“Non possono prevalere i pochi che vogliono rumorosamente imporre le loro teorie antiscientifiche” sul covid-19 “che danno sfogo talvolta ad una violenza insensata, persino, come è avvenuto più volte, con la devastazione dei centri in cui i nostri concittadini si recano per essere vaccinati e sfuggire al pericolo del virus”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della cerimonia di consegna delle insegne di Cavaliere “Al merito del lavoro” e dei riconoscimenti agli Alfieri.
► Assalto Cgil – Castellino inguaia Lamorgese: “in piazza con la Pec della Questura”. Tutte le mosse, afferma, erano state concordate con la polizia. “Ci hanno guidato loro”.
“Gli italiani – ha aggiunto il capo dello Stato – hanno dimostrato serietà e senso di appartenenza alla comunità. Grazie a loro che oggi dimostriamo una ripresa incoraggiante, tanto per la nostra economia, quanto per la nostra vita sociale. La ricerca, i vaccini, i comportamenti responsabili ci hanno consentito di ritrovare spazi di libertà, di riprendere in mano le nostre vite. Le Istituzioni hanno dimostrato di saper fare la propria parte, le imprese, i servizi, il quotidiano impegno di donne e uomini hanno fatto funzionare gli organi nevralgici della comunità e oggi siamo pronti ad aprirci a sfide, a quelle dell’innovazione”.
“Dobbiamo fare adesso la nostra parte, lungo la strada nuova che vogliamo intraprendere. Naturalmente -ha concluso Mattarella- è necessario anzi tutto non smarrire la prudenza e la responsabilità, di fronte ad un virus che siamo riusciti a fermare ma non ancora a sconfiggere definitivamente”. adnkronos
Tiratori scelti e un’area di massima sicurezza di oltre 10 chilometri a cui potranno accedere solo gli addetti ai lavori con gli appositi pass attraverso varchi presidiati. E’ quanto prevede il dispositivo di sicurezza messo a punto dalla Questura di Roma in vista del G20 che si terrà sabato 30 e domenica 31 ottobre prossimi nella Capitale. L’area che circonda la Nuvola, dove ci sarà il vertice dei capi di Stato e di governo, e che si estende fino al palazzo dei Congressi dell’Eur sarà sorvolata da un elicottero. La messa in sicurezza dell’area scatterà già dalla sera prima quando le unità specializzate delle forze di polizia, tra cui artificieri e cinofili, bonificheranno le strade dell’Eur.
Sono stati organizzati anche servizi in chiave anti-terrorismo con Digos, Uopi e Api. Bonifiche sono previste anche in altre aree della città collegate all’evento, come nelle zone di alloggio dei capi di Stato e di governo. Adeguati servizi sono stati predisposti anche per eventuali manifestazioni che si terranno nel weekend. Ulteriori dettagli saranno messi a punto nel tardo pomeriggio nel corso di un tavolo tecnico che si terrà in questura.
L’area di sicurezza per il G20 a Roma
L’accesso alle sedi del vertice non sarà consentito con mezzi privati e si potrà circolare all’interno della zona rossa solo con un badge identificativo. Un summit blindato che vedrà in campo migliaia di uomini delle forze di polizia e dell’Esercito e l’intera area dove si terranno le riunioni trasformata in una bolla di massima sicurezza.
Le modifiche alla viabilità
Non solo. Per il G20 a Roma sono tante la modifiche alla viabilità. Dalle 19 del 29 ottobre e sino alla conclusione dell’evento, è prevista in particolare l’attivazione di un’area di massima sicurezza attorno al centro congressi “La Nuvola”, all’Eur, con divieti di sosta e chiusure al traffico pubblico e privato, limitazioni anche al transito pedonale e la temporanea sospensione delle fermate della metro B di Eur Magliana, Eur Palasport, Eur Fermi e Laurentina.
Sempre attorno alla “Nuvola”, i primi divieti di sosta scatteranno da mercoledì 27 e interesseranno viale Europa, tra la Colombo e viale Shakespeare; la laterale della Colombo, tra viale Europa e viale Asia; viale Asia, tra la Colombo e viale Shakespeare; viale Shakespeare, tra viale Europa e viale Asia. Il vertice sarà preceduto, il 29 ottobre, da un summit dei ministri delle Finanze e della Salute, ospitato sempre all’Eur nel Salone delle Fontane di via Ciro Il Grande. Già dal 28 ottobre, divieti di sosta nell’area.
