CLASSIFICA SOLE 24 ORE: LO STATO ED IL CAPITALE ITALIANI SONO I CRIMINALI NO. 1 DELLA NAZIONE

 

Classifica Sole 24 Ore criminalità 2021, Bologna e Rimini seconde solo a Milano

Le Marche si piazzano nella parte bassa della classifica con Ascoli Piceno (come prima città della regione) al 79esimo posto. Per il Veneto la città con più reati denunciati è Venezia al 18esimo posto

Criminalità, la classifica del Sole 24 Ore
Criminalità, la classifica del Sole 24 Ore

Bologna, 25 ottobre 2021 -  Nella geografia del crimine la classifica del ' Sole 24 Ore' che pubblica oggi l''indice della criminalità, Bologna e Rimini sono seconde solo a Milano ('capitale' delle denunce) mentre è Oristano (la più sicura), per numero di denunce in rapporto alla popolazione residente. 

Ottocento reati informatici al giorno nei primi sei mesi del 2021 e dopo la brusca flessione nei mesi di lockdown, anche ladri e rapinatori sembrano tornare in azione. Se i numeri sembrano ancora ridotti rispetto al 2019, tornano a salire i furti con strappo del 35%, e quelli di motocicli e di autovetture del 16%. Continua, invece, il calo dei furti in abitazione rispetto a due anni fa. Sale l'attenzione sulle violenze. Quelle sessuali risultano in crescita del 18% su base annua, con in media 13 denunce al giorno. E preoccupa poi l'aumento delle violenze urbane e delle risse, con 224 episodi di minacce e percosse ogni 24 ore.

La mappa della criminalità

Si confermano, osserva il quotidiano, le criticità legate alla sicurezza nelle grandi aree metropolitane, tutte tra le prime 20 province della classifica. Bologna sale al secondo posto, seguita da Rimini. E se Roma va al 7° posto, con una flessione del 18,3% nel 2020 ma con un aumento del 12,5% nei primi sei mesi del 2021, Modena si piazza al 12° posto (con un -18,1% nel 2020 ma con un +4,1% nei primi sei mesi del 2021). 

Parma va al 13° posto, mentre Ferrara scende al 15esimo (-16,5% di denunce nel 2021 e -4,5% nei primi sei mesi del 2021). Ravenna è al 17esimo posto, e Venezia al 18°, Seguono Padova (27° posto), Reggio Emilia (37°)Forlì (40°) e Verona (54°).

Nella parte bassa della classifica si piazzano Rovigo (al 77esimo posto), Ascoli Piceno (al 78esimo), Macerata (86esimo), Ancona (92°), Pesaro (96°).

Nello specifico è Padova che detiene il primato del maggior numero di reati denunciati in tema di stupefacenti di tutt'Italia (per un totale di 1.004 denunce) mentre Parma nell'anno del Covid ha registrato il maggior numero di rapine nei negozi denunciate (12 ogni 100mila abitanti, in tutto 54). Ravenna è invece il territorio con la maggiore frequenza di furti in casa (411 ogni 100mila abitanti per un totale di 1.601 episodi).

LA GHIGLIOTTINA NECESSARIA PER ZUCKERBERG, GATES, FAUCI, OBAMA, TRUMP, BIDEN E MOLTI, MOLTISSIMI ALTRI

 

Le dimissioni (necessarie) di Zuckerberg

(afp)
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Questa settimana Facebook dovrebbe cambiare nome. Non il social network, ma il gruppo che fa capo a Mark Zuckerberg, di cui fanno parte anche Instagram, Whatsapp e Oculus. Apparentemente si tratta di una operazione non diversa da quella che fece Google qualche anno fa, quando decise che il nome -  la società ombrello - di tutte le diverse attività del gruppo - a cominciare da YouTube per arrivare ad Android - sarebbe stato Alphabet (anche se tutti continuano a chiamarlo “gruppo Google”). In realtà il cambio di nome per Facebook arriva nel momento più difficile della sua storia. Da un mese un grande quotidiano americano sta pubblicando a puntate i contenuti di decine di migliaia di documenti interni che dimostrano essenzialmente due cose: la prima, Mark Zuckerberg è perfettamente consapevole dei danni che i suoi social network fanno ogni giorno alle persone e più in generale alla democrazia; la seconda, ne è consapevole perché avvisato dai suoi collaboratori, eppure non fa nulla, anzi pubblicamente nega sempre per difendere il profitto. Dal punto di vista reputazionale la crisi in corso è in disastro (e oggi la dirigente pentita Frances Haugen continua il suo tour testimoniando al parlamento britannico). Cosa che fa dire a diversi osservatori come come brand Facebook è già morto. Il gruppo invece continua a crescere. Diversi miliardi di utenti usano i suoi servizi ogni giorno. Come si è visto qualche settimana fa quando improvvisamente, e per molte ore, hanno smesso di funzionare, con un impatto sulla vita di molti per nulla banale. 

Eppure per uscire da questo scandalo, innescato dalle rivelazioni di dirigenti pentiti, non non basta semplicemente cambiare nome. Per recuperare credibilità serve un cambio più concreto: secondo molti serve il passo indietro di Mark Zuckerberg. Forse, per salvare l’impero che ha costruito, la scelta migliore per il fondatore potrebbe essere passare la mano come ad un certo punto fece Bill Gates con Microsoft. 

Green pass, cadono tutti i dubbi: l’Italia è il primo laboratorio del nuovo regime orwelliano globale

 

Come amava dire Voltaire mi ripeterò finché non sarò capito. Sottolineo per l’ennesima volta che quella che stiamo vivendo da due anni a questa parte non è semplicemente un’emergenza sanitaria, ma sono i laboratori di produzione dei nuovi assetti sociali, politici ed economici per l’avvenire. L’Italia figura come il laboratorio avanguardistico di questa nuova plasmazione autoritaria planetaria del modo capitalistico della produzione, ciò che ho definito “Golpe globale”.

L’Italia fu laboratorio avanguardistico nel marzo del 2020 allorché fu la prima realtà ad attuare il binomio “social distance and lockdown” con ciò anticipando il futuro di quasi tutti gli altri paesi. L’Italia nel marzo 2020 non era un nazione sventurata, era semplicemente la punta avanzata del nuovo capitalismo terapeutico. Da lì a poco l’avrebbero seguita, con fasi diverse, tutti i paesi del capitalismo globale. Ora, nell’autunno 2021, l’Italia è ancora laboratorio avanguardistico dei nuovi sociali, politici ed economici. Lo è segnatamente per ciò che riguarda la prassi orwelliana dell’infame tessera verde della discriminazione e del controllo bio-politico totale.

L’infame tessera verde non è uno strumento tecnico-scientifico è un dispositivo di controllo sociale, strumento che potrà essere addirittura potenziato e ciò per un controllo sociale ancora più pervasivo e ancora più lesivo dei diritti e delle libertà sociali ed individuali. Nel marzo 2020, come nell’ottobre 2021, l’Italia non è una sventurata eccezione, è il laboratorio avanguardistico per il nuovo capitalismo terapeutico planetario. Perché proprio l’Italia? Difficile rispondere in vero. Possiamo ragionevolmente rilevare che l’Italia da laboratorio di contestazione populista-sovranista degli assetti fondamentali della globalizzazione mercatista, peraltro invisa a tutti i potentati del blocco oligarchico neoliberale, FMI, global class, si è ritrovata senza mediazioni ad essere il nuovo laboratorio avanguardistico del capitalismo terapeutico. Addirittura l’Italia si è trovata della plancia di comando l’ex banchiere Goldman Sachs, Mario Draghi.

Questa transizione epocale ad un nuovo mondo apparirà invisibile fin tanto che si resterà fermi a quel discorso medico-scientifico che va ripetendo senza tregua che ogni limitazione di libertà e ogni cambiamento del governo delle cose e delle persone non è se non una misura medica volta a proteggere la nuda vita minacciata dall’esterno. Proprio su questo si fonda il nuovo paradigma governamentale, la nuova razionalità politica emergenziale. Vi è un’emergenza che mette a repentaglio la vita di tutti e di ciascuno cosicché che per poter salvare la nuda vita bisogna essere disposti ad accettare limitazioni di diritti e libertà, riorganizzazione complessiva dell’economia e della politica. Ormai a due anni di distanza diventa difficile se sia l’emergenza ad avere bisogno dei dispositivi di reazione o se siano quei dispositivi stessi, ormai divenuti nuova normalità, ad aver bisogno di un’emergenza infinita per continuare a funzionare.

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