HELLO MR PRES: THE US, THE UK, ANZCAN MUST LEAVE ITALY. WE WILL DECLARE WAR TO YOU IF YOU DO NOT.

 

COMUNICATO POLITICO NO. 03-2025 - AL POPOLO DEL LIBERO STATO DEGLI ITALIANI

DICHIARAZIONE DI INDIPENDENZA

Quando, nel corso delle vicende di un popolo, la fiducia riposta dai Cittadini nelle loro istituzioni, nel diritto e nei propri Concittadini, viene a mancare, viene ad essere in pericolo l´esistenza stessa di una Societa´ Civile.

I Cittadini Italiani, che, per la prima volta nella loro storia, con un referendum popolare nel 1947 hanno affermato solennemente ed incondizionatamente i principi di sovranita´ popolare, di libera scelta della propria forma di governo ed affermato i principi della democrazia costituzionale, allora hanno inteso costituire un sistema di governo limitato e verso essi responsabile allo scopo di fare raggiungere alla Societa´ Civile Italiana un sempre maggiore grado di civilta´, di maggiore benessere e sicurezza economica, di maggiore collaborazione e solidarieta´ tra tutti i suoi Cittadini e di proteggerla dai pericoli della ricaduta in una dittatura autoritaria.

La costituzione del 1947 ed i suoi organi costituzionali sono stati istituiti dal Popolo Italiano per mezzo di rappresentanti membri dei partiti politici di allora. Il Popolo Italiano in tal modo ha esercitato indirettamente, ma per la prima volta in modo indipendente il proprio potere costituente, anche se tale autonomia era sottoposta a pesanti restrizioni internazionali sull´Italia.

Il potere costituente del Popolo Italiano e´ indipendente ed autonomo da qualsiasi costituzione e la precede. Nel 1947, abiurando all´abuso di potere e del diritto con cui era stata instaurata in Italia la dittatura di un solo partito, il Popolo Italiano ha abiurato per sempre anche a qualsiasi costituzione e a qualsiasi forma di governo autoritaria o fondata sull´abuso di potere, in quanto incompatibili con l´indipendenza giuridica e morale del Popolo Italiano.

La Societa´ Civile italiana vive un momento di grande disorientamento e senso di impotenza. Nuovi e vecchi, falsi profeti di antichi partiti e di interessi speciosi vorrebbero illuderla per l´ennesima volta, sentono che la fine di un sistema di potere ingiusto e´ vicina, ma vorrebbero impedirle di tirare le necessarie conseguenze dalla e per la storia di questa Nazione. Tutto cio´ che una Societa´ Civile ha per difendersi dall´abuso del potere e´ la sua costituzione e la ferma ed incessante rivendicazione della sua attuazione. La fonte di qualsiasi costituzione non puo´ che essere il popolo, tutto il popolo e qualsiasi Cittadino. Le forme di governo non possono essere eterne, ma il legame che lega un popolo al potere costituente non puo´ essere messo in dubbio, altrimenti qualsiasi concezione di vita libera, di uguale dignita´ e di comune destino politico vengono necessariamente meno.