Ancora il 29 ottobre, divieti di sosta e possibili chiusure nell’area di Palazzo Chigi e del Quirinale. Il 30 provvedimenti analoghi interesseranno l’area di piazza della Repubblica/via Cernaia/via Volturno/via delle Terme di Diocleziano/piazza dei Cinquecento; il 31, invece, l’area tra piazza Barberini, via del Tritone e tutte le strade che portano a Fontana di Trevi.
Chiusure delle fermate della metro
Dalle 13 del 30, e sino a cessate necessità, la Questura ha richiesto la chiusura della fermata metro di Repubblica e dell’accesso alla fermata metro di Termini collocato al centro di piazza dei Cinquecento. Ancora il 30 ottobre sono previsti divieti di sosta in via della Stazione Vaticana e a via di San Gregorio (direzione Porta Capena). Sempre il 30, temporanee chiusure al traffico su via Aurelia Antica, tra via di Villa Betania e via delle Fornaci. Non solo viabilità. Nella due giorni del G20 sono previste temporanee chiusure di siti archeologici e museali. www.romatoday.it
PIAZZA LIBERTA’, dalla puntata di domenica 24 ottobre 2021 Le violenze degli uomini della Lamorgese sui manifestanti ‘No green pass’: commento di Armando Manocchia
PIAZZA LIBERTÀ è il programma di informazione condotto da Armando Manocchia in onda OGNI DOMENICA e GIOVEDI’, alle 20:00, IN DIRETTA dallo Studio 3 di CANALE ITALIA, su Canale Italia DT83 e DIRETTA STREAMING su Facebook: https://www.facebook.com/PiazzaLibertaUfficiale Con il contributo di: MARIO IMPROTA, vignettista. Regia di Giuliano Tristo
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Non iniziò con le camere a gas. Non iniziò con i forni crematori. Non iniziò con i campi di concentramento e di sterminio. […] Iniziò con i politici che dividevano le persone tra “noi” e “loro”. Iniziò con i discorsi di odio e di intolleranza, nelle piazze e attraverso i mezzi di comunicazione. […] […] Iniziò quando la gente smise di preoccuparsene, quando la gente divenne insensibile, obbediente e cieca, con la convinzione che tutto questo fosse “normale”.
Primo Levi
Cercando “Green Pass” sul motore di ricerca più noto [1], appare alla nostra destra un’informazione che riporta all’origine di questo documento, ovvero ad Israele e, cliccandoci sopra, si apre una pagina di Wikipedia dove possiamo leggere il nome originale di questo attestato: התו הירוק, che tradotto significa “etichetta verde” [2].
È bizzarro, ad un primo e superficiale sguardo, appurare come chi ha subìto l’applicazione della “stella gialla” abbia ideato l’”etichetta verde” senza porsi (?) il problema, o il dubbio, se un sistema come quello avrebbe potuto dare seguito a situazioni discriminatorie o dittatoriali e qua mi fermo, perché altre elucubrazioni rischierebbero di essere male (o fin troppo bene) interpretate.
Quello che ormai, a sempre più persone, salta agli occhi è il lato discriminatorio del lasciapassare che, giorno dopo giorno, si distanzia dal lato sanitario e sempre più si avvicina alla nuda imposizione politica. Se il nobile, ed unico, intento è quello di proteggerci e limitare la diffusione del virus, assumono toni foschi tutte le sfumature che con la prevenzione e la scienza hanno poco a che vedere; a questo punto i più accaniti sostenitori del lasciapassare verde potrebbero domandare “ma cosa stai cercando di dire?” ed ecco, di seguito, quello che è il mio pensiero a riguardo.
Assunto che questi farmaci non diano immunità, come invece veniva sostenuto all’inizio, e che i vaccinati possono essere contagiati e contagiare allo stesso modo dei non vaccinati, nonché dare vita a mutazioni vaccino-resistenti [3][4][5][6], e questo lo dicono anche gli stessi esperti da salotto televisivo, che vediamo ogni giorno scambiarsi le poltrone nelle trasmissioni di approfondimento e dibattito, non possiamo non notare in questa affermazione che si va creando una gravissima dinamica: il Green Pass spinge, inconsciamente, le persone ad una falsa tranquillità.
