esclusivamente alla propria autotutela e alla propria salvezza.

A mio parere, un’assemblea Costituente che nasce all’interno del parlamento non può considerarsi un atto democratico partecipativo così come è avvenuto invece per l’Islanda che ha rifondato il suo Stato attraverso una assemblea i cui componenti erano espresse dalla società civile. Allora la proposta di una nuova assemblea Costituente che nasca dai concetti qui sopra espressi non può meritare di essere definita tale, ma dovrebbe essere invece intesa per quella che invece è: la madre di tutte le boiate.

L'espropriazione del potere costituente del popolo italiano da parte di elites fallimentari

 

La tentazione ricorrente di riscrivere la Costituzione

IL COMMENTO  di Pier Franco Quaglieni / Il Sindaco di Milano Sala che aveva dimostrato i suoi evidenti limiti politici all’inizio dell’epidemia, sottovalutandola totalmente, propone oggi  un’assemblea costituente per riscrivere la Costituzione. Pur non essendo mai stato convinto della perfezione della nostra Carta, ritengo la proposta di Sala del tutto intempestiva e sbagliata  

.
La riscrittura in tempi normali la tentò Renzi che aveva colto l’opportunità di alcuni cambiamenti, ma si rivelò un pessimo costituente, proponendo un testo pasticciato e confuso. Oggi non siamo
e non saremo  in futuro in tempi normali. L’assemblea Costituente venne eletta il 2 giugno 1946, ad oltre un anno dalla fine della guerra, in un clima comunque non sereno perchè per troppi la scelta di quella data era motivata dal desiderio impellente  di dare il benservito alla monarchia, considerata colpevole della dittatura fascista e della guerra perduta. Superato l’ostacolo della liquidazione della monarchia, anche per l’atteggiamento del re che preferì l’esilio ad una guerra civile, i Costituenti seppero mettere da parte gli egoismi settari di partito e trovarono il modo per stendere un testo tra il 1946 e il 1947 che sapeva guardare avanti, al futuro della democrazia italiana. In quell’assemblea costituente ci furono i migliori uomini politici dell’’Italia novecentesca, come ci furono solo  nel Risorgimento. Si realizzarono dei compromessi evidenti, ma nel complesso la democrazia italiana ebbe una carta costituzionale di grande rilievo storico – politico, con riferimenti etici di primissimo livello.
.
Se si pensa a quale classe politica ha oggi l’Italia e alle condizioni economiche in cui saremo ridotti dopo l’emergenza sanitaria, appare davvero impossibile pensare di accingersi a scrivere una nuova Costituzione. Sono possibili tra il resto gravi conflitti sociali che sarà difficile prevenire e forse reprimere. L’attuale Costituzione appare oggi preziosissima ed è anche un baluardo rispetto ai sempre possibili conati autoritari di un governo inadeguato che non sa guidare il Paese, ma rincorre con affanno i problemi . L’esempio autoritario dell’ Ungheria  ci fa apprezzare la nostra Carta, sempre che i suoi tutori istituzionali sappiano salvaguardare le prerogative del Parlamento, come ha messo in evidenza con coraggio l’ex presidente del Senato Marcello Pera, una delle poche grandi risorse della Repubblica. Sala pensi a fare il sindaco , se è  ancora in grado di farlo, alla democrazia e al suo futuro penseremo noi cittadini.
Scrivere a quaglieni@gmail.com

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