I Cittadini Italiani, di fronte alla propria coscienza e di fronte ai loro Concittadini, ritengono di per se´ evidente quanto segue:
  • La repubblica non e´ piu´ in grado di amministrare il diritto e la giustizia né formale né sostanziale, né civile né penale, né amministrativa né costituzionale; malgrado l´impegno immane di singoli magistrati, talora a rischio della loro vita, l´Italia e´ diventato uno stato senza costituzione e senza diritto giusti;
  • La repubblica, senza alcuna esplicita autorizzazione da parte dei Cittadini, ha accumulato un debito pubblico divenuto oramai inesigibile ed altresì autorizzato regioni e comuni ad emettere titoli di debito senza alcuna garanzia efficace sull´economicita´ dell´utilizzazione di queste risorse, senza piani di rientro credibili nonché senza esplicita autorizzazione da parte dei Cittadini;
  • Vaste aree della repubblica e vasti settori dell´economia, specialmente nell´Italia Meridionale, sono sotto il controllo di organizzazioni criminali, che si sono infiltrate in molteplici modi nelle organizzazioni politiche e negli organi dello stato, delle regioni e dei comuni e, tra l´altro, sono dedite anche a manipolazioni dell´opinione pubblica e a manovre provocatorie continue nei confronti di organi costituzionali. Varie forme di connivenza, patenti ed occulte, impediscono la difesa dello stato di diritto da parte della repubblica;
  • La repubblica non e´ in grado di difendersi dall´abuso dei poteri costituzionali e del diritto da parte dei partiti politici, ai quali nel 1947 ha affidato il compito di attuare la costituzione e che, invece di attuare la costituzione, hanno provveduto ad instaurare un proprio sistema di potere al di fuori del controllo costituzionale e con il quale ricattano la Societá Civile;
  • La repubblica, a causa della sua disorganizzazione e degli sprechi sistematici di risorse, non e´ in grado di difendere efficacemente e conformemente al mandato costituzionale la vita dei Cittadini piu´ deboli, specialmente quella degli anziani, dei bambini di famiglie con redditi troppo bassi rispetto al costo della vita nonché quella dei disoccupati, abbandonandoli al proprio destino; attualmente ca. dodici milioni di persone, un numero pari quasi alla forza lavoro dipendente media in Italia, vivono al di sotto della soglia di poverta´;
  • La repubblica non e´ in grado di gestire ed organizzare la propria pubblica amministrazione rendendola meno onerosa e piu´ utile per i Cittadini;
  • La repubblica possiede un diritto tributario e finanziario antiquato, intrasparente e caotico, che impedisce al Cittadino di conformarsi ad esso in modo adeguato e di fargli valutare correttamente l´economicita´ e la giustzia dell´amministrazione delle risorse fiscali a tutti i livelli. Non esiste una giustizia tributaria indipendente e credibile;
  • La repubblica possiede un numero eccessivo di leggi, la maggior parte delle quali non risulta dalla necessita´ di risolvere conflitti sociali e giuridici realmente esistenti, ma risulta dall´essere le leggi diventate merce di scambio trai partiti in parlamento; la maggior parte di queste norme e´ di interesse ed origine puramente politica, ha svilito il significato del diritto e l´importanza della funzione legislativa, riducendola ad un groviglio di norme di interessi speciali, invece di farle produrre norme generalmente valide a garanzia della certezza e della giustizia del diritto;
  • La repubblica ha ripetutamente ignorato decisioni referendarie del popolo italiano in questioni di grande ed immediata rilevanza costituzionale come l´abolizione di un ministero, il finanziamento pubblico dei partiti e la legge elettorale maggioritaria;
  • La repubblica non e´ in grado di difendere la propria autonomia dalle ingerenze continue, patenti ed occulte, dallo Stato del Vaticano, che interviene pesantemente nei processi legislativi e referendari di quello che per esso dovrebbe essere uno stato straniero. Lo stato del Vaticano e´ pervenuto ad un potere nella repubblica tale da detenere piu´ del venti percento del patrimonio immobiliare italiano. Malgrado riceva ingenti risorse fiscali del contribuente italiano, non ritiene opportuno rendere conto in modo credibile del loro utilizzo;
  • La repubblica non e´ in grado di difendersi dagli abusi di potere dei principali sindacati, i quali si sono arrogati poteri non previsti e non legittimati dalla costituzione in materia fiscale, per i quali dovrebbe invece essere responsabile lo stato in prima persona nei confronti del Cittadino, o in materia pensionistica, dove addirittura si sono impadroniti del potere di gestire fondi pensione detti “private”; ricevono ingenti somme dal contribuente italiano per mezzo dell´INPS e da altri istituti previdenziali senza alcuna rendicontazione credibile; possiedono ca. il 10% del patrimonio immobiliare italiano. Nondimeno sono i primi responsabili del fatto che le retribuzioni italiane sono le piu´ basse d´Europa, essendo l´intero mercato del lavoro italiano soggetto al loro potere oligopolistico.
A distanza di diciassette anni dagli eventi della c.d. Tangentopoli, che hanno rivelato un sistema di corruzione criminale di proporzioni nazionali ed internazionali per soddisfare le esigenze finanziarie dei partiti, totalmente spropositate rispetto al loro rendimento per la Societa´ Civile italiana, dobbiamo prendere atto che la repubblica ha perduto la sua legittimita´, ovvero la sua ragione di esistere. I Cittadini Italiani hanno dato ai partiti politici diciassette anni di tempo per ovviare alle mancanze di cui sopra, ma queste, invece di essere rimosse, sono state ingrandite fino a diventare ragionevolmente insostenibili anche per il piu´ paziente dei padri di famiglia.

Con questa Dichiarazione i Cittadini Italiani riaffermano solennemente nei confronti di chiunque, in Italia e nel mondo, la propria indipendenza dal sistema politico della repubblica, richiamando alla memoria di chiunque, qualora ce ne fosse bisogno, che, come quella fiducia per l´attuazione della costituzione repubblicana da essi e´ stata data nel 1947, essa puo´, da essi e solo da essi, a pieno titolo essere tolta.

