"Epidemia colposa". Bomba in arrivo dalla Procura, valanga di indagati: tremano Speranza e Lorenzin

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"Epidemia colposa". Bomba in arrivo dalla Procura, valanga di indagati: tremano Speranza e Lorenzin

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Qualcosa si muove negli uffici della Procura di Bergamo, pronti a sganciare la bomba sulla sanità italiana e la gestione della pandemia dovuta al Covid. La rivelazione è de Il Giornale, che spiega come una fonte abbia rivelato che i magistrati coordinati da Maria Cristina Rota sono pronti a far partire una valanga di avvisi di garanzia sull’indagine per epidemia colposa. Una direttiva dell’Unione Europea del 2013 obbligava l’Italia “a sviluppare un piano generico di preparazione a serie minacce transfrontaliere che potrebbero costituire un'emergenza sanitaria internazionale”. 

 

 

E l’ipotesi dei pm è che a tale si sarebbero sottratti ministri e dirigenti del ministero della Salute e chi avrebbe dovuto tradurre le linee guida in piani operativi regionali. I nomi nel mirino della Procura bergamasca, riferisce sempre Il Giornale, sarebbero quelli di Roberto Speranza, Beatrice Lorenzin e Giulia Grillo: uno è l’attuale Ministro della Salute, le altre due hanno occupato in precedenza la stessa poltrona. Oltre a loro nella lista dei destinatari degli avvisi di garanzia ci sarebbero Claudio D’Amario, Direttore Generale della Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria del Ministero della Salute da febbraio 2018, il suo predecessore Ranieri Guerra (indagato per le false dichiarazioni sul report Oms), Silvio Brusaferro, il direttore dell’Istituto Superiore di Sanità, Goffredo Zaccardi, capo di gabinetto di Speranza e infine Giulio Gallera, ex assessore al Welfare in Lombardia. L’estate si annuncia bollente.

 

Dai blog

Coronavirus, i morti che potevano essere evitati: nel libro di Francesco Zambon i segreti di Speranza e Oms

 

Coronavirus, i morti che potevano essere evitati: nel libro di Francesco Zambon i segreti di Speranza e Oms

Francesco Storace
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Chissà quante copie circolano nella Procura della Repubblica di Bergamo del libro “Il Pesce piccolo”. Lo ha appena pubblicato Feltrinelli, e l’autore è Francesco Zambon, l’ormai famoso ricercatore dell’Organizzazione mondiale della sanità che ha svelato le malefatte escogitate per far apparire l’Italia pronta al contrasto del coronavirus quando invece non lo era affatto.

Se lo leggono anche i magistrati che seguono l’inchiesta sulla pandemia e le carenze dell’azione di governo, c’è materiale per una retata in grande stile. Perché c’è una somma di deviazioni, bugie, omissioni da far accapponare la pelle. Documenti manomessi pur di salvare la faccia al governo di Giuseppe Conte, a partire dal ministro della Salute Roberto Speranza. Dei quali bisogna solo capire quanto fossero consapevoli – ed è difficile dubitarlo – delle trame orchestrate da Ranieri Guerra con i vertici dell’Oms. Se quella che descrive nel libro Francesco Zambon è la verità, già ci sarebbero i colpevoli di decine di migliaia di vittime spedite al Creatore per la scelleratezza di chi ha mentito sulla preparazione dell’Italia.

Certo, sono note molte delle mail circolate sul losco affare del report dell’Oms sull’Italia pubblicato e poi rimosso. Ma ciò che emerge dal libro-denuncia di Zambon è l’arroganza con cui si è proceduto, minando persino l’indipendenza di quell’Oms che non dovrebbe mai chiedere il permesso ad uno Stato membro dell’organizzazione per le proprie decisioni, per le proprie pubblicazioni. Esattamente il contrario di quanto preteso dal direttore generale Tedros e dal suo aggiunto Ranieri Guerra, che voleva concordare tutto col ministero della Salute…

Il perché è presto detto, anche perché tutto ruotava ad un piano pandemico risalente al 2006, mai modificato per quindici anni e sul cui mancato aggiornamento pesavano e pesano le responsabilità proprio di Ranieri Guerra.

Che cosa ha significato quel mancato aggiornamento? Zambon lo spiega parlando di un ex generale, Pier Paolo Lunelli, esperto internazionale in materia di preparazione alle emergenze: “Secondo le sue stime, nella sola prima ondata che causò 35.000 morti, si sarebbero potute evitare 10.000 vittime, praticamente un terzo del totale”. Quel terribile dato fu offerto dal Guardian ed acquisito dalla stessa Procura di Bergamo. E nel mirino sono state finalmente messe le omissioni italiane descritte e poi negate dall’Oms.

Quando il caso divampò sulla stampa internazionale “nel mirino fin anche Speranza. Il ministro prima dichiarò che lui non ne sapeva nulla, poi l‘Oms lo contraddisse sostenendo che invece sapeva ma non fino in fondo. Quindi Speranza ammise che sì, aveva letto il rapporto, ma che non c’era nulla di malvagio”. Fatto sta – ricorda il ricercatore che poi ha lasciato l’Oms – che solo dopo “il ministero produsse in fretta e furia un piano pandemico 2021-2023, che prima dello scandalo non esisteva”. E noi piangevamo i morti.

Zambon decise di non accettare più i pressanti “inviti” dell’Oms a non presentarsi davanti ai giudici nel nome dell’immunità diplomatica. Dopo cinque ore a palazzo di giustizia, “alla fine il procuratore capo, il dottor Chiappani, mi fece una domanda personale. Senta, dottor Zambon, ma lei… dove vuole arrivare?”. La risposta fu netta: “Voglio arrivare fino in fondo”. Ora tocca alla giustizia. Se c’è.

"Epidemia colposa". Da Forza Italia a Lega, il governo finisce denunciato

 

"Epidemia colposa". Da Forza Italia a Lega, il governo finisce denunciato

Ira del forzista Cappellacci: "Il governo paghi i danni per i mancati controlli in Sardegna". Salvini annuncia: "Pronta una denuncia per favoreggiamento all'immigrazione clandestina"

"Epidemia colposa". Da Forza Italia a Lega, il governo finisce denunciato

Adesso il livello dello scontro è pronto a essere alzato: visto che gli strumenti della politica e i numerosi atti ispettivi che sono stati presentati continuano a non smuovere la coscienza del governo, è giunto il momento di dire "basta". Lo sfogo di Ugo Cappellacci è durissimo: ha fatto sapere di aver dato incarico ai legali di procedere contro l'esecutivo giallorosso,in sede penale, per epidemia colposa e in sede civile per risarcire i danni provocati alla Sardegna sia in termini di immagine sia di conseguenze sul sistema turistico. "Stiamo verificando i presupposti di una class action nei confronti di Conte e compagnia", ha aggiunto il deputato e coordinatore di Forza Italia in Sardegna.

Il forzista ha spiegato che quando la Regione ha chiesto l'istituzione del passaporto sanitario, con i tamponi ai passeggeri diretti verso l'isola prima delle partenze, il governo si è opposto dicendo che l'idea violava la Costituzione. "La stessa Carta Costituzionale che ha abbondantemente calpestato abusando dello strumento dei decreti. In questo modo hanno spalancato le porte della Sardegna al virus, tornato nell'isola tramite migliaia di viaggiatori", ha tuonato Cappellacci. Solamente ora sono iniziati i tamponi negli scali, ma come se non bastasse "hanno lasciato nella nostra terra centinaia di migranti illegali, tra i quali numerosi positivi al Covid-19". Da qui è nata la volontà di lavorare a un esposto per il reato di epidemia colposa.

"Favoreggiamento dell'immigrazione clandestina"

Anche la Lega ha preso una netta posizione in merito: Matteo Salvini ha annunciato l'ipotesi di denunciare l'attuale governo per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Ecco perché gli avvocati del Carroccio stanno studiando una denuncia da presentare ai vertici dei giallorossi. "Ringrazio il sindaco di Trapani e altri sindaci d'Italia che difendono i loro cittadini", ha dichiarato l'ex ministro dell'Interno in riferimento al divieto di sbarco per migranti e personale della nave Aurelia, destinata alla quarantena e con 273 migranti a bordo, imposto dal sindaco della città siciliana.

Intanto Salvini si prepara al processo fissato per sabato 3 ottobre 2020: lo attende il Tribunale di Catania per quanto riguarda il processo per sequestro di persona e abuso d'ufficio in merito al caso Open Arms. "Io andrò a processo il 3 ottobre a Catania per aver bloccato gli sbarchi, secondo me dovrebbero invece andare a processo coloro che li agevolano e spendono milioni di euro di denaro pubblico per mettere su una nave queste persone", sostiene il leader della Lega.

IL GIORNALE: VA AVANTI INCHIESTA PER EPIDEMIA COLPOSA. COINVOLTI SPERANZA, GRILLO E LORENZIN

 

IL GIORNALE: VA AVANTI INCHIESTA PER EPIDEMIA COLPOSA. COINVOLTI SPERANZA, GRILLO E LORENZIN

Secondo quanto riportato dal quotidiano Il Giornale, l’inchiesta per epidemia colposa, avviata dalla Procura della Repubblica di Bergamo per il mancato adeguamento del Piano Nazionale di emergenza per i casi di epidemia, nei prossimi giorni potrebbe avere una svolta con una serie di avvisi di garanzia da notificare a nomi illustri della politica nazionale.

Sempre secondo quanto anticipato da Il Giornale, al centro dell’indagine, partita già lo scorso anno quando era in carica il Governo Conte 2, ci sarebbero l’attuale Ministro della Salute Roberto Speranza, i suoi predecessori Grillo e Lorenzin, ma anche alcuni tra i piu’ alti dirigenti del Ministero della Salute.

Salta l’imputazione provvisoria di epidemia colposa per la diffusione del virus Covid-19 all’interno della casa di riposo anche se il rischio del contagio non è stato contemplato nel documento di valutazione dei rischi.

 

Salta l’imputazione provvisoria di epidemia colposa per la diffusione del virus Covid-19 all’interno della casa di riposo anche se il rischio del contagio non è stato contemplato nel documento di valutazione dei rischi.

Si segnala ai lettori del blog la sentenza numero 20416.2021, resa dalla IV Sezione penale della Corte di Cassazione che, pronunciatasi in sede cautelare reale su un caso di epidemia colposa e violazione delle norme a tutela della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, si sofferma sulla struttura del delitto di epidemia colposa e sul nesso causale tra violazione delle norme a tutela della salute e diffusione del virus.

In particolare, la Suprema Corte, con la sentenza in commento,  enuncia il principio di diritto secondo cui, in conformità all’orientamento dottrinale e giurisprudenziale maggioritario in tema di epidemia colposa, non è configurabile la responsabilità a titolo di omissione, in quanto la fattispecie richiede una condotta commissiva a forma vincolata, come tale incompatibile con l’inerzia del garante la sicurezza.

Il Collegio del diritto chiarisce inoltre che, anche laddove si qualificasse il delitto colposo contro la salute pubblica come reato a mezzo vincolato, in quanto tale convertibile in reato omissivo improprio, ai fini del giudizio sulla sussistenza del fatto è necessario accertare, mediante giudizio controfattuale non compiuto nella fase cautelare, l’esistenza del nesso causale tra l’omessa valutazione del rischio biologico, con conseguente mancata integrazione del DVR e la diffusione del virus Covid-19.

Per una migliore comprensione dell’argomento qui trattato, di seguito al commento della sentenza il lettore troverà:

(i) il testo della fattispecie incriminatrice;

(ii) la rassegna delle più recenti massime riferite alle pronunce di legittimità relative alla posizione di garanzia rivestita dal datore di lavoro nell’ambito della tutela della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, oltre agli approfondimenti sul tema che il lettore può trovare nell’area del sito dedicata all’argomento.

 

Il reato provvisoriamente contestato e la fase cautelare reale di merito

Nel caso di specie alla persona indagata nella qualità di legale rappresentante della società cooperativa che gestisce la casa di riposo, erano stati provvisoriamente contestati i reati di epidemia colposa di cui (artt. 438, 452 c.p.) e violazioni delle misure a tutela della salute e sicurezza sul lavoro (artt. 65, 68 e 271 D.lgs. 81/2008) per aver omesso di valutare i nuovi rischi lavorativi legati alla diffusione del virus Covid-19 e, in conseguenza, di integrare e aggiornare il DVR.

Il Tribunale per il riesame di Catania annullava il decreto di sequestro preventivo della casa di riposto emesso dal GIP del Tribunale di Caltagirone per carenza del fumus commissi delicti.

Il ricorso per cassazione, il giudizio di legittimità e il principio di diritto

Il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Caltagirone proponeva ricorso per cassazione avverso l’ordinanza resa dal Tribunale delle libertà di Catania, deducendo, con due motivi di impugnazione, il vizio di violazione di legge.

La Suprema Corte ha rigetta il ricorso ritenendolo infondato.

Di seguito si riportano i passaggi più significativi tratti dalla trama argomentativa della pronuncia in commento:

“L’ordinanza del Tribunale richiama espressamente il recente precedente di legittimità secondo il quale «In tema di delitto di epidemia colposa, non è configurabile la responsabilità a titolo di omissione in quanto l’art. 438 cod. pen., con la locuzione “mediante la diffusione di germi patogeni”, richiede una condotta commissiva a forma vincolata, incompatibile con il disposto dell’art. 40, comma secondo, cod. pen., riferibile esclusivamente alle fattispecie a forma libera» (Sez. 4, n. 9133 del 12/12/2017, dep. 2018, Rv. 272261). Non conferente, invece, poiché relativo a fatto del tutto diverso, il precedente di Sez. 1, n. 48014 del 30/10/2019, P., Rv. 277791, richiamato sia nel ricorso che nella memoria difensiva.

In ogni caso, l’ordinanza giustifica la decisione di annullamento con una “doppia motivazione” con la quale il ricorrente non si confronta. Infatti, dopo avere affermato la inconfigurabilità in diritto (pp. 3-4), il Tribunale afferma che, «In ogni caso, ritiene il Collegio che, anche a voler aderire all’orientamento minoritario della dottrina e della giurisprudenza che qualificano il reato di epidemia colposa nella categoria dei c. d. “reati a mezzo vincolato” e come tali compatibili di essere convertiti, mediante la clausola di equivalenza di cui all’art. 40, secondo comma, c.p., in illeciti omissivi impropri, nel decreto di sequestro preventivo disposto in via d’urgenza il 12.05.2020 dal p.m. ex art. 321, comma 3 bis, c.p.p. e nel successivo decreto di sequestro preventivo disposto dal Gip di Caltagirone, ex art. 321 c.p.p., il 14.05.2020, non vengono dedotti né illustrati gli elementi e le ragioni logico-giuridiche in base ai quali la condotta omissiva ascritta all’indagato sia causalmente collegabile alla successiva diffusione del virus da Covid-19 tra i pazienti ed il personale dalla casa di riposo diretta dal ricorrente […]

Il Tribunale ritiene che, in applicazione delle teoria condizionalistica orientata secondo il modello della sussunzione sotto leggi scientifiche, in assenza di qualsivoglia accertamento circa l’eventuale connessione tra l’omissione contestata al ricorrente e la seguente diffusione del virus non sia possibile ravvisare, nel caso de quo, la sussistenza del nesso di causalità tra detta omissione e la diffusione del virus all’interno della casa di riposo. Ed invero, alla stregua del giudizio contro fattuale, ipotizzando come realizzata la condotta doverosa ed omessa dall’indagato, non è possibile desumere “con alto grado di credibilità logica o credibilità razionale” che la diffusione/contrazione del virus Covid-19 nei pazienti e nei dipendenti della casa di riposo sarebbe venuta meno. Non è da escludere, infatti, che qualora l’indagato avesse integrato il documento di valutazione dei rischi e valutato il rischio biologico, ex art. 27 D. Igs. 81/2008, la propagazione del virus sarebbe comunque avvenuta per fattori causali alternativi (come ad esempio per la mancata osservanza delle prescrizioni impartite nel DPCM per le case di riposo quali di indossare le mascherine protettive, del distanziamento o dell’isolamento dei pazienti già affetti da covid, ovvero a causa del ritardo negli esiti del tampone). Quanto accertato, dunque, non è sufficiente a far ritenere, in termini di qualificata probabilità richiesta in questa sede, la ricorrenza del fumus della fattispecie di epidemia colposa»”.

 

La fattispecie incriminatrice:

Art 438 c.p. – Epidemia

Chiunque cagiona un’epidemia mediante la diffusione di germi patogeni è punito con l’ergastolo [448, 452].

Se dal fatto deriva la morte di più persone, si applica la pena [di morte].

Art. 452 c.p. – Delitti colposi contro la salute pubblica

Chiunque commette, per colpa [43], alcuno dei fatti preveduti dagli articoli 438 e 439 è punito:

1) [con la reclusione da tre a dodici anni, nei casi per i quali le dette disposizioni stabiliscano la pena di morte];

2) con la reclusione da uno a cinque anni, nei casi per i quali esse stabiliscono l’ergastolo;

3) con la reclusione da sei mesi a tre anni, nel caso in cui l’articolo 439 stabilisce la pena della reclusione.

Quando sia commesso per colpa [43] alcuno dei fatti preveduti dagli articoli 440, 441, 442, 443, 444 e 445 si applicano le pene ivi rispettivamente stabilite ridotte da un terzo a un sesto.

Coronavirus, Paolo Becchi su Conte interrogato a Bergamo: "Epidemia colposa, tutte le condizioni per un avviso di garanzia"

 

Coronavirus, Paolo Becchi su Conte interrogato a Bergamo: "Epidemia colposa, tutte le condizioni per un avviso di garanzia"

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Alla vigilia dell'interrogatorio di Giuseppe Conte a Bergamo, dove i pm lo vogliono ascoltare come persona informata sui fatti per la mancata istituzione della zona rossa nei giorni più terrificanti del coronavirus, piove il commento di Paolo Becchi. La vicenda è delicata, con Palazzo Chigi che ha sempre cercato di scaricare le responsabilità sulla Lombardia e Attilio Fontana. Ma ora i magistrati puntano i riflettori sul premier, l'ipotesi di reato è "epidemia colposa". E Becchi mostra di avere pochi dubbi e, anzi, un sospetto, un'ipotesi. "I nodi devono venire al pettine - premette su Twitter -. No, non possiamo dimenticare i morti e la negligenza del governo nella prima fase. Qui ci sono reati di epidemia colposa. Ci sono tutte le condizioni per un avviso di garanzia", conclude Becchi. Ed eccola, insomma, l'ipotesi: premier indagato per "epidemia colposa"? Se così fosse, sarebbe un colpo forse terminale per Conte.

Emergenza polmonite, adesso indaga la Procura: "Epidemia colposa"

 

Cronaca

Emergenza polmonite, adesso indaga la Procura: "Epidemia colposa"

Controlli dei carabinieri del Nas sulla rete idrica dei principali comuni, dove si è sviluppata l'epidemia nei primi giorni di settembre

L'epidemia di polmonite continua a seminare paura nel Bresciano e con il passare delle ore i casi continuano a salire: sono ben 250 quelli attualmente accertati. L'agente patogeno non è ancora stato individuato, ma si tratta certamente di polmonite batterica, come affermato dall'assessore regionale Giulio Gallera.

Principale indiziata, come vettore di diffusione del batterio, rimane la rete idrica dei 20 comuni bresciani dove si è sviluppata l'epidemia dal 2 al 9 settembre. Anche la procura di Brescia indaga sul preoccupante fenomeno e ha aperto un'inchiesta per epidemia colposa.

Le indagini partono proprio da un'ulteriore verifica della rete idrica: il sostituto procuratore Maria Cristina Bonomo, titolare dell'inchiesta contro ignoti, ha incaricato i carabinieri del Nas di effettuare nuovi controlli concentrandosi soprattutto su questo aspetto.

Nessuna ripercussione sull'apertura delle scuole: l'attenzione rimane altissima, ma nessun sindaco dei comuni interessati dall'emergenza ha ritenuto opportuno chiudere gli istituti e rinviare l'inizio delle lezioni. Un provvedimento che allo stato attuale non sarebbe necessario, come già spiegato in un'intervista rilasciata al nostro giornale da Mario Fraccaro, sindaco di Montichiari, secondo comune per casi di polmonite accertati.

 

Sulla vicenda ha preso posizione anche il Codacons: "L'art. 32 della Costituzione Italiana garantisce il diritto alla salute dell'individuo, qualificandolo quale diritto fondamentale e interesse primario della collettività. Le Pubbliche Amministrazioni sono tenute a vegliare sul rispetto delle regole utili ad assicurare l'effettività dei principi individuati dalla Costituzione. Le imprese private che offrono servizio alla collettività, su incarico pubblico, devono operare professionalmente in maniera ligia alle regole prestabilite, con particolare attenzione alle norme e ai criteri di sicurezza", afferma l'associazione in una nota.

"L'eventuale assenza di controlli tempestivi sui campioni d'acqua della rete idrica e l'eventuale mancanza di diligenza delle imprese che gestiscono l'afflusso dell'acqua potabile presso le case possono avere gravissimi effetti collaterali quali il contagio collettivo a cui stiamo assistendo", conclude il Codacons.

 

Rsa, s’ indaga per epidemia colposa «In alcune strutture mortalità alta»

 6 Maggio 2020

Rsa, s’ indaga per epidemia colposa «In alcune strutture mortalità alta»

TRENTO Documenti, linee guida, direttive e numeri. La mole di carte raccolta dai carabinieri è gigantesca e proprio tra le righe dei corposi scritti, arricchiti di grafici e numeri, si cerca la chiave per capire se è stato davvero fatto tutto il possibile per le rsa del Trentino. I dubbi restano, la magistratura intende fare chiarezza e ora procede per epidemia colposa (ipotesi prevista dagli articoli 438 e 452 del codice penale). La Procura aveva già aperto un fascicolo d’ indagine ma a modello 45 (atti che non costituiscono una notizia di reato) ora è stato modificato e c’ è un’ ipotesi di reato, l’ inchiesta al momento resta, però, a carico di ignoti. «Sono stati rilevati elementi di criticità in alcune strutture. Faremo approfondimenti», spiega il procuratore Sandro Raimondi, riferendosi alla «mortalità elevata che si è registrata in alcune rsa». I decessi all’ interno delle residenze sanitarie assistenziali, al 28 aprile scorso, sono 296. «Ma la metà circa – si precisa – non sono stati causati dalla pandemia». Quello dei decessi da Covid e con Covid è un tema caldo che modifica la curva della mortalità. Ad oggi, dall’ inizio della pandemia, sono 667 i decessi causati da diverse patologie, di questi 216 sono riconducibili al Covid (accertati con il tampone) e altri 328 anziani sono morti per patologie riconducibili alla pandemia, ma non c’ è certezza sulla causa della morte. Il Covid ha messo in ginocchio molte rsa del Trentino, accelerando il triste destino di numerosi anziani. Contenitori di fragilità, le residenze sanitarie assistenziali hanno pagato un prezzo altissimo e il Codacons ha lanciato un grido d’ allarme sulla gestione delle strutture durante l’ emergenza. L’ inchiesta della Procura è partita proprio dagli esposti dell’ associazione consumatori e da un terzo presentato dai familiari di un anziano deceduto nella casa di riposo Fondazione Montel di Pergine Valsugana. Nei giorni scorsi i carabinieri del Nas di Trento insieme ai colleghi del reparto operativo, che stanno conducendo le indagini, e alle diverse compagnie dislocate sul territorio, sono andati a bussare negli uffici della Provincia e in azienda sanitaria dove sono stati acquisiti numerosissimi documenti, direttive e linee guida. Atti e relazioni che ora dovranno essere analizzate con estrema cura e scrupolosità. Attraverso la documentazione acquisita i carabinieri hanno ricostruito gli organigrammi delle singole strutture e l’ organizzazione, ma non sono ancora iniziati i sopralluoghi nelle singole strutture. Nel frattempo ieri in Procura si è svolto un nuovo vertice tra Raimondi, il sostituto Marco Gallina, che guidano le indagini, e i colonnelli Davide Perasso e Giovanni Cuccurullo, comandanti del Nas e del reparto operativo di Trento, per fare un primo punto sulle indagini. Sono 55 in tutto il Trentino le rsa e gli accertamenti hanno evidenziato il fatto che in 32 di queste non si sono registrati decessi per Covid. Si cerca di capire perché. Le strutture vengono considerate a tutti gli effetti enti pubblici, in quanto accreditate e convenzionate con l’ Azienda sanitaria. Un elemento, questo, che per la Procura ha un valore, da un punto di vista giuridico, non trascurabile. Gli investigatori hanno ricostruito anche l’ organizzazione, tutte hanno un direttore sanitario, e in quasi tutti i cda è presente un rappresentante del Comune. Poi ci sono gli aspetti sanitari e alberghieri. e infine le linee guida. Dalle indagini è emerso che sono più o meno le stesse indicate dal ministero della salute. «La Provincia ha nominato una task force composta da medici, infermieri e personale del Dipartimento della salute che, insieme all’ azienda sanitaria, stano collaborando alle indagini e hanno messo a disposizione tutta la documentazione», fa sapere il procuratore. Sarà l’ indagine ora a chiarire se è stato fatto tutto correttamente oppure se ci sono state omissioni. Il Codacons in uno degli esposti depositati aveva concentrato l’ attenzione in particolate sulle strutture di Ledro e Pergine, che sono state tra quelle più colpite dal Covid-19 e che hanno registrato il maggior numero di decessi. L’ associazione consumatori parla di «una strage» e chiede «misure urgenti in grado di garantire indagini precise su eventuali responsabilità». Ma c’ è un altro fronte su cui si stanno concentrando gli investigatori e l’ Inail: i sanitari che si sono ammalati. Tra i medici si è registrato solo un decesso, la dottoressa Gaetana Trimarchi, guardia medica in val di Fassa, morta a 58 anni, ma ci sono stati diversi sanitari che si sono ammalati, «perché erano senza dispositivi», attaccano i sindacati. In questo caso si tratta di una malattia professionale, l’ Inail è già al lavoro .
dafne roat

CENSURATO DA AGORAVOX.IT - Sempre in tema di elites ... PARLIAMO UN PO' DELLA QUALITA' DEL CAPITALE UMANO DELLE ELITES E DELLE CLASSI DIRIGENTI ITALIANE ... E MOLTE COSE SI SPIEGHERANNO DA SE' ...

CENSURATO DA AGORAVOX.IT - Sempre in tema di elites

 

"E' un difetto della razza latina il non trovar salute fuori di un uomo ed appunto percio' e' soggiaciuta a lungo e duro despotismo." (29)


Gaetano Arangio-Ruiz: Storia costituzionale del regno d'Italia 1848 - 1898, Civelli, Napoli 1898


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Fratello d'Italia:


il titolo del Tuo articolo a mio avviso ha merito, ma il contenuto sembra sviare notevolmente dal solco.


Il merito del titolo in realta' non sta ne' nell'affaire Renzi, ne' nell'affaire epidemia, ma nella reazione delle sedicenti elites (neo-)liberiste alla crisi economico finanziaria del 2007-2008. Bisognerebbe fare un po' di storia, ma stavolta tralascio. Andiamo direttamente al punto.


Che cosa ha fatto la crisi economico-finanziaria del 2007-2008? Ha appunto snudato la narrativa neoliberista della superiorita' dei mercati sui socialismi, dell'economia finanziarizzata sull'economia a mattoni, della superiorita' dei conservatismi e dei moderatismi sui progressismi, della superiorita' del capitale e del management sul lavoro, della superiorita'della democrazia rappresentativa sulla democrazia diretta, della superiorita' della UE sugli stati membri (ovvero sui popoli un tempo sovrani che l'hanno un tempo creata).


Insomma: ha snudato la conclamata superiorita' dei superiori, che in verita' si sono rivelati bancarottieri tutti, e con le loro stesse mani, senza alcun intervento esterno.


Le elites (neo-)liberali, qundi, si sono riposizionate di conseguenza, secondo il famoso detto che non si deve (e non si puo') mai sprecare una crisi. Pur di non fare cambiare l'ordine prestabilito del mondo, hanno accettato di allearsi anche con chi prima schifavano, i famosi "populisti".


Certamente nel 2018 qualche elettore, a seguito delle tante vicissitudini succedutesi tra il 2008 ed il 2017, si e' voluto togliere dei sassolini dalle scarpe, ovvero: ha votato strategicamente, ma che le elezioni abbiano portato al potere un campione rappresentativo di "popolo", notabilmente di popolo "grillino", per non dire nulla di "popolo" italiano, ce n'e' ampiamente da dubitare. I populisti fanno parte del Tuo concetto di "popolo" o no?


Quantomeno occorrerebbe esplicare ulteriormente CHI e' questo sedicente "popolo" che si sarebbe rappresentato nella fetta di elettori dell'M5S.


Dato che non sono trai migliori amici della famiglia Agnelli, mi fa un po' specie dover citare il Lapo Elkann, che ha di recente dato alle stampe di essere deluso di aver votato per l'M5S, ovvero per Grillo, e che ha dovuto prendere atto del fatto che perfino Grillo "e' come tutti gli altri." Gli Elkann fanno parte del "popolo italiano", del "popolo grillino" o di che altri popoli?


Convengo che debbasi trattare oramai di una questione puramente storiografica, in quanto il movimento ha perso la meta' del suo elettorato nel frattempo - ma il futuro ... il futuro che e chi porta?


Gli imprenditori cattolici, alcuni ipocriti, molti sinceri, di cui l'Italia e' ampiamente dotata, che ruolo hanno avuto e che ruolo hanno? Fanno parte del populismo o del "popolo"?


Come e chi sono tutti gli altri e come e chi sono tutti gli altri diversi da Grillo? Entriamo nel campo minato dell'italianitas, ovvero di cio' che definisce il popolo italiano, come norma prima e come fatto positivo della storia poi: la sua identita' culturale. L'Italia, che un tempo non era neanche una nozione geografica, oggi si configura come un'identita' culturale, anche se stile mosaico, no? Ecco, io chiedo: come e' fatta l'identita' culturale degli italiani tra il 2018 ed il 2020, a che stato e' pervenuta, in che condizione e'?


Limitiamoci all'aspetto: attitudine alla democrazia nell'identita' culturale italiana, onde non rischiare di sfiorare troppe mine.


Un tempo in Italia esistevano repubbliche democratiche (ma non solo, ce ne erano anche di patrizie e di aristocratiche) quando in tutto il resto del mondo la gente ancora viveva o sugli alberi o in caverne. Sismondi e' uno dei pochi storici moderni che ha colto la differenza tra l'Italia e tutto il resto. La civilta' comunale (e rinascimentale) italiana non e' stata creata da partiti politici, assemblee costituenti e/o giuristi immaginosi. Si e', con tutti i suoi pregi e soprattutto con tutti i suoi difetti, fatta da se', costruendo sulle rovine e sul vuoto di potere di una civilta' realmente superiore a tutte le altre, ma irrimediabilmente morta e finita, nonostante la sua superiorita' - una civilta' certamente non democratica, bensi' intrinsecamente militare. Molti comuni italiani nondimeno erano democrazie repubblicane ben prima dei cantoni svizzeri del 1848. Poi sono venuti i Cavour, i Savoia, le borghesie compradoriste e imitatrici degli "imperi centrali". Le subculture repubblicane, che non erano mai sparite dagli stati italiani, sono diventate le classi nemiche preferite delle classi divenute egemoniche, ed hanno cercato sia di giocare in difesa sia in attacco trasformandosi in socialiste, comuniste, anarchiche ecc. Che c'e' da meravigliarsi se anche la democrazia e la democratizzazione sono diventate le maggiori nemiche delle classi divenute egemoniche? Fa d'uopo notare che la trasformazione delle classi non abbienti in portatrici di idee antagonistiche in Italia non e' affatto iniziata con l'industrializzazione, l'industrializzazione e la societa' di massa sono venute dopo ed hanno solo accelerato il processo di differenziazione ideologica: una differenziazione direttamente proporzionale all'oppressione da parte delle "elites", cioe' le classi parlanti, le classi abbienti, le classi istruite (anche se non si capische bene come e da chi).


La parlamentarizzazione della monarchia in Italia non e' stata una vittoria della democrazia, e' nata sulla sconfitta, politica, economica e sociale, delle classi che sognavano non un altro risorgimento, ma un risorgimento altro. Il risorgimento e' stata la guerra di un popolo che aspirava all'unita' e alla liberta', ma e' stato telecomandato a debita distanza da borghesie compradoriste sia interne sia straniere. Il "popolo" (=Giuseppe Garibaldi) e' stato usato per fare il lavoro sporco, del prodotto positivo, come in tutte le rivoluzioni che si rispettino, si sono appropriati poi altri. Strada facendo il "popolo" ha dovuto prendere atto del fatto che l'unita' di una nazione richiedeva ben altro: conoscenza, organizzazione, coordinamento, capacita' di gestire la cosa pubblica, opportunita' di lavoro, tutte cose che le classi egemoni hanno fatto di tutto onde evitare che il popolo sviluppasse e/o ripescasse dalla propria storia, specialmente in autonomia, come insegnato dai tanti insegnanti anarchici che costellano la storia d'Italia del 900. Le classi egemoni erano interessate al popolo solo come fattore di produzione nell'incipiente industrializzazione, al massimo come carne da cannone o come articolo di esportazione coloniale. Di qui l'imposizione graduale di un sistema educativo pubblico di diseducazione all'autonomia ed all'autogoverno, individuali e collettive, un'educazione alla dipendenza, alla sottomissione, alla servitu' a malapena mascherata dal trapianto di teorie anglosassoni del contratto di lavoro, nonche' l'elitarizzazione piu' completa dell'educazione giuridica e politologica: un sistema di negazione e di cancellazione delle tradizioni comunali centenarie dell'Italia. Non e' un caso se i punti di snodo della storia del risorgimento italiano sono tutti correlati ad una sequela di assemblee costituenti scongiurate ed evitate dalle classi egemoni. La monarchia ed il parlamento delle classi "abbienti", retrograde e povere al confronto con altre nazioni europee ed extra-europee, ma "elites" in casa propria, si giustificavano da se', non avevano bisogno di ratificazioni e di ratificatori esterni. Non e' un caso se i Pareto, i Mosca, gli Arcoleo sono nati e si sono sviluppati in Italia, a questi si sono poi aggiunti gli ammiratori stranieri, i Michels. Non si sarebbero potuti sviluppare in alcuna altra cultura in Europa. La scoperta della democrazia rappresentativa come manipolazione ideale delle classi "non abbienti" non e' stata fatta in Italia, ma in Inghilterra, durante la Glorious Revolution. In Italia le classi egemoni l'hanno capito con ca. 150-200 anni di ritardo, ma alla fine hanno capito: bastava restringere e/o manipolare il sistema elettorale in modo tale che le classi abbienti eleggessero sempre se' stesse, e gli altri, le rimanenze, restassero fuori a guardare. Inoltre, sempre in ritardo, le classi abbienti hanno capito la vera natura del bonapartismo, l'arte del colpo di stato e del governo monocratico sostenuto da partiti conservatori, moderati e, ovviamente, autoritari. Poi e' arrivata la grande democratizzatrice, la piu' grande democratizzatrice di tutti i tempi: la prima guerra mondiale. Negli "imperi centrali" le monarchie scomparvero, ma non in Italia, in Italia la monarchia resistette, anche se a brandelli. La monarchia resistette non senza che le borghesie, che si nascondevano dietro di essa e dietro il parlamento, dovessero fare ricorso ad una stampella esterna, a quel lurido popolume da esse disprezzato piu' di qualsiasi altra cosa al mondo, in quanto era in grado di fare molto bene cio' che esse non erano in grado di fare, almeno non direttamente in pubblico: prendere a calci in faccia socialisti, comunisti, anarchici ed in genere critici dell'ordine del mondo naturale, se non quello costituito. Il popolume era un miscuglio di veri criminali, di spostati dalla guerra e di uomini distorti, in uno stato culturalmente psicopatologico, la vera e propria feccia del "popolo", ma, in ultima analisi in uno stato non diverso o migliore di chi ce li aveva mandati. Trovarono il modo di appropriarsi un posto nella societa' italiana facendo leva sui risentimenti di chi aveva combattuto una guerra mondiale solo per diventare un senza tetto. E riuscirono nell'intento.


Da essi venne impostato il sentiero di sviluppo politico ed economico del fascismo, sul cui carrozzone saltarono via via sempre piu' persone, organizzazioni, interessi. Ma chiediamoci: perche' e come? Come e' possibile che non si rendessero conto di dove sarebbero andati a finire? Sul fascismo ci sono tante teorie, e' una delle questioni piu' irrisolte di tutte le questioni storiche di questo paese. A scuola ai nostri figli insegnano solo che il fascismo e' stato una "parentesi" nella storia di paese altrimenti bucolicamente felice e predestinato ad una missione ultraterrena nel mondo, o che si e' trattata di una lotta alla pari tra il bene ed il male, oramai finita, come descritta nei libri interminabili di de Felice. Questo nel migliore dei casi, in quanto nella maggior parte dei casi non ci "arrivano", non la "fanno": la storia che fino a due decenni fa era contemporanea per la maggior parte dei nostri ragazzi era ed e' rimasta un mistero. Ma vengono costretti a "fare" educazione civica, senza avere in realta' gli strumenti per capire di che cosa si tratti e che cosa gli venga "fatto" in realta'. A partire dagli anni '50 del secolo scorso hanno iniziato degli storici tedeschi (poi seguiti da storici inglesi) a scavare le radici del fascismo fino al primo 900. Gli italiani anche stavolta sono rimasti indietro, hanno appena iniziato a interrogare le fonti italiane del 900 sulle origini del fascismo, e, guarda caso, le hanno trovate nelle ideologie dei giuristi. Esiste un filo, forse un filo rosso, che collega Recanati con il bombardamento di Genova ad opera dei piemontesi nel 1849 ed al bombardamento degli operai di Milano ridotti alla fame nel maggio del 1898, sempre ad opera di un generale piemontese. Il filo si manifesta sotto certe forme, in realta' e' l'operazione vitale di un principio politico, che potremmo chiamare la priorita' del principio del comando sul principio del consenso, oppure la negazione della legittimita' della resistenza al comando. Capire questo e' uno dei punti fondamentali non solo per capire la religione fascista italiana, ma il processo di formazione di tutti gli stati europei, che hanno inteso "superare" quello che c'era prima delle borghesie, ovvero il feudalesimo. A scuola ci hanno insegnato che si e' trattato di "democratizzazione".


Benche' la storiografia borghese abbia fatto salti mortali per dimostrare la stretta, strettissima correlazione tra economia di mercato e democrazia rappresentativa, e giuristi, politologi, sociologi ed economisti tutti si sono affannati addirittura a ricostrure il nesso di causalita' e forse di interdipendenza tra le due, ci sono ancora troppi aspetti oscuri o oscurati in questa storia: le fabbriche-caserme, il diritto illimitato del datore di punire il lavoratore, economicamente e fisicamente, lo stato di dipendenza giuridica del lavoratore dietro la facciata dell'uguaglianza contrattuale, la costruzione giuridica dell'obbligazione nel contratto di lavoro, il rifiuto da parte datoriale di sottoporre incondizionatamente il contratto di lavoro alla sindacabilita' di tribunali ordinari, la manipolazione del contratto psicologico di lavoro dietro il velo dell'ignoranza del contratto scritto, la determinazione del compenso e delle condizioni di lavoro non su base competitiva, ma su base unilaterale ("o questa minestra o la finestra"), la negazione del diritto di resistenza al lavoratore, il divieto di concorrenza, al diritto conclamato da parte datoriale di poter discriminare, di creare e gestire liste di proscrizione e via dicendo ... e' una lista molto lunga. Invece di "lavoratore" avrei potuto dire "membro di classe non abbiente" o "membro di classe subalterna", "critico" del pensiero egemonico, non cambierebbe granche'. Abbiamo conosciuto eccezioni, e' vero, come Adriano Olivetti, ma le possiamo contare tutte sulle dita di una sola mano in 200 anni di storia economica dell'Italia, fino ai giorni nostri. Se andiamo a guardare nel profondo della storia economica inglese e americana, non troveremo i principi dell'economia di mercato al lavoro, troveremo il riciclaggio della legge del master e servant del common law, ovvero residui di feudalesimo trasposti nell'era "moderna" del contratto. Roscoe Pound non si vergognava di dirlo apertamente e a Harvard nessuno ha mai proposto il suo licenziamento per questo.


In che cosa e' diverso il principio del comando operante in una societa' feudale, dove il vassallo sbacchetta i servi ed i vassalli superiori sbacchettano i vassali inferiori, o da una antica, dove i vincitori sbacchettano i vinti e li fanno schiavi, da una societa' capitalistica di mercato? Vae victis!


I fascismi POLITICI, che non sono da confondere con i fascismi economici e sociali che fanno parte integrante delle nostre vite quotidiane, sono sempre esistiti nelle societa' borghesi, sono solo il lato B dell'egemonia economica, politica, sociale e culturale della borghesia "abbiente" (non di quella povera). Non sono ideologie sempre attive, "up", sono stati psicologici, forse psicopatologici, latenti dei gruppi che le costituiscono, che si manifestano ogniqualvolta avvengono eventi che ne minaccino in tutto o in parte gli interessi e le posizioni fondamentali (il mantenimento del capitale, la possibilita' di fare profitto, l'ordine sociale naturale). Purtroppo molti studiosi del fascismo l'hanno ridotto ad una codificazione, ad una religione codificata, come in effetti e' anche stata, tuttavia e' un errore considerarlo un fenomeno unidimensionale: bisognerebbe piuttosto imparare a parlare di fascismi, non di fascismo, e comprenderli nei contesti storici da cui provengono: dal bonapartismo, dal bismarckismo, ovvero da contesti in cui si evidenziano tutte le incertezze e le difficolta' delle elites di gestire trasformazioni e transizioni di sistema, da situazioni di arretratezza economica e culturale a situazioni sedicenti "moderne".


Come in tutti gli altri paesi europei e non, i fascismi non sono mai scomparsi dall'Italia, neanche dopo l'avvento della costituzione repubblicana. Non mi riferisco ad Almirante ed al suo partito ed alla scia infinita di organizzazioni neofasciste extra-parlamentari che hanno continuato a costellare l'Italia dopo il 1945, ma agli Scelba, ai Tambroni, allo stesso de Gasperi, a personalita' in grado di manifestare la propria volonta' e capacita' di sostituire materialmente il principio politico del comando e della manipolazione con quello costituzionale del consenso ogniqualvolta hanno visto minacce, finte o reali, incombere su di loro e sui propri fedeli. L'istituzione stessa dei partiti politici non e' un'istituzione che possa essere definita ne' democratica ne' conforme con l'economia competitiva di mercato: si tratta organizzazioni il cui scopo fondamentale e' creare, mantenere e accrescere il conformismo ideologico, al piu' annientare le organizzazioni di produzione ideologica ad esse antagoniste o rivali. Gli strumenti principali con cui realizzano questo scopo sono la cooptazione e l'espulsione di "eretici": nulla a che vedere con i modelli organizzativi di economie di mercato, fondate sul libero scambio. Ognuna di essa vorrebbe essere partito unico, come sognato pubblicamente dal grande ministro di Maio. In quanto tali hanno tutte le caratteristiche di sette religiose medievali, in cui il principio politico attivo e' il comando, non il consenso: il consenso politico e' uno scopo lodevole, ma alla fine dei conti e' un orpello eliminabile. E cosi' perveniamo alla costituzione materiale della repubblica dei partiti, non dei cittadini italiani, dove la costituzione e l'ordinamento repubblicano in realta' divengono una foglia di fico.


La costituzione italiana e' stata sospesa guarda caso proprio da Scelba e de Gasperi ancora prima che venisse promulgata (non e' mai stata ratificata dal popolo italiano), a causa della "guerra fredda" dissero, ovvero del "pericolo comunista". Intanto crebbe il pericolo sedicente democristiano, ma di quello non si doveva preoccupare nessuno. E il popolo? Qualche moto qui e la', ma alla fine dei conti ha ingoiato. Poi la costituzione e' stata sospesa a causa degli "anni di piombo", ovvero a causa del terrorismo, che metteva in pericolo un ordine che in realta' non esisteva se non sulla carta. Metteva in pericolo la repubblica dei partiti, questo e' certo, la repubblica delle sette religiose. E il popolo? Qualche mugugno qua e la', ma alla fine dei conti ha ingoiato. Poi e' arrivato il pentapartito, che ha vampirizzato tutto cio' che c'era da vampirizzare allora in Italia. E il popolo? Lanciava monetine su un uomo solo, gia' morto, quando sapeva e in molti casi partecipava in prima persona allo spaccio delle bestie trionfanti organizzato dai partiti dell'"arco costituzionale". Uno di loro divenne il fondatore della cosidetta seconda repubblica. E il popolo? Qualcuno comincio' a mugugnare di una nuova costituente, che bisognava rifare tutto da capo e fare pulizie di primavera, finalmente, nelle stalle di Augia. Fatto nulla - e il popolo ha ingoiato di nuovo.


E siamo alla fine anche della seconda repubblica, che in realta' e' solo il prolungamento e l'estensione della prima, stiamo vedendo spuntare la terza, forse la quarta repubblica. Come sara'? Non e' grazie all'epidemia che sta avvenendo questo passaggio, l'epidemia e' stato un evento augurato e certamente auspicato da molte parti delle borghesie egemoniche, in Italia come altrove, ma non e' l'epidemia che sta conducendo a quello che tu chiami la fine delle istituzioni democratiche. Cio' che si sta esaurendo e' quella che Rittinghausen chiamava la falsa democrazia, la democrazia rappresentativa e che lui contrapponeva alla vera democrazia, che era quella della legislazione diretta da parte del popolo ("Volksgesetzgebung"), e in realta' era un tipo di democrazia diretta assai diverso da quello che venne parzialmente realizzato in Svizzera durante il 19. secolo, un'anticipazione di un tipo di democrazia deliberativa ed inclusiva che ancora non e' stato realizzato da nessuna parte su scala nazionale. La parlamentarizzazione dei sistemi politici ha consentito alle borghesie egemoni ("abbienti") di tutti i paesi occidentali di continuare ad opprimere le classi meno abbienti e non affatto abbienti e di imporre la propria volonta' giuridica ed economica a tutti ed ovunque. La crisi del 2007-2008 ha mostrato il limite raggiunto da questo modello di sviluppo politico ed economico. Che il parlamentarismo DEBBA essere sostituito con qualcos'altro e' qualcosa che hanno ben piu' presente a Bruxelles e a Confindustria che non nelle Leghe o nel PD o in quello che rimane dell'M5S. La questione e' solo: CON CHE COSA? Qualsiasi cosa sia, le "elites" alias borghesie egemoniche non sono disposte a farselo dire dai "popoli", specialmente dai "non abbienti" o da quelli non ancora "non abbienti", ma sulla migliore via per diventarlo.


L'M5S, Grillo e Casaleggio non rappresentano "il" popolo italiano, rappresentano una certa fetta di popolo invasata dalle possibilita' di informatizzazione di qualsiasi cosa al mondo e di cui poco comprende le conseguenze nell'ambito di uno stato a sovranita' limitata e a democrazia di facciata. In quanto tale questo movimento era ed e' piu' un esperimento, un esperimento di tecnologia politica che un movimento politico. I dubbi sui reali gestori ultimi del movimento sono sempre esistiti ed oggi piu' che mai resistono. Il culto della persona di Conte, di questo re d'Italia venuto dal nulla, dispiegato su Facebook, quando e' assolutamente evidente che il giovanotto non sa che cosa stia facendo e che cosa debba o avrebbe dovuto fare, non e' spiegabile in termini razionali, solo in termini religiosi. Ma Conte non e' stato eliminato da una tempesta epidemica perfetta, e' stato eliminato dal rischio da esso stesso rafforzato di un default totale dell'economia e della struttura sociale italiana. E della seconda cosa in Confindustria e a Bruxelles hanno molto piu' paura che non della prima.


Il "movimento" non ha mai nascosto di operare alla stregua di una setta religiosa, in cui un circolo interno di sacerdoti veglia sull'integrita' della dottrina e distribuisce i seggi in parrocchia a suo insindacabile piacimento. Come autocandidato sindaco del Meetup di Ancona ho avuto modo di vedere con i miei stessi occhi come opera il "movimento" al suo interno e chi ne veniva attratto e chi in realta' attraeva solo per essere tenuto a bada. Si tratta vastamente di una pura operazione di lavaggio del cervello, anche del cervello collettivo della societa' italiana, certamente volta a decostruire e distruggere un certo tipo di "casta", ma altrettanto certamente non per sostituirla con un modello di organizzazione politica conforme con l'economia di mercato o con un modello di democrazia inclusivo delle classi "meno abbienti" o "non abbienti", alias popolo.


L'Italia e' un terreno di esperimento per tutti gli altri paesi della UE, e' il primo paese della UE in cui le classi egemoni hanno deciso di uccidere quello che dal 1946 e' stato chiamato lo "stato sociale" e di sostituirlo con qualcos'altro. Primo passo dell'operazione e' una controrivoluzione preventiva, che dura ormai dal 1992: rendere il nemico incapace di difendersi, soprattutto di attaccare per difendersi. E' questo il contesto in cui vanno interpretati i mantra delle precarizzazioni e le narrazioni sulla flessibilizzazione e la "imprenditorializzazione" del lavoro in generale. Il risultato e' la poverta' di massa, come esisteva nel medioevo e ne l'eta' moderna fino all'avvento della cosidetta industrializzazione.


Guarda bene il "governo" della UE e potrai intuire cio' che rimpiazzera' lo stato sociale: il presidente della UE non e' mai stato chiesto e/o ratificato da nessun popolo europeo, eppure ce l'abbiamo; la commissione europea e' un conglomerato di comitati di gestione che fanno invidia alla rattrappita economia corporativa fascista; il parlamento europeo e' un parlamento di nessuno, in cui i Cittadini europei non hanno alcuna voce in capitolo e a cui il parlamento non risponde - e' una fabbrica di carta a favore dei partiti politici; la corte di giustizia e la corte dei conti della UE sono delle istituzioni di garanzia che non garantiscono i Cittadini europei, ma solo le istituzioni della UE e degli stati stessi; i decisori della UE sono gli stessi figuri che troviamo nei boschi e nei sottoboschi dei sistemi politici nazionali e che a Bruxelles si mettono un altro cappello e diventano altre persone. Che tipo di democrazia puo' derivare da tutto questo? Hai indovinato, un'altra falsa democrazia - ed e' un'altra falsa democrazia che a Berlino e a Parigi vogliono fare ingoiare a tutti i popoli europei, primo di tutti quello italiano.


E' vero: le risorse finanziarie in Italia non mancano, ma il punto e' che le elites, alias "classi abbienti", negano alle classi meno abbienti qualsiasi tipo di partecipazione nelle decisioni su come utilizzarle, quando, quanto ecc. Deve rimanere dominio assoluto delle elites tutto cio' che a ha a che fare con l'"investire". Solo al "giocare in borsa" le classi "meno abbienti" devono potere ancora partecipare, per farsi spennare dal sistema bancario-finanziario rotto sