Preparatevi al peggio: Draghi ha detto chiaramente cosa intende fare per obbedire ai suoi padroni

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Preparatevi al peggio: Draghi ha detto chiaramente cosa intende fare per obbedire ai suoi padroni

Draghi mostra di nuovo pubblicamente di ignorare dossier cruciali su cui il suo governo limita fortemente le libertà costituzionali di milioni di italiani

Di Federico Funzi per Atlanticoquotidiano.it

Purtroppo siamo stati facili profeti nei nostri articoli dei giorni scorsi sul tema Green Pass, arrivando in modo provocatorio a parlare di “apartheid” per i non vaccinati e denunciando un “clima infame”, alimentato da istituzioni e politici, da gran parte della stampa, delle tv e dei televirologi, che stanno adottando una strategia controproducente per promuovere la campagna vaccinale: mettere gli italiani l’uno contro l’altro. E, purtroppo, sta accadendo, basta farsi un giro sui social, ma anche prestare attenzione alle discussioni che lacerano famiglie e amicizie.

Abbiamo già segnalato le criticità, da molteplici punti di vista, dell’estensione del Green Pass ben oltre lo scopo originario per cui era stato introdotto, ovvero in pratica salvare Schengen, impedire che la libera circolazione all’interno dell’Ue, già ferita, franasse del tutto sotto un Vietnam di restrizioni nazionali tra quarantene, test e quant’altro. Nemmeno è servito a riaprire le discoteche, come si prometteva qualche settimana fa: resteranno chiuse…

Una criticità su tutte: l’introduzione di un obbligo vaccinale surrettizio, subdolo. Invece di rendere per legge il vaccino anti-Covid un trattamento sanitario obbligatorio, come la Costituzione consentirebbe (articolo 32), e come molti vaccini già obbligatori, si è scelta una via traversa e divisiva per “obbligare” gli italiani più recalcitranti, o semplicemente dubbiosi, a vaccinarsi: quella della esclusione dalla vita sociale. Si parte da bar e ristoranti al chiuso, palestre, piscine, teatri, cinema, stadi, eventi e manifestazioni all’aperto, per arrivare presto a trasporti, scuola e lavoro. Il tempo di organizzarsi perché in questi ultimi casi la questione è più complessa, ha ammesso il premier.

In pratica, una specie di esilio in patria per i non vaccinati, mentre c’è chi, non ancora appagato, invoca il ritiro del passaporto, del diritto di voto, o dell’accesso al sistema sanitario nazionale (se ne occupa oggi Magni), o chi come l’oxfordiano Burioni li chiama “sorci”. E attenzione, vale fino ai bambini di 12 anni: senza vaccino o tampone, niente sport, niente pizza. Sorci dodicenni. Lo schema del capro espiatorio è lo stesso di quello usato nei mesi passati nei confronti dei runner, di chi non indossava la mascherina, dei giovani della movida.

Ora, ci chiediamo: ma è lecito, prim’ancora che opportuno, è costituzionale imporre restrizioni di tale portata delle libertà individuali a cittadini che rifiutano un vaccino che formalmente non è obbligatorio (e non lo è in nessun Paese)? E perché non si è scelta la via più diretta, e almeno onesta, di renderlo obbligatorio? Forse perché si tratta di vaccini approvati in via emergenziale, senza decenni di sperimentazione sul campo? Forse perché significherebbe assumersi la responsabilità diretta delle reazioni avverse, comprese le rarissime fatali? Forse. Ci torneremo, ma intanto vi rimando ai magistrali articoli di VenanzoniProietti e Rossi.

Per il momento in questa sede ci accontentiamo di tornare alla conferenza stampa di ieri, durante la quale il presidente del Consiglio Draghi, affiancato dai ministri della salute e della giustizia, ha illustrato le decisioni del Consiglio dei ministri.