Mi spiego meglio. Partiamo dal presupposto che non tutte le persone si aggiornino, e/o abbiano voglia di aggiornarsi, circa i continui cambiamenti di rotta dell’informazione (scienza?) e molti abbiano smesso di seguire gli approfondimenti ed anzi, spesso, sentano un senso di rigetto da notizie di un certo tipo, quasi a volere un ritorno alla normalità; questo rigetto fa sì che essi prendano, per buone, le affermazioni iniziali che accompagnavano il battage vaccinale e che garantivano il raggiungimento dell’immunità una volta vaccinati e, ahimè, spesso si continua su questa linea, parlando ancora della, improbabile nonché illusoria, immunità di gregge [7]. La conseguenza? Che queste persone sono più inclini ad infrangere quelle regole, giuste o sbagliate che siano, che hanno caratterizzato gli ultimi 20 mesi della nostra vita, accompagnando il tutto dalla frase “tanto sono vaccinato”.
Il governo dovrebbe essere lapidario su questo punto e dichiarare pubblicamente, in più di un’occasione, che il lasciapassare non è né un attestato di esenzione dalla malattia e né un certificato di buona salute, ammettendo che chi si vaccina può contagiare ed essere contagiato (ed ammalarsi) come chi non è vaccinato, invece di dichiarare il falso (il falso scientifico) come hanno fatto sia il Presidente del Consiglio Draghi [8] e sia il Presidente della Repubblica Mattarella [9] con le loro recenti dichiarazioni pubbliche, ma questo significherebbe rimangiare ciò che è stato fino ad ora affermato e mettere a repentaglio la campagna vaccinale e loro non se lo vogliono e non se lo possono permettere, d’altronde hanno dei contratti da rispettare: vi ricordate le 255 milioni di dosi di cui parlavo in un mio altro video e articolo?[10] [11]
Cosa avverrà, dunque, nei prossimi mesi? Lo sappiamo benissimo e lo possiamo continuamente leggere tra le righe e non solo, dato che i media del mainstream stanno fomentando avversione e divisione tra le persone, creando e solidificando la convinzione che se le persone vaccinate si ammalano, o più semplicemente vengono trovate positive, è per colpa dei non vaccinati che li hanno contagiati. Con l’arrivo della consueta stagione influenzale (esiste ancora l’influenza?[12]) e con i vaccinati che si ammaleranno ed avranno sintomi come tosse, raffreddore, dolori ossei, diarrea, mal di testa e/o la perdita momentanea del sapore e dell’odore, ripartirà la solita campagna terroristica atta a mettere all’indice gli egoisti che non si sono vaccinati, con modalità in linea con la narrativa manzoniana del “dagli all’untore” e si ripercorrerà, ancora una volta, tutta la fastidiosa trafila della precedente stagione influenzale, ma con un aumento esponenziale dell’odio.
Nel frattempo, dagli USA, stiamo assistendo al tentativo di creare le basi per rafforzare sia la divisione in schieramenti (vaccinati contro non vaccinati), che a distrarre sia dalle reazioni avverse dei sieri sperimentali, sia dall’inefficacia di quest’ultimi, con messaggi che potremmo inquadrare in quelle forme manipolatorie che si chiamano “Programmazione Predittiva” e “Programmazione Neurolinguistica”. Il nuovo sistema informativo, previsione di ciò che accadrà anche in Europa, Italia in primis, è quello di spostare l’attenzione su un’altra pandemia, ovvero la “pandemia dei non vaccinati” [13], imputando a questi ultimi addirittura la diffusione di varianti vaccino-resistenti, un’affermazione illogica e antiscientifica di proporzioni colossali!
Tornando al lasciapassare, che io chiamo “lasciapassare ariano”, in Italia siamo difronte ad un unico europeo, in tutto e per tutto. Negli altri Paesi, dove è entrato in vigore, le restrizioni sono assolutamente il linea con la prevenzione del contagio, unico neo la Francia che, dopo un primo exploit tirannico, con l’obbligo del “pass sanitaire” esteso genericamente ai supermercati, impedendo quindi il normale approvvigionamento del cibo, ha dovuto fare marcia indietro, a seguito di scontri e manifestazioni, e correggere il tiro con la dicitura “[…] grandi negozi e centri commerciali con più di 20.000 m² di superficie […]” [14].