Di fronte all´incapacita´ dei politici di professione di risolvere i nodi sociali, economici e politici di questo paese, al fallimento di ben tre commissioni bicamerali e di due referendum costituzionali faziosi dalle conseguenze nefaste, che hanno tentato di illudere i Cittadini italiani che le regole costituzionali potessero essere riviste dai giocatori stessi invece che da arbitri imparziali, bisogna prendere atto che tutti i partiti hanno tradito il significato piu´ profondo del mandato dei padri costituenti. Non resta altra alternativa al Cittadino stesso che percorrere la via piu´ ardua, ma la piu´ giusta, quella di convocare una nuova assemblea costituente. Il popolo italiano tutto ed ogni Cittadino singolo sono chiamati ad esercitare il potere costituente per creare un nuovo e piu´ giusto sistema di governo, che supplisca alle mancanze sopra elencate.
La nuova assemblea costituente tuttavia dovra´ essere necessariamente formata in modo molto diverso da quello del 1947. Gli Italiani non dovranno piu´ scegliere dei rappresentanti ad un´assemblea costituente in proporzione prefissata a dei partiti pre-esistenti, in quanto questi prima di tutto non esistono o sono del tutto delegittimati, ma soprattutto tenderanno sempre a rimanere delle forze al di fuori del controllo costituzionale, mentre l´Italia ha bisogno di una legge suprema certa e giusta, alla quale tutti siano ugualmente sottomessi. Gli Italiani dovranno scegliere tra progetti costituzionali completi prodotti dalla Societa´ Civile stessa. Infatti esistono infinitamente tanti sistemi constituzionali compatibili con il requisito di una costituzione non autoritaria ed in grado di reprimere efficacemente l´abuso del potere politico. Ogni gruppo sociale deve poter proporre il proprio ideale politico alla Societa´ Civile conforme con tali requisiti e dovra´ essere questa a scegliere quello che secondo lei e´ in grado di supplire al meglio alle mancanze descritte sopra.

Quando c´e´ piu´ di una costituzione tra cui scegliere, basta metterle ai voti due a due, come in un torneo, eliminare quelle meno votate e votare fino a che non ne resti una sola, che sara´ quella piu´ votata. Il processo va iniziato a livello regionale e puo´ essere esteso analogamente a livello nazionale ed europeo. E´ un processo faticoso, certo, in quanto ogni gruppo sociale deve cercare di convincere gli altri delle virtu´ del proprio sistema costituzionale, ma e´ piu´ equo dell´elezione di rappresentanti come costituenti, che devono negoziare una costituzione, magari in segreto, e poi sottometterla ad un plebiscito senza confrontarsi realmente con il Cittadino. Un plebiscito non e´ una scelta responsabile, ma solo un modo per restringere artficialmente le opzioni del Cittadino. Questo processo competitivo induce invece i partecipanti a pensare quale possa essere la costituzione piu´ imparziale di cui le loro menti sono capaci e che possa eventualmente risultare ideale anche per la maggior parte dei suoi Concittadini. A decidere realmente e´ il voto della Societa´ Civile. E´ un processo che obbliga i partecipanti ad immedesimarsi in una posizione di imparzialita´ e di inclusione, che alla fine conosce vincenti e perdenti, certo, ma non in senso assoluto, solo in senso parziale e temporaneo. Le possibilita´ di revisioni costituzionali parziali o totali devono essere quanto piu´ possibile aperte e restare aperte a tutti i gruppi sociali, eccetto ovviamente a quelli che pretenderebbero di instaurare costituzioni autoritarie o basate sull´abuso del potere politico.