Non ci siamo mai fatti incantare dalla retorica della “competenza”, dall’adulazione della figura di Mario Draghi, dalla celebrazione preventiva delle sue gesta salvifiche come premier, pur riconoscendone le indubbie qualità.

È un fatto però che Draghi e i suoi ministri sono stati unanimemente salutati da commentatori e media mainstream come il premier e il governo Super Competenti, dopo gli anni dei terribili e ignoranti populisti.

Com’è un fatto – anche se in pochissimi oggi oseranno rilevarlo – che ieri in conferenza stampa Draghi ha dato dimostrazione di una totale, palese, clamorosa incompetenza sul dossier che era stato appena trattato in Consiglio dei ministri, peraltro portando ad una decisione di enorme impatto sulle vite e le libertà costituzionali di milioni di italiani. E purtroppo non è la prima volta che il premier in conferenza stampa mostra di non conoscere i dossier che esulano dalla materia strettamente economica e monetaria.

Parlando del provvedimento sul Green Pass, Draghi ha testualmente detto:

“È una misura con cui gli italiani possono continuare a esercitare le proprie attività, a divertirsi, ad andare al ristorante, a partecipare a spettacoli all’aperto, al chiuso. Con la garanzia però di ritrovarsi tra persone che non sono contagiose“.

Ora, gli italiani saranno anche mediamente ignoranti, ma a questo punto molti di loro avranno senz’altro capito ciò che il premier Draghi ha mostrato di ignorare ancora: anche i vaccinati possono essere contagiosi. Forse, ma solo con molti forse, un po’ meno dei non vaccinati, ma certamente non esiste alcuna garanzia che tra i vaccinati non ci siano persone contagiose. Fact-checking? Un’affermazione totalmente falsa, anti-scientifica.

Ma particolarmente grave perché si tratta proprio della materia del contendere del decreto approvato ieri. Perché se è vero, com’è vero (e i dati dal Regno Unito e da Israele lo confermano), che i vaccinati possono essere positivi e contagiare, escludere i non vaccinati dalla vita sociale come se fossero i soli untori non ha fondamento dal punto di vista epidemiologico o almeno – mettiamola così – è misura altamente sproporzionata.

Torniamo sempre sul punto trattato ieri da Gioli: i vaccini proteggono dalla malattia grave, non garantiscono l’insensato traguardo “Covid zero”. Riducono drasticamente ricoveri e decessi e tanto ci deve bastare per tornare alla completa normalità, perché se aspettiamo il giorno in cui registreremo “casi zero” potrebbero volerci anni, decenni. Certamente raggiungere un’elevata percentuale di popolazione vaccinata è un obiettivo desiderabile anche per ridurre la trasmissione del virus, oltre che la pressione sul sistema sanitario, ma dal momento che non impediscono il contagio questi vaccini rappresentano una protezione individuale, non “altruistica”.

Sapere che il premier Super Competente ignora la principale questione tecnico-scientifica alla base della decisione di ieri sul Green Pass non è affatto tranquillizzante, per nulla. In che mani siamo?

Un’altra frase pronunciata ieri da Draghi ci ha fatto sobbalzare dalla sedia:

“L’appello a non vaccinarsi è un appello a morire: non ti vaccini, ti ammali, muori. Oppure fai morire: non ti vaccini, contagi, lui o lei muore”.

Un puro distillato di terrorismo e, anche in questo caso, una completa falsità. Non solo chi non si vaccina, ma anche chi si vaccina può (è una eventualità) contagiare e “far morire”. Al che qualcuno gli ha fatto notare: quindi gli stati come Germania e Regno Unito che sconsigliano di vaccinare i minorenni li invitano a morire e far morire?

Non deve sfuggire inoltre in quelle parole un gratuito attacco politico del premier al leader di una forza di governo, che non aveva invitato a non vaccinarsi ma osservato che sotto i 40 anni il vaccino è “meno urgente”, perché la mortalità da Covid praticamente si azzera.