A questo punto resta l’Italia, che lo ha reso obbligatorio prima ai sanitari, poi agli insegnanti, agli studenti universitari e, infine, a tutti i dipendenti pubblici e privati, nonché imprenditori che svolgono lavoro saltuario, creando (volutamente) confusione e costringendo, in modo bieco, le persone a correre ai ripari, molte delle quali vaccinandosi contro la propria volontà [15].
Direi che l’articolo 1 della Costituzione Italiana dovrebbe essere corretto, perché ha perso la sua forza ed il suo senso, da “l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro” a “l’Italia è una Repubblica plutocratica fondata su un vaccino sperimentale”.
Non è un’affermazione fine alla provocazione, ma il risultato della lettura degli avvenimenti degli ultimi 20 mesi, ricordando ciò che dicevano gli esperti e i media già nei primi mesi di epidemia, anziché “cerchiamo una cura” sentivamo la stessa, costante, tiritera “troviamo un vaccino”, quando per logica e cronologia di eventi, difronte ad una nuova malattia, prima si cura e poi si previene e, come sostiene (sosteneva?) la letteratura medica e scientifica, “non si vaccina durante un’epidemia” affermazione maturata proprio per evitare lo sviluppo di mutazioni vaccino-resistenti di cui ho già accennato.
Tutto ciò è stato progettato, realizzato e promosso, con un’abile applicazione della Finestra di Overton, il tutto infatti girava, e gira, attorno alla volontà di vaccinare e non di curare ed il Green Pass è l’ultima evidenza, proprio per la sua ambiguità e, di conseguenza, del suo utilizzo sbagliato. Dobbiamo, altresì, ritenerci fortunati di non essere al cospetto di un virus mortale, ma di uno che provoca in minima percentuale una malattia e che tale malattia, curandola tempestivamente, può essere risolta veramente come una qualsiasi influenza.
I numeri che reggono questo meccanismo sono talmente bassi che sono costretti a dare l’allarme quando i positivi raggiungono l’impressionante cifra di 200 su 100.000 testati (?!), perché la difficoltà è proprio quella di avere cifre più alte, specialmente in estate! Ma attenzione, a seconda della stagione, la percentuale dei malati veri (sintomatici) talvolta è inferiore al 10%, pertanto il sistema è come se attuasse le restrizioni colorate per 15/20 malati su 100.000 invece di 200! Come se non bastasse, abbiamo appurato che questo sistema fallace non distingue chi si tampona più volte a distanza di 48 ore, ovvero coloro che, essendo positivi asintomatici, continuano a farsi tamponare fintanto che il test non dà esito negativo e quindi si sommano ai malati, compresi loro stessi, per tutte le volte che sono risultati positivi nel dato periodo [16].
Parlando poi delle percentuali, venute fuori in questi mesi, sui dati di falsa positività dei vari test, a seconda dell’esperto che ha trattato l’argomento, si va dai più fedelissimi al sistema che sostengono la rarità dell’errore del test PCR e dei tamponi (ricordate il tampone al ministro Lamorgese? [17]), a quelli che ne evidenziano un 20/30% di margine di errore [18], fino a coloro che ipotizzano anche un 95% di errore, come dichiarò il dott. Scoglio un anno fa [19]. Da qui dobbiamo ragionare sul fatto che i reagenti, gli anticorpi, utilizzati per individuare il Sars-Cov2 reagiscono anche agli antigeni di altri virus, similari, compresi alcuni virus influenzali ed alcuni legati al raffreddore; detto questo, se ci aggiungiamo, stando bassi, che il 15/20% dei positivi in realtà sono falsi positivi a cui dobbiamo, naturalmente, aggiungere un’ipotetica percentuale X di falsi negativi, siamo in una situazione che, paradossalmente, ha più spigoli vivi da scansare che superfici piatte su cui camminare.
Vien da sé, a questo punto del discorso, affermare non solo che il lasciapassare verde non sia necessario, ma sia assolutamente pericoloso e potenziale causa di contagi che si possono creare proprio laddove è richiesto per legge ed è possibile immaginare come saranno additati esclusivamente coloro che non sono vaccinati, essendo i vaccinati esclusi dal sistema dei test e dei tamponi.