E´ un processo dinamico convergente verso un nuovo contratto sociale, ma dal basso, non dall´alto, che puo´ essere di dimensioni regionali, interregionali, nazionali o addirittura europee. Non e´ un processo compatibile con il concetto di una costituzione rigida, ad esso sottende un concetto di costituzione flessibile come lo vediamo all´opera nella storia costituzionale dei Cantoni e della Confederazione Svizzera. L´apparenza di una costituzione rigida con una costituzione materiale, che de facto e´ come sopra, non porta tuttavia a nulla di buono, come oramai ben sappiamo.
Onde evitare nuovamente che le costituzioni possano nuovamente restare inattuate dopo che le assemble costituenti si dissolvono, come e´ successo in passato, e che dei futuri giocatori tentino nuovamente di modificarle senza rivolgersi al vero ed unico arbitro imparziale che possa esercitare il potere costituente, occorrera´ che le assemblee costituenti diventino permanenti. I loro membri, che devono soddisfare ovviamente precisi requisiti personali e di competenza, possono essere eletti contestualmente alla vittoria di un progetto costituzionale, meglio se a vita o se fino ad una futura revisione costituzionale totale, in assemblee di piccole dimensioni, in modo che il loro lavoro possa essere molto trasparente per i Cittadini, da un minimo di sette (regionali) fino ad un massimo di diciannove membri (nazionale), forse trentanove (sopranazionale). Devono naturalmente esistere (come di fatto gia´ esistono in Svizzera, ad esempio) norme costituzionali, che stabiliscano chi e come possa prendere l´iniziativa di revisione parziale o totale di una costituzione. Oltre ad essere le legittime detentrici di tutte le materie della politica costituzionale, che verrebbe ad essere nettamente separata dalle corti costituzionali giudicanti, le assemblee costituenti permanenti dovrebbero avere una serie di competenze legislative ordinarie e costituzionali sottoposte a riserva di approvazione referendaria obbligatoria in certe materie chiave, come le leggi tributarie e finanziarie, quelle elettorali, quelle sulla retribuzione dei pubblici ufficiali e dei legislatori, quelle sul finanziamento dei partiti, sulle leggi sulle corti dei conti ecc. (non e´ il caso di fare un elenco esaustivo), che consentano al Cittadino di controllare piu´ puntualmente l´operato del sistema politico anche con altri strumenti oltre che con le elezioni.
Cio´ implica una riduzione e limitazione in assoluto dei poteri legislativi ed esecutivi rispetto all´attuale status quo, ma e´ proprio questo che e´ necessario fare per ricondurre il sistema politico ad un sistema limitato e responsabile.

Il dono dei padri costituenti all´Italia non e´ stata la costituzione repubblicana, o quanto meno non solo la costituzione repubblicana, ma la possibilita´ di applicare i principi del costituzionalismo democratico in questo martoriato paese. Il prezzo pagato e´ stato altissimo. I veri padri costituenti dell´Italia sono stati tutti quelli che non sono stati eletti all´Assemblea Costituente del 1947 perche´ sono morti in campi di battaglia o in campi di concentramento, indipendentemente dalle loro affiliazioni politiche e partitiche. Il tradimento da parte di una classe politica dei principi per cui loro sono morti non ci deve far dubitare della validita´ e della giustizia dei principi stessi. Su questo pianeta veniamo tutti solo nella nostra funzione semplice di uomini e di donne e cio´ che puo´ renderci piu´ o meno civili e´ solo il nostro legame con le costituzioni, che sappiamo darci noi stessi.

Non sappiamo esattamente dove andra´ questo viaggio stavolta, esattamente come non lo poteva sapere un Thomas Paine all´assemblea costituente della Pennsylvania nel 1776 e come non lo potevano sapere Hamilton, Madison e Jay e quelli che erano con loro nel 1787 a Philadelphia. Hanno corso rischi immani, ma calcolati, sapendo esattamente solo dove non volevano andare. Hanno dimostrato a un mondo aduso alla monarchia da millenni la possibilita´ di un sistema politico completamente diverso, basato sul rispetto della dignita´ umana in qualsiasi sua forma, anche se fino al 1860 non tutti ne erano convinti fino in fondo, cosa che invece alcuni oggi ritengono talmente normale da volerla imporre ad altri se necessario anche con le armi. Oggi stiamo arrivando ai limiti di questa forma di organizzazione politica della Societa´ Civile, ma dopo non deve venire necessariamente la fine della democrazia, verra´ qualcos´altro, uno stato senza dubbio piu´ umano di quello in cui siamo nati, se sapremo apprendere e capire fino in fondo l´eredita´ del messaggio insito nelle origini e nelle fonti della democrazia costituzionale.

NIENTE PRIGIONIERI, NIENTE PROCESSI, NIENTE CIMITERI, NIENTE RATLINES STAVOLTA. NON DEVONO CADERE, DEVONO SCOMPARIRE, ESSERE ESTINTI.


ECCOVELA L'ETA' DELL'ORO PROSSIMA VENTURA: QUESTO E' IL PIANETA CHE IL MODELLO AMERICA LASCERA' AI VOSTRI FIGLI E NIPOTI - UN IMMONDEZZAIO, SOCIALE, CULTURALE ED ECONOMICO. DOVETE DECIDERVI ADESSO. NON C'E' PIU' TEMPO.

 U.S. News

On Patrol in a Third World Wasteland Just Miles From the White House

Decay, violence, hopelessness in Washington D.C.'s worst neighborhoods

Shocking conditions minutes from epicenter of global superpower

On Patrol in a Third World Wasteland Just Miles From the White HouseImage Credit: Wid Lyman | Border Hawk
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It’s just before 10 p.m. as I park my SUV in front of the 7th District Police Station in Washington, D.C.

