FATELI CHIUDERE, RISPEDITELI TUTTI IN AMERICA: NELLA VITA CI SONO TANTI LAVORI CHE SI POSSONO FARE, NON DOVETE DIPENDERE DA QUESTI CRIMINALI GENOCIDI!!!

 

Sindacati uniti, “Inquietante silenzio vertici Pfizer su Catania”

giovedì 21 Ottobre 2021 - 17:36

"Pfizer può e deve diversificare le produzioni. Si tratti di vaccini o di altri farmaci, qui esistono risorse umane e professionali all’altezza del compito"

“La Pfizer tace sul futuro dello stabilimento catanese. Noi, forti del sostegno di centinaia di lavoratrici e lavoratori che oggi hanno manifestato dinanzi ai cancelli aziendali, continuiamo a sollecitare un confronto. Pfizer può e deve diversificare le produzioni. Si tratti di vaccini o di altri farmaci, qui esistono risorse umane e professionali all’altezza del compito”.

I segretari generali di Cgil-Cisl-Uil-Ugl e delle organizzazioni di categoria Filctem-Femca-Uiltec-Ugl Chimici Catania insieme ai rappresentanti sindacali aziendali sottolineano così “la straordinaria mobilitazione” con la quale oggi alla Zona industriale è stata denunciata “la inquietante chiusura dei vertici della multinazionale del farmaco a ogni interlocuzione sulle prospettive del sito catanese, oggi messe a rischio dalla scelta societaria di non investire in nuove linee per compensare la perdita di sbocchi di mercato per le produzioni storiche che sono attualmente realizzate a Catania”.

“In assenza di un qualsiasi piano industriale – aggiungono – siamo preoccupati perché si fanno sempre più insistenti le notizie secondo le quali già nel 2022 i volumi di lavorazione non consentiranno di mantenere i livelli occupazionali.

Noi abbiamo chiesto un incontro urgentissimo con i vertici aziendali a tutti i livelli per fugare tali e tanti incertezze, restituendo così fiducia e serenità nei lavoratori. Attenderemo riscontro sino a mercoledì, quindi daremo seguito alla nostra iniziativa di protesta e proposta.

Sarebbe inspiegabile, inaccettabile, che la multinazionale perseveri nell’attuale rifiuto a un dialogo da noi sempre favorito anche quando era servito a concordare e applicare i protocolli anti-Covid che hanno salvaguardato salute, fatturato, occupazione. Ora siamo preoccupati, perché manca del tutto il confronto relativo al piano industriale e al futuro stesso dello stabilimento a Catania”.

Cgil-Cisl-Uil-Ugl insieme con Filctem-Femca-Uiltec-Ugl Chimici Catania “chiamano” le istituzioni politiche: “Stato, Regione, Comune si facciano sentire e valere. Se non ora, quando?! Si riunisca il Consiglio comunale in seduta straordinaria alla nostra presenza per discutere di Pfizer e, quindi, della tenuta sociale e lavorativa di questo territorio.

Si mobiliti la Regione, riconoscendo concretamente il ruolo strategico dell’industria del farmaco in terra d’Etna e favorendone lo sviluppo verso una FarmaValley, cui Catania può legittimamente aspirare anche grazie ai fondi comunitari. Intervenga con tutta la propria autorevolezza il Governo nazionale, che ha nel Piano di ripresa e resilienza i mezzi per affrontare le minacce presenti e future al diritto alla salute e alla vita dei cittadini: Pfizer Catania può giocare un ruolo fondamentale in questa battaglia, anche a favore di tutta l’area del Mediterraneo che qui ha il suo epicentro”.

Le organizzazioni sindacali concludono: “Ringraziamo la parlamentare ed ex ministro della Salute, Giulia Grillo, e la deputata regionale José Marano per aver preso parte al sit-in odierno, inoltre confidiamo nel prossimo incontro che l’onorevole Giulia Grillo ha annunciato con Giovanni Tria, già componente del Governo nazionale e ora consigliere del ministro allo Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti”.

IO STO CON I PORTUALI DI TRIESTE AL 100% – Nunzia Alessandra Schilirò

 

IO STO CON I PORTUALI DI TRIESTE AL 100% – Nunzia Alessandra Schilirò

Nella diretta su Byoblu dedicata alle manifestazioni contro il green pass in tutta Italia è intervenuta anche il vice questore, sospeso, Nunzia Alessandra Schilirò per commentare le ultime novità.

Schilirò si è detta totalmente favorevole alle scelte fatte da Stefano Puzzer sia per quel che riguarda l’annullamento delle ultime manifestazioni per paura di infiltrazioni, sia per come sta conducendo la trattativa con il Governo.

L’obiettivo è quindi quello di continuare su questa strada, non curandosi delle conseguenze di carattere personale che si possono incontrare, come successo alla vice questore di Roma.

Il dettaglio che inchioda Big Pharma ▷ Meluzzi: “Scienziati? Questi sono propagandisti farmaceutici”

 

Il dettaglio che inchioda Big Pharma ▷ Meluzzi: “Scienziati? Questi sono propagandisti farmaceutici”

La scienza come metodo sperimentale o come verità? Lo sviluppo sperimentale del vaccino e la pandemia Covid-19 hanno sollevato il dibattito sul ruolo della scienza nella società contemporanea. L’applicazione del metodo scientifico, alla base dell’empirismo moderno, ha la sua origine nel meccanismo di superamento dell’errore e dunque nel rifiuto, attraverso il meccanismo della sperimentazione, di ogni forma di dogmatismo. La necessità di far fronte all’emergenza pandemica sembra aver accantonato la possibilità di ogni potenziale dubbio in favore di una sicurezza scientifica paradossale nei suoi stessi termini oggettivi.

Il pericolo che si profila nella società tecnica contemporanea è quella dell’imposizione di un’unica verità. Assioma indiscutibile necessario ad offrire soluzioni immediate e ambiguamente dogmatiche. Un’unica risposta in grado di ridurre il dibattito in nome della necessità di una soluzione veloce, economicamente efficiente e per tale ragione pericolosamente soggetta ad un monopolismo del potere, in questo caso la forza economica di Big Pharma. Una sola verità, un solo soggetto in grado di imporla senza possibilità di discussione, il dogma che diventa assurdamente scienza nelle mani delle case farmaceutiche.

Alessandro Meluzzi e Fabio Duranti discutono sul rischio di una scienza al servizio delle case farmaceutiche a “Un giorno speciale”.

“La scienza è un metodo ipotetico deduttivo sperimentale. Si può percorrere secondo un modello empirico dal modello particolare al generale oppure da un teoria generale attraverso una verifica sul particolare. In questa direzione bidimensionale c’è posto per tutto tranne che per il dogmatismo, del concetto di ipse dixit. La scienza tutto può sopportare tranne che il dogmatismo. Perché siamo in questo tempo oggi di dogmatismo? Il monopolio della scienza oggi, in una società capitalistico-mercantilista, è passato interamente a chi con la scienza applicata, che diventa tecnologia, guadagna del denaro. In campo medico la scienza è dominata dalle case farmaceutiche che producono dei farmaci e li vendono.

Questo meccanismo in cui non c’è più una scienza sperimentale che venga pagata dalla collettività ma è pagata soltanto dai mercanti delle molecole, trasferisce il potere del controllo dalla libera ricerca a chi vende il prodotto. Alla fine non abbiamo più degli scienziati ma dei propagandisti delle case farmaceutiche. Quando viene fatta una scoperta da parte di Big Pharma non è che quella scoperta entra immediatamente sul mercato, ma solo quando gli esperti del marketing decidono che sia arrivato il momento di venderla finché non si è venduto l’ultimo prodotto invecchiato ma di cui il brevetto non è ancora scaduto. Il 90% di quelli che vedete in televisione sono a libro paga di queste grandi aziende. Adesso però si è veramente passata ogni misura. Siamo arrivati al punto in cui soltanto le case farmaceutiche decidono cosa è scienza e cosa non lo è. Questo è intollerabile”.

TI RISPEDIAMO A WASHINGTON CON GIUSEPPE CONTE E GRILLO, MARIUCCIO - E L'ITALIA CE LA RIPRENDIAMO, NON E' NE' DELLA UE, NE' DELL'AMERICA, NE' DELL'INGHILTERRA. DI TE CE NE SBATTIAMO ANCHE NOI.

 Home / NEWS / Richieste dei No GreenPass? Draghi se ne sbatte altamente: ha già fatto rispondere da uno scagnozzo di governo

Richieste dei No GreenPass? Draghi se ne sbatte altamente: ha già fatto rispondere da uno scagnozzo di governo

Costa: “Da Trieste richiesta abolizione Green pass, ma il governo non apre a questa possibilità”

La delegazione del Coordinamento 15 ottobre ha incontrato il ministro Patuanelli e ha annunciato che le “manifestazioni di piazza in tutta Italia proseguiranno pacificamente”

Una delle richieste del coordinamento No Green pass di Trieste “è quella di abolire il passaporto sanitario”. Lo ha spiegato il sottosegretario alla Salute Andrea Costa, chiarendo che si tratta di una richiesta che “non credo il governo possa prendere in considerazione. Da parte nostra c’è la volontà di proseguire su questa strada, anche perché i dati indicano che i risultato sono buoni”, ha aggiunto. 

Qui il video da Trieste 

Washington Post: Italia laboratorio per sperimentare limitazioni dei diritti

 

Washington Post: Italia laboratorio per sperimentare limitazioni dei diritti

”Dritto e Rovescio” – Durante la trasmissione, Maurizio Belpietro ha riferito le considerazioni del Washington Post (giornale liberale di Jeff Bezos) sulla situazione italiana: “In Italia sono stati presi provvedimenti mai applicati in nessun paese occidentale. L’Italia è un laboratorio politico dove, per la prima volta in un Paese democratico, si stanno sperimentando limitazioni dei diritti che non sono mai state applicate in nessun altro Paese”.

Washington Post Jeff Bezos

NON SE N'ERA ACCORTO NESSUNO, BELPIETRO: PER FORTUNA CHE CI SEI TU CHE CE LO DICI

 Home / NEWS / “In Italia la democrazia è a rischio” Belpietro cita le accuse a Draghi del giornale più rosso degli Usa? La faccia di Fiano in diretta tv la dice lunga

“In Italia la democrazia è a rischio” Belpietro cita le accuse a Draghi del giornale più rosso degli Usa? La faccia di Fiano in diretta tv la dice lunga

Draghi: la UE deve creare un ecosistema europeo di microchip - IL GREEN PASS NON BASTA, VUOLE IL MICROCHIP IMPIANTATO IN OGNI SCHIAVO DELL'USUROCRAZIA

 

Draghi: la UE deve creare un ecosistema europeo di microchip

draghi ius soli

Dall’intervento del premier Mario Draghi al Senato – La Strategia nazionale sull’intelligenza artificiale adottata dal Comitato Interministeriale per la Transizione Digitale costituisce il quadro per migliorare il posizionamento competitivo del Paese. Una sfida decisiva per l’Europa è raggiungere l’autonomia tecnologica nei semiconduttori e nelle tecnologie quantistiche.

L’Europa è passata dal 44% della capacità globale di semiconduttori nel 1990 ad appena il 9% nel 2021.
Dipendiamo sempre di più dalle forniture extra-europee.
Quando queste ritardano o si bloccano, come è accaduto in questi mesi di ripartenza economica, le aziende possono vedersi costrette a fermare o rallentare di molto la loro produzione.

Ecosistema europeo di microchip all’avanguardia

L’Unione europea intende produrre il 20% dei semiconduttori mondiali entro il 2030.
Per farlo, dobbiamo intervenire subito e con decisione.
La Cina e gli Stati Uniti lo stanno già facendo, investendo decine di miliardi ciascuno in questo settore.
L’Unione europea deve mettere insieme le capacità di ricerca, progettazione, sperimentazione e produzione di tutti i Paesi europei per creare, ad esempio, un ecosistema europeo di microchip all’avanguardia.

Sosteniamo con convinzione la proposta della Commissione UE di adottare uno European Chips Act per coordinare investimenti e produzione europei di microchip e circuiti integrati.
Dobbiamo inoltre agire con la massima urgenza per rafforzare la cooperazione tra pubblico e privato e attrarre investimenti alla frontiera tecnologica. ansa

SPARISCI DALL'ITALIA, TU NON SEI ITALIANO!!!

 


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