A conclusione di quanto detto nasce una provocazione, alla quale faccio le seguenti premesse:
1) appurato che non vi sia alcun obbligo vaccinale ma solo di esibire il Green Pass (volontario e su richiesta), documento acquisibile anche attraverso vari test, oltre che per guarigione dalla malattia, fino alla sua naturale scadenza, come espresso chiaramente all’inizio dei vari articoli del D.L. 127 [20], ovvero il 31 dicembre 2021 o, più probabilmente, al 31 gennaio 2022, data in cui terminerà di fatto lo stato di emergenza nazionale iniziato il 31 gennaio 2020 (12 mesi, prorogabile al massimo per altri 12);
2) appurato che il “Testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro”, ovvero l’art. 81 del 9 aprile 2008 [21], indica che il datore di lavoro è obbligato a rendere sicuro il posto di lavoro, anche a livello di prevenzione, per tutti i dipendenti;
3) acquisito che vaccinati e non vaccinati sono potenzialmente contagiosi e contagiabili allo stesso modo;
4) ammesso che il Green Pass sia stato realizzato per garantire la salute, per prevenire il contagio ed evitare la diffusione del Sars-Cov2.
Non dovrebbero i dipendenti tutti eseguire continui test per certificare il loro stato di salute?
Non si dovrebbe evitare la discriminazione (i virus non discriminano) tra vaccinati e non vaccinati?
Non dovrebbero i test, qualsiasi essi siano, rientrare nei requisiti della sicurezza aziendale e quindi essere messi a disposizione per tutti dall’impresa stessa?
Ma se tutti si facessero i tamponi, o i test, cosa succederebbe quando inizierebbero ad arrivare gli esiti positivi anche tra i vaccinati?
Quanti vaccinati si ribellerebbero a questa ipotesi sostenendo la loro superiorità sanitaria rispetto ai non vaccinati?
Quante aziende continuerebbero a richiedere i test ai dipendenti quando si vedrebbero chiudere interi reparti per la presenza di positivi nel luogo di lavoro?
Concludo con l’ultima domanda aperta: quando si capirà che la positività ad un virus non significa malattia e che è inutile continuare a reggere su un sistema fondato su un castello di carte antiscientifiche?
Tra l’ambiguo Green Pass, le quarantene e le semi-quarantene; la malattia facilmente curabile a casa e le cure ospedaliere dall’esito incerto; il castello di carte dei tamponi ed il vaccino sperimentale di cui non conosciamo gli effetti collaterali; dopo quasi due anni di follie ed abusi governativi, mi sento pacificamente di dire che la miglior soluzione adottata (con i migliori risultati avuti) è stata quella di quei Paesi, come la Svezia, che hanno preso atto, fin da subito, del tipo di malattia con cui avevano a che fare ed hanno deciso di non chiudere, non imporre mascherine, vaccini e quant’altro, suggerendo il tipo di comportamento da tenere e lasciando che la vita, in tutte le sue sfaccettature, continuasse per la sua strada.
Una scorta 24 ore su 24 per tutelare e proteggere la propria vita. È questa la realtà alla quale è sottopostoSigfrido Ranucci ormai da qualche mese.Il giornalista e conduttore di Report ha fatto sapere che da agosto è costretto a vivere sotto scorta a causa di un uomo che, dal carcere, avrebbe incaricato due killer per ucciderlo. Si tratterebbe di una figura legata al narcotraffico nell’ambito della Ndrangheta.
Una minaccia di morte, quella arrivata al giornalista, che ha costretto le autorità ad accostargli degli agenti pronti a difenderlo. Il conduttore, a Radio Radio a ‘Lavori in Corso’, ha parlato così della situazione che sta vivendo.
Scorta
“Le minacce sono quelle di morte. In questo momento hanno pensato di alzare il livello di tutela e fornirmi una scorta che mi accompagni ovunque. Io sono tranquillo, ho ricevuto solidarietà da parte della mia azienda. Ho cercato di tenere nascosta la cosa fino a pochi giorni fa per la mia sicurezza e quella degli uomini che mi accompagnano”.
Libertà di stampa
“Questa potrebbe essere la conseguenza, il prezzo da pagare. Lo Stato mi protegge affinché io possa continuare a fare ciò che faccio. Quello che mi preoccupa di più è il fatto che si consenta ancora di fare delle richieste di risarcimento danni temerari. C’è un disegno di legge da due anni in senato che renderebbe più liberi tanti giornalisti. Penso non tanto alla mia attività. Penso ad autori e giornalisti più piccoli che magari sono costretti a fare dei pezzi per pochi euro. Mantenere la schiena dritta è difficile. Una democrazia dove non c’è una stampa libera è come una macchina senza certificato di garanzia”.