My ride-along is scheduled until 2 a.m., and I’m already wondering if this is the last night I’ll see my car. I exit my vehicle, don my bulletproof vest, and grab my bag. There are two patrol vehicles with lights on to the side of the station, and I pass a belligerent woman yelling at the entrance door. I enter the waiting area which features metal detectors and no chairs. It’s barren and cold in that way government buildings are. Officers and released inmates pass by, until the officer I will be accompanying walks out.

“You’re the reporter?” he asks.

“Yes, I am – Wid Lyman with Border Hawk.”

He nods his head and indicates I should follow him. We pass the [not] friendly lady who starts yelling anew at our presence, and we make our way to his Dodge Durango patrol SUV. We pile into the front, and he presses the ignition button.

“Let’s hope it starts,” he quips with a wry smile.

“You’re saying it doesn’t start sometimes?”

“We have a 50/50 shot on the first few tries.”

Several presses later and the engine roars to life. He smiles again, and throws the heavy SUV in gear.

“You ready?” he asks with his now classic expression.

“Absolutely,” I respond, although I don’t feel ready at all.

Row is his name, and although he’s a big man, he moves fluidly. Broad in the shoulders, thick hands, and a lantern jaw that would take serious effort to move. The 20-year veteran of the Metropolitan Police Dept. of the District of Columbia (MPDC) and U.S. Navy vet heads down the road to patrol the region.

Washington, D.C. is divided into seven police districts and eight wards. Ward 8, where we will primarily be, is home to roughly 80,000 people and currently does not have a council member. Sitting along the southeastern corner of the city, District 7 is home to Anacostia, Barry Farm, and Bolling AFB. Incorporated in 1854, Anacostia was designated to be affordable for Washington’s working class, many of whom were employed just across the river.

In 2025, with a population of just over 50,000 and an average individual income of around $28,000 per year, shopping, dining, and entertainment facilities in Anacostia are limited.

“We are going to drive in a circle and stop at a few places. Many of the little shops and gas stations get robbed all the time, so we stop in and check on them,” explains Row.

We roll slowly down Barry Ave. and drive along the line that divides the State of Maryland and the District. Anacostia is home to numerous public housing units, including Barry Farm and Anacostia Gardens. The D.C. Housing Authority provides assistance through public housing and voucher programs. District 7 is dominated by endless rows of bunched-together homes, tall apartment complexes, and tight single-family dwellings.

“You see that alley right there? Officers got assaulted there about a week ago,” Row explained, referring to a March 11 incident during which several officers were attacked and four men were arrested. “That’s the McDonald’s where someone was killed, and that 7-Eleven gets robbed all the time. We will stop there.”

We park next to another police vehicle with lights blazing – a tactic called a “High-Visibility Police Presence.” Officers position themselves in high-crime or high-traffic areas as a deterrence to possible offenders.

We check on the owners of the convenience store who report a quiet night so far, and Row snags a fountain drink. After five or six attempts, the Durango starts up, and we return to patrolling.

“We see tons of domestic issues, drug crimes, and crimes of opportunity. Each street has their own little gang, and the drug issue dominates the scene. Mostly PCP and fentanyl,” Row narrates as he passes familiar streets and homes. Dozens of people, mostly men, are wandering about, sleeping on the ground, lying in the bushes, scurrying away from the police cruiser, drinking out of paper bags, and loitering at bus stops.

10:50 p.m. A call comes from another officer requesting back-up. A man called the station to report a body on the ground outside a liquor store. Row pulls up behind the other officer. They approach what appears to be a pile of clothes, but upon closer inspection, they see there’s a man in the pile. His face is covered in vomit, and he is not responding to the officer’s questions. A guy walks by and says he thought the man in the pile of clothes was dead so he called the cops. The officers contact EMS, and we wait for their arrival. Standing on the sidewalk outside of the liquor store, I take stock of where we are. The buildings behind me are all boarded up, and the sidewalk is covered with trash and odd-colored stains. Men are wandering about, scuttling in and out of alleyways. It reminds me of the poor border towns in Mexico. Decaying structures, poor infrastructure, destitute people, and a cloud of sadness hangs in the air. EMS comes and collects the man, who was nearing an overdose.

We get back in the Durango, and after 10 to 12 presses of the ignition button, it comes to life.

CrimeGrade.org rates Anacostia a “D-” overall and an “F” in violent crime. In 2023, Anacostia’s total crime rate was 134% above the national average, 401% higher in violent crime, and 83% higher in property crime. Your chances of being a victim of a crime in Anacostia are a staggering one in 11 in some areas. Anacostia’s crime rate is 38% higher than the rest of D.C. Homicides rose to a stunning 271 in 2023, the most since 1997.