Insomma, non lo ammetteranno mai adulatori e cheerleader del Governo Draghi, ma dalla conferenza stampa di ieri un’altra bella fetta di credibilità e autorevolezza del premier ha preso il volo.

Siamo forse troppo assuefatti e distratti per guardare con lucidità e la giusta preoccupazione a quanto sta accadendo al nostro stato di diritto: la logica emergenziale permanente e l’approccio “rischio zero” alla pandemia, con il conseguente ricorso sistematico a importanti e durature restrizioni delle libertà individuali, stanno già mutando in profondità le nostre democrazie. Una torsione illiberale, autoritaria, da cui sarà difficile raddrizzarle, perché nel frattempo si gonfia il sentimento di sfiducia dei cittadini nella capacità dei sistemi democratici di assicurare benessere, libertà e sicurezza.

IL GOVERNO DRAGHI E LA UE VANNO MESSI A TACERE ADESSO, SE NECESSARIO CON LA FORZA. L'ALTERNATIVA E' UNA DITTATURA PLURIDECENNALE CHE CONDURRA' ALLA DISTRUZIONE DELL'UMANITA'.

Ormai è sempre più chiaro, come il mainstream inizia a diffondere, che il siero andrà aggiornato periodicamente per essere efficace contro le varianti, secondo la logica di tutti gli antinfluenzali (quando lo dicevamo noi ignoranti, i soloni garantivano che non fosse così).

 QUELLO CHE CI ATTENDE


di Andrea Marcon

Ormai è sempre più chiaro, come il mainstream inizia a diffondere, che il siero andrà aggiornato periodicamente per essere efficace contro le varianti, secondo la logica di tutti gli antinfluenzali (quando lo dicevamo noi ignoranti, i soloni garantivano che non fosse così).
Questo significa che ci saranno inevitabilmente periodi nei quali i contagi risaliranno, non potendosi inoculare milioni di persone in poche settimane. Si cumuleranno così chiusure mirate e localizzate (laddove i parametri saranno superati, anche in mancanza di una reale emergenza) con l’imposizione permanente del lasciapassare “verde”, – dipinto come unico strumento utile ad evitare chiusure totali e generalizzate – che verrà periodicamente aggiornato con le progressive inoculazioni.


Va da sé che presto si trasformerà in un database individuale contenente i nostri dati sanitari, del quale si “suggerirà” poi l’installazione corporea (con motivazioni del tipo: quando sarai ricoverato d’urgenza sarà possibile per I medici conoscere immediatamente il tuo profilo clinico e curarti al meglio tempestivamente). Un domani potrà contenere molte altre informazioni: se risulterai moroso nel pagamento di multe non potrai guidare, se non avrai pagato le tasse non potrai accedere a determinati servizi, se non avrai pagato il mutuo non potrai aprire un conto corrente, se avrai preso un Daspo non potrai manifestare, e via di questo passo con infinite possibilità e varianti.


A chi pensa che sia fantascienza (che poi sono gli stessi che credevano che dopo tre mesi tappati in casa a cantare sui balconi sarebbe finito tutto, e via di questo passo con le varie palle che sono state vendute e che loro si sono puntualmente “bevuti”) segnalo che qualcosa del genere è già sperimentato in alcune zone della Cina. La Cina: il modello al quale si ispira la Tecnocrazia per creare un formidabile sistema di controllo sociale su base tecnologica e di autoritarismo, non su base ideologica ma appunto tecnica (comandano gli “esperti”).
Un giorno nessuno si ricorderà che tutto questo è iniziato (o meglio, ha avuto il suo passaggio decisivo) grazie a una malattia che si poteva curare nella stragrande maggioranza dei casi e che statisticamente si sarebbe potuto rendere insignificante tutelando (anche con vaccinazioni) i soli soggetti a rischio.


Fonte: Andrea Marcon

 

Green pass, Granato entra senza in Senato: “Mi rifiuto di esibirlo”: I BANCHIERI E L'USUROCRAZIA SONO AL DI SOPRA DEL SISTEMA ELETTORALE ED ELETTIVO.

 

Green pass, Granato entra senza
in Senato: “Mi rifiuto di esibirlo”

La senatrice di Alternativa C'è, espulsa dal M5s, è stata fermata e segnalata davanti agli uffici interni: "Green pass serve solo a obbedire, va eliminato"

Green Pass, la Granato entra in Senato senza mostrare il certificato: "mi rifiuto di esibirlo"
Green Pass, la Granato entra in Senato senza mostrare il certificato: "mi rifiuto di esibirlo" La senatrice di Alternativa C'è è stata poi fermata e segnalata davanti agli uffici interni POLITICA (Roma). E' entrata in Senato senza mostrare a nessuno il suo green pass, per poi essere fermata e segnalata all'ingresso del suo ufficio a Palazzo Madama. E' cominciata ufficialmente la battaglia della senatrice Granato di Alternativa C'è che, nonostante sia in possesso del certificato verde, si rifiuta di mostrarlo. "Il green pass è un certificato di obbedienza, per questo motivo mi rifiuterò di esibirlo all'ingresso di Palazzo Madama", ha sottolineato entrando. "Ho presentato degli emendamenti per cambiare il super green pass. Se a nessuno dei firmatari gli verrà data la possibilità di partecipare alla discussione in commissione, decadranno automaticamente – ha continuato -. Io mi rifiuterò di presentarlo e vediamo cosa mi diranno. Sono contraria al certificato perché non è una misura che certifica la sicurezza sul posto di lavoro ma impone l'obbedienza ai cittadini, reprimendoli. E' inutile e da eliminare". (Davide Di Carlo/alanews)
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newsbyDavide Di Carlo19 Ottobre 2021



È entrata in Senato senza mostrare a nessuno il suo Green pass, per poi essere fermata e segnalata all’ingresso del suo ufficio a Palazzo Madama. Così è cominciata ufficialmente la battaglia della senatrice Bianca Laura Granato di Alternativa C’è. Che, nonostante sia in possesso del certificato verde, si rifiuta di mostrarlo.

“Green pass? Un certificato di obbedienza”

Il Green pass è un certificato di obbedienza – ha attaccato Granato –. Obbedienza a un esecutivo rispetto al quale mi sono già espressa, votando contro la fiducia. Questo ha provocato la mia espulsione dal Movimento 5 Stelle. Ma è assurdo che all’interno delle due Camere, che sono organi del potere legislativo, venga imposta una misura derivante da un decreto. Che è un atto unilaterale del potere esecutivo“.

Per questo motivo mi rifiuterò di esibirlo all’ingresso di Palazzo Madama“, ha sottolineato Granato entrando in Senato. “Ho presentato degli emendamenti per cambiare il super Green pass. Se a nessuno dei firmatari verrà data la possibilità di partecipare alla discussione in Commissione, decadranno automaticamente. Quindi l’atto di non consentirmi l’accesso alla Commissione automaticamente limiterà l’esercizio del mio mandato“.

I motivi della battaglia di Bianca Laura Granato

Io sono una dei pochi, pochissimi parlamentari di opposizione che ci sono al momento – ha ricordato la senatrice Granato –. Io mi rifiuterò di presentare il Green pass, vediamo cosa mi diranno. In teoria il Collegio dei senatori questori ci spiegava che saremmo stati invitati a non accedere. Ora vediamo cosa succederà“.

E la battaglia di Bianca Laura Granato, ex M5s proprio in virtù delle sue posizioni sulla pandemia, continua. “Sono contraria al Green pass – ha evidenziato –, perché non è una misura che certifica la sicurezza sul posto di lavoro. Bensì impone l’obbedienza ai cittadini, reprimendoli. Riguarda infatti delle misure di carattere sanitario che sono comunque facoltative e che non garantiscono dalla circolazione dei contagi. È una misura inutile e da eliminare“.