Minacce
“Queste minacce arrivano da personaggi che gestiscono il narcotraffico. La cosa più particolare è che siano stati ingaggiati killer stranieri. Hanno preferito aggirare la Ndrangheta così. È qualcuno a cui abbiamo rotto le scatole ma ovviamente non faccio nomi. Noi continueremo a fare il nostro mestiere. Vivere sotto scorta ha limiti ma devo dire che le persone che mi stanno accompagnando sono ragazzi splendidi che hanno accostato rispetto a professionalità. Io ho bisogno di poche cose e una di queste è svolgere il mio lavoro in tranquillità”.
Riflettori sempre più puntati sull’origine del Sars Cov2. Mentre in Italia i principali media sembrano essersi ormai dimenticati del dibattito legato all’origine dell’emergenza sanitaria, fuori dai nostri confini sono sempre più numerose le voci che puntano sull’origine artificiale del virus.
Le scoperte del Daily Mail
L’ultima è arrivata dalla Gran Bretagna e in particolare dal Daily Mail, giornale che attraverso il Freedom of Information Rules ha chiesto al Governo di Londra la pubblicazione uno scambio di mail intercorso tra i principali scienziati britannici ed americani.
I giornalisti inglesi stanno infatti indagando sull’improvviso cambiamento di opinione relativo all’origine del virus che sembra aver scosso l’intera comunità scientifica occidentale. Secondo la ricostruzione infatti nelle prime settimane in cui si è diffuso il Sars Cov2 dalla città di Wuhan, diversi scienziati sembravano propendere per l’ipotesi di una fuga del virus dal laboratorio cinese. Poi è cambiato tutto.
La riunione “confidenziale” tra Vallance e Fauci
Il punto di svolta sarebbe rappresentato da una riunione confidenziale che ha visto coinvolti Patrick Vallance, principale consulente sanitario per il Governo inglese, Sir Jeremy Farrar, direttore della fondazione Wellcome Trust e Anthony Fauci, consigliere medico del Presidente degli Stati Uniti.
A seguito di quella riunione, avvenuta nel febbraio 2020, la posizione della comunità scientifica è cambiata radicalmente, dichiarando con certezza assoluta l’origine naturale del Sars Cov2 che si sarebbe trasferito da un pipistrello ad un animale terzo, ancora non identificato, fino all’uomo.
Da allora l’ipotesi dell’origine artificiale del virus è stata bollata come puro complottismo senza basi scientifiche. “Guardando all’evoluzione nel tempo tutto indica fortemente che questo virus si è evoluto in natura e poi ha saltato specie”, aveva dichiaratoFauci nel maggio 2020.
Perché le email continuano ad essere oscurate?
I giornalisti del Daily Mail hanno ottenuto lo scambio di email intercorso in vista di questa misteriosa riunione, tuttavia la maggior parte del testo rilasciato dal Governo risulta essere oscurato. Si possono vedere solo le date, i ringraziamenti iniziali e finali, alcuni nomi e poco più.
Tale assurdo segreto di stato è altamente sprezzante nei confronti dei contribuenti e di un mondo che vuole sapere cosa ha causato questa devastante pandemia per proteggersi da catastrofi simili in futuro.
Così i giornalisti britannici descrivono l’atteggiamento del Governo, segno che fuori dall’Italia esiste un giornalismo mainstream che ha il coraggio di andare contro il potere.
Qualcosa è però sopravvissuto alla censura operata dal Governo di Londra. Sembra esserci infatti un riferimento alla riunione che avrebbe dovuto essere “condotta in totale confidenza”, riferimento emerso da una email inviata dal virologo olandese Marion Koopmans, esponente tra le altre cose dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Il tempo ci dirà la verità?
I tasselli messi sul piatto dal Daily Mail sembrano combaciare perfettamente con quanto reso noto dai media americani rispetto al progetto dell’organizzazione americana Eco Health Alliance sul coronavirus di pipistrelli nella città di Wuhan, finanziato dall’agenzia guidata da Anthony Fauci tra il 2014 e il 2019.