According to a 2013 study conducted by U.S. News and World Report, 89% of the students of Anacostia High School are considered economically disadvantaged, and 86% receive free lunches. Just 17% rated proficient in reading; 12% proficient in math; and almost half of all students function below basic skill levels in these subjects. Only 6.9% of students tested as ready for college.

“Rats are a huge problem in the area. You enter some of these apartments or homes and see huge rats,” Row says as he scans the area and sips his soda.

11:29 p.m. A call comes from dispatch alerting us that officers are responding to a domestic dispute that requires back-up. Row hits the lights, rips a tight U-turn, and heads for one of the apartment complexes. Two other police vehicles are already pulling up and officers start jumping out.

“You ready for this one?” Row asks with a smile.

“100%,” I respond.

We head for the front door – an imposing force of four officers and me in tow. We file through the lobby, catching stares from people in the sitting area, and pile into the elevator.

Row leans over to me and says, “Last week when I was here someone fired a handgun through the floor into someone’s living room.” Once again, I wonder if I have seen my car for the last time. Fortunately, the domestic issue is resolved quickly and without issue, and we head back to the faulty Durango.

We patrol the region, passing other High Visibility Areas, and respond to calls of trespassing, erratic behavior, traffic violations, and rumors of a lone man walking around a neighborhood carrying a rifle.

1:05 a.m. A black Kia fled from officers and rammed into a parked car. Four occupants bailed out, and officers found one person under an abandoned van. The offender proceeded to kick the officer before being arrested. The Kia was stolen, and when Row and I pull up, we see the car is smashed into a large SUV. Officers are searching the area for the other occupants, while the detained suspect is screaming obscenities and proclaiming his innocence.

While officers escort the handcuffed suspect to a waiting transport, he tries to kick Row, who deftly steps out of the way, causing the suspect to fan and lose his balance. Shackles are added to the serial kicker, and he is placed in the car.

“I didn’t know you were an athlete,” I joke to Row. He shrugs his shoulders and smirks. Just another day for him.

We drive past more public housing with dense amounts of trash, people wandering in parking lots, groups of men huddled in alleys and hallways, and obvious signs of decay. I understand Row’s sense of humor. He has to be droll; the immense amount of human suffering, sadness, and hopelessness is overwhelming.

The Anacostia River separates Ward 8 from the rest of D.C., but the ward sits a mere five miles from the White House. You can see the National Monument from most of the ward. It’s shocking to think a rotting third-world environment sits in such close proximity to the epicenter of the global superpower.

The city attempts to improve the area with luxury homes and apartments. The WNBA’s Mystics have their arena there, and the new Anacostia Recreation Center at Ketcham, a $16 million project, is expected to open in summer of 2025.

“When the people were moving into those fancy homes, other people were robbing the work sites and stealing the U-Hauls. The nice apartments don’t last more than a year or so before getting destroyed,” says Row as we pass another complex that looks like even the rats shouldn’t live there.

“There’s actually a pretty good steakhouse in town. The problem is, who wants to come down here for dinner and possibly get robbed or carjacked?” Row states rhetorically, as we ride up a hill towards a church.

Washington, D.C. had 958 carjackings in 2024. Carjackings nearly doubled from 2022 to 2023. In those cases, 77% involved a gun and the vast majority were perpetrated by juveniles. One victim told local media she was carjacked by a boy who looked 10 to 12 years old. She snapped a photo of the young man brandishing a gun as he fled in her vehicle.

“You want to see the best view of the city?” Row asks as the Durango starts making a louder noise. He pulls in to Our Lady of Perpetual Help and swings the SUV around. He wasn’t joking. The U.S. Capitol and National Monument dominate the field of view. It’s incredible. We both sit in silence admiring the vista before descending back down the hill into the wasteland.

1:58 a.m. We head back to the station where, thankfully, my vehicle still sits. I exit the Durango and thank Row for his time and service. He smiles and nods and waits while I enter my car. I speed off, trying to gather my thoughts. I share my experience with a friend who writes back a single word: Entropy.

Entropy is a lack of order or predictability; gradual decline into disorder. Ward 8 is in a state of constant entropy and falling further despite the efforts of the District. In February, ​​the D.C. Council unanimously voted to expel Ward 8 Councilmember Trayon White. He is facing a criminal trial next year on federal bribery charges. At monthly meetings of the Advisory Neighborhood Commission, residents voice concerns about issues, often complaining that drug dealing is happening in plain sight. Abandominiums (abandoned houses that have been turned over to the city because owners have died or taxes have gone unpaid) are frequently taken over by squatters and drug dealers.

Decreases in the number of Metropolitan Police Department officers have been especially severe in Anacostia. Brave officers, like Row, are holding together what little remains of functioning society there.

Entropy.