Referendum "No Green Pass", centinaia di firme raccolte dell'avvocato Francesco Minutillo: "Scontri? I blindati li hanno mandati Draghi e la Lamorgese"

 

Referendum "No Green Pass", centinaia di firme raccolte dell'avvocato Francesco Minutillo: "Scontri? I blindati li hanno mandati Draghi e la Lamorgese"

"La via della protesta di piazza è infatti solo uno sfogo fine a se stesso che è giusto coltivare, ma che è destinato a rimanere inascoltato da una politica che intende obbedire solo alle logiche del pensiero dominante", afferma Minutillo

Sono centinaia le firme per il referendum per l'abolizione del Green Pass raccolte dall'avvocato Francesco Minutillo, referente in Romagna del Comitato Referendum No Green Pass, organizzazione che sta raccogliendo in tutta Italia le firme per chiedere la consultazione per abolire tutte le norme relative all’obbligo del Certificato Verde. "In tanti anni di attività non mi era mai capitata una cosa del genere - esordisce Minutillo -: di solito per raccogliere le firme bisogna andare in piazza, chiamare le persone, fermare i passanti. In questo caso no. E’ bastato mettere i moduli sul bancone dello studio ed aprire le porte per assistere ad un flusso continuo di persone che vengono apposta a Forlì ed in centro solo per firmare il referendum".

Secondo l'avvocato, "si tratta di un successo determinato da un movimento spontaneo di massa di milioni di cittadini in tutta Italia che vogliono opporsi ad un sistema degno della peggiore Siberia sovietica: o ti vaccini – e quindi accetti volontariamente il rischio di morire o di rimanere gravemente leso per tramite di un siero del tutto sperimentale – o vieni condannato alla morte civile, senza stipendio, senza il diritto alle cure, con fortissime limitazioni al diritto di circolare ed alla vita sociale. Oppure accetti di sottoporti in continuazione a dei tamponi inutili, ridicoli, umilianti e privi di ogni efficacia perché oramai vengono fatti superficialmente ed a nastro da farmacie oberate di richieste".

Minutillo affonda poi il dito nella piaga della protesta e degli scontri avvenuti a Roma dell’ultimo fine settimana: "Siamo di fronte ad una follia istituzionale collettiva nella quale tutti i soggetti sono coinvolti e responsabili: dai rappresentanti locali e nazionali nei consessi politici agli Ordini professionali, dai sindacati ai partiti politici. Tutti a ripetere con il Mario Draghi il mantra dell’odio a chi critica il sistema del Green Pass e di una campagna vaccinale che, per quanto legittima, non può imporre ai singoli la scelta di sottoporsi ad un trattamento sanitario privo di ogni referenza scientifica certa".

"E quanto accaduto sabato scorso è soltanto l’avvisaglia di una insofferenza popolare incontenibile che sarà destinata ad esplodere il prossimo 15 ottobre – avverte Minutillo - quando la follia del Green Pass arriverà ad aggredire la vita di milioni di italiani. Rinnovo il mio appello a firmare il referendum perché è l’unico strumento in mano ai cittadini per opporsi concretamente e costringere il Governo a mettere mano immediatamente alle norme sul green pass. La via della protesta di piazza è infatti solo uno sfogo fine a se stesso che è giusto coltivare, ma che è destinato a rimanere inascoltato da una politica che intende obbedire solo alle logiche del pensiero dominante. Mi spiace che si siano registrati anche episodi di violenza, ma devo ricordare la piazza di sabato era piena di decine di migliaia di persone che protestavano pacificamente quando Draghi e la Lamorgese hanno deciso di spedire contro di loro centinaia di blindati e di agenti in tenuta antisommossa che certamente altro non hanno fatto che aizzare gli animi già esasperati".

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