In uno scambio di mail, reso pubblico recentemente, il Presidente della Eco Health Alliance Peter Daszak si era complimentato con Fauci per essersi apertamente schierato contro l’ipotesi di un’origine artificiale del virus. che condividiamo, nella speranza che il tempo possa far emergere i veri responsabili.
Meno contanti e più pagamenti tracciabili. Questo è l’obiettivo dell’entrata in vigore, il 1° gennaio 2022, dei nuovi limiti all’uso di banconote. E della conseguente modifica delle sanzioni per chi non rispetta le regole. La nuova soglia dei pagamenti era già prevista da tempo, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della legge numero 157 del 2019, ricorda laleggepertutti.it.
Uso del contante scende da 1999 a 999 euro
Recentemente, è stata confermata dal ministero dell’Economia e delle Finanze. Quindi, è stato ufficializzato che per i contanti cambia la soglia dei pagamenti portandola da 1.999,99 euro a 999,99. La precisione è importante perché può costare una sanzione: pagare 999,99 euro in contanti dal primo giorno del 2022 è lecito, pagare 1.000 euro, cioè un centesimo in più, no.
Contante: quali pagamenti sono vietati?
La nuova soglia dei contanti dal 1° gennaio 2022, fissata a 999,99 euro, viene applicata per qualsiasi tipo di pagamento, cioè di passaggio di denaro tra persone fisiche o giuridiche. Questo significa che non solo l’acquisto di un bene o la prestazione di un professionista ma anche una donazione o un prestito a un figlio per una cifra di almeno 1.000 euro dovrà essere giustificato ed effettuato con un tipo di pagamento tracciabile, come un bonifico.
Tuttavia, nulla cambia per quanto riguarda prelievi e versamenti in banca, poiché non si tratta di trasferimenti di denaro tra due soggetti diversi ma di movimenti che interessano una sola persona. Per capirci, sarà perfettamente lecito andare in banca a ritirare 1.500 euro. Quello che non verrà consentito è di utilizzarli tutti insieme per fare un solo pagamento. Potranno essere tenuti in casa per essere spesi un po’ alla volta entro la soglia stabilita.
Lo stesso vale per i versamenti. Poniamo il caso di chi ha ricevuto in contanti per la propria attività 500 euro, poi 400 euro e poi ancora 600 euro. In totale, 1.500 euro che possono essere versati insieme sul proprio conto corrente. Non viola le regole sull’uso dei contanti nemmeno fare ‘un po’ e un po’’, cioè fare un pagamento di almeno 1.000 euro utilizzando sia il cash sia uno strumento tracciabile. Ad esempio, per pagare un servizio che costa 1.800 euro è permesso consegnare al professionista 900 euro in contanti e 900 euro con un assegno, con la carta di credito o con un bonifico. L’importante è che la somma in contanti resti sempre al di sotto del limite di 999,99 euro. Contanti: le sanzioni per i trasgressori
La nuova soglia di pagamenti in contante deve essere rispettata non solo da chi paga ma anche da chi riceve il denaro: entrambi possono essere puniti nel caso in cui venga superato il limite di 999,99 euro. La legge prevede che con l’abbassamento del limite dei contanti diminuisca anche la sanzione minima. In sostanza: dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021, la soglia per i pagamenti in cash è di 1999,99 euro, mentre la sanzione minima applicabile in caso di trasgressione (minima, non fissa) è di 2.000 euro. Ora, con il limite a 999,99 euro dal 1° gennaio 2022 il minimo edittale scenderà a 1.000 euro. Regola, però, non valida per i professionisti o per chiunque non segnali le irregolarità alle direzioni territoriali: in tal caso, la sanzione resta fissata da 3.000 a 15.000 euro, quindi con una soglia minima pari al triplo rispetto a quella prevista per chi commette la violazione.
Va detto, però, che sia chi trasgredisce la regola sull’uso del contante, sia chi non comunica l’irregolarità essendo tenuto a farlo può beneficiare dell’oblazione, anche se in maniera diversa. Per chi commette l’infrazione, la sanzione passerà da un minimo di 4.000 euro a 2.000 euro. Invece, chi deve comunicare un’irregolarità, sulla base delle attuali e future disposizioni, continuerà a pagare un minimo di 5.000 euro, pari ad 1/3 del massimo. ADNKRONOS