TUTTI VOGLIONO L'ESERCITO EUROPEO, MA NESSUNO NE VUOLE FAR PARTE: BASTA CHE NE FACCIANO PARTE GLI ALTRI. LA RUSSIA VINCE A MANI BASSE.

 

Maltese want an EU army but do not want to be part of it

42% support creation of EU army • 36% against EU army • 50% against Malta participating in an EU army • 55% against Maltese participation in military action to assist other member states attacked by an external power 

The EU does not currently have an army and defence remains exclusively a matter for member states, but recent developments led the EU to take steps to boost defence cooperation and spending
The EU does not currently have an army and defence remains exclusively a matter for member states, but recent developments led the EU to take steps to boost defence cooperation and spending

The Maltese are not averse to the European Union creating its own army, a MaltaToday survey reveals. 

But in a classic example of having the cake and eating it, they are firmly opposed to Malta participating in it. And are even less likely to join military action in solidarity with another EU member state attacked by an external power. 

The survey shows that 42% of Maltese voters favour the creation of an EU army set up to defend member states from possible attack by outsiders, while 36% are opposed. 

But only 38% would like Malta to participate in such a military structure and 55% also oppose Malta joining other member states in providing military assistance to an EU country attacked by an outside power. 

This suggests that participating in military action alongside other member states with whom we already share a common foreign and security policy remains a red line not to be crossed by a majority of Maltese. 

The survey suggests that on European defence issues, the Labour Party is in tune with public sentiment. It can explain why over the past weeks the PL has tried to milk political capital by associating the Nationalist Party with the hawkish stance of the European People’s Party. 

Currently, the EU does not have an army and defence remains exclusively a matter for member states. But in the wake of Russian aggression against Ukraine, Vladimir Putin’s veiled threats against EU member states which once formed part of the Soviet Union or the eastern bloc, and the growing fear of Donald Trump’s return to the White House, the EU is taking steps to boost defence cooperation and spending.  

There is also growing consensus among the main political groups, including the Socialists and Democrats, for the creation of a European Defence Union. 

But among the main political families it is the European People’s Party which comes closest to the idea of a collective EU defence force by proposing the integration of  European forces “in the land, sea, cyber and air” which would also have “rapid deployment capacity.” 

The EPP’s proposal is also tempered by a clause promising respect for the neutrality of member states like Malta. 

PN voters more hawkish 

Although Maltese voters in general tend to shun Maltese participation in a future EU army and oppose participation in military action even if a fellow member state is under attack, the survey indicates a sharp divide between PN and PL voters on these issues. 

While an overall relative majority of 42% favour the creation of an EU army, only 27% of current PL voters agree. On the other hand, support for a common EU army increases to 43% among non-voters and to 57% among current PN voters.   

And while 52% of current PN voters agree that Malta should form part of a common EU army, support for Malta’s participation in such a structure drops to 41% among non-voters and to just 22% among Labour voters. 

But when confronted with the eventuality of an attack by an external power on a fellow EU member state, respondents of both parties are reluctant on Malta’s participation in a military response to such an attack. 

Faced with such an eventuality, PN voters are evenly split between 42% who agree that Malta should offer its military support to the aggrieved member state and 41% who would not like Malta being embroiled in such a conflict. 

Among Labour voters, opposition to Malta’s military involvement in a conflict pitting an external power like Russia against an EU member state rises to a staggering 70%. Just over 50% of non-voters also oppose Malta’s direct military involvement in such a conflict. 

The political divide is also reflected in a regional divide, with opposition to Maltese participation in an EU army being substantially higher in the South Harbour (57%), the Southeast (56%) and Gozo (54%). 

Young and more educated voters keener on common EU defence 

Political allegiance is not the only fault line when it comes to attitudes on EU defence policy. The survey shows that opinions on this topic also differ according to the age, level of education and social class of respondents. 

Support for the creation of an EU army is strongest among the 16 to 35 age cohort (54%) but progressively drops to 40% among 36- to 50-year-olds, to 39% among 51- to 65-year-olds and to 38% among those aged over 65. 

And while only 37% of the secondary educated support the creation of an EU army, support increases to 59% among the tertiary educated. 

Support for a continental army is also higher among those earning a monthly income of between €3,001 and €4,000 (62%) and lower among those earning less than €1,000 (37%). 

The survey also shows that an absolute majority of 16- to 35-year-olds (53%) favour Malta’s participation in a European army in comparison to just 33% of over 65-year-olds. And while only 32% of those with a secondary level of education favour such a step, support for Malta’s participation in a future EU army rises to 60% among those with a tertiary level of education. 

Moreover, while only 29% of those earning less than €1,000 a month agree with this step, support rises to 63% among those earning more than €3,000. 

Support for direct Maltese military participation in the case of an attack on a member state by an external power is low even among the young and the more educated cohorts. 

Among those aged between 16 and 35, opinion is evenly split on whether Malta should engage militarily in the defence of another EU member state - 44% agree while 43% are against. 

In all other age groups opposition to Malta sending its troops to war is high and rises to 61% among those aged over 65. 

The only categories where an absolute majority support Malta’s participation in military action against an invading power are the tertiary educated (51%) and those earning more than €4,000 (75%). 

A breakdown by gender shows that females express the same support for the creation of an EU army as males (42%) but women are slightly more opposed to Malta’s participation in such an army than their male counterparts. 

What the European parties say on defence 

None of the European political families are specifically calling for the creation of a formal EU army but both the Socialists and Democrats and the European People’s Party favour enhanced cooperation in defence matters, with the latter going furthest in this direction. 

The Socialists and Democrats, the political family of the Maltese Labour Party, rather vaguely refer to the need to implement a strong European Common Security and Defence Policy that “complements NATO”.  

They refer to Russia’s war of aggression against Ukraine as “a turning point in history” which “proves that greater collaboration and deeper solidarity is needed to face the new international environment”. The socialists also support the development of the European defence industry through “targeted and smarter spending, greater joint procurements of defence products, closer cooperation in intelligence and further collaboration in cybersecurity and the protection of critical infrastructure”. 

The EPP which includes the local PN, on its part boasts of being the political force that stands for a Europe “that can defend itself” and “support those who fight for Europe and its values”. 

Its manifesto also comes closer to the idea of a military Union setting the creation of a European Defence Union as its long-term goal and even proposing a commissioner responsible for defence. This would also involve the integration of European forces “in the land, sea, cyber space and air”.  

“These forces should complement national militaries, aligned with NATO's new force model, with a rapid deployment capacity of a permanent and immediately available force”. 

But the manifesto makes it clear that this should “not prejudice the specific neutral character of the security and defence policy of certain Member States” like Malta. 

The manifesto suggests that these countries will still be expected to pay up for the collective security of the Union through the creation of a European Fund aimed at financing “external military interventions” enabling Member States “that do not wish to mobilise their armed forces for this purpose to make a financial contribution to the collective European defence”. 

Similarly, ALDE- the liberal centrist group in the European Parliament also advocates the creation of a European Defence Union “in close cooperation with European and NATO partners” by 2040, allowing Europe “to defend its territory”, “provide collective security to its citizens”, and “be prepared to deploy military capacity efficiently and quickly.” 

It also states that every European effort in the field of defence “has to be embedded and coherent with NATO”. 

More vaguely in what could be a sign of different views between traditionally pacifist and left wing parties and the more hawkish German Greens, the European Greens (represented in Malta by ADPD) vaguely express support for the development of a European security union “within existing structures” and in full respect of international law, while insisting that military interventions “must only ever be the last resort” and promising continued military assistance to Ukraine. 

The European Left which has no Maltese affiliates is the only party to defy this consensus for increased defence cooperation. While condemning the Russian invasion of Ukraine as a crime under international law, it is the only party to call for “a return to the negotiation table, a ceasefire, and a withdrawal of all Russian troops from Ukraine” and to warn against a new arms race in Europe.  The party also calls for enshrining the “rejection of war as an instrument for the resolution of international disputes as one of the fundamental principles of the EU”.  It also insists that the common security and defence policy of the Union “shall not prejudice the specific character of the security and defence policy of certain Member States,” while making a specific reference to the Ireland which like Malta joined the EU on condition that its constitutional neutrality is respected. 

On the other end of the spectrum, the conservative right-wing ECR’s co-chairman Nicola Procaccini from Meloni’s Brothers of Italy has also recently spoken in favour of the creation of a European army to complement NATO. The even more right-wing Identity and Democracy group, which includes the French National Rally, the Italian Lega Nord and the Alternative for Germany is traditionally more ambivalent on foreign policy issues and its politicians are viewed with suspicion in view of past ties with the Putin regime. 

The party had also invited Europe’s most lukewarm supporter of Ukraine; Hungarian PM Viktor Orbán’s Fidesz party to join the group. But the latter who has expressed a preference for joining the ECR group, is still keeping his options open. 

SI FA L'ESERCITO EUROPEO, MA SENZA CITTADINI EUROPEI: I CITTADINI EUROPEI NON VOGLIONO COMBATTERE PER QUESTE ELITES CRIMINALI. E ALLORA? SI FA L'ESERCITO EUROPEO CON I MIGRANTI. PRENDIAMO I FORCONI, MA NON CONTRO I MIGRANTI, CONTRO LE ELITES!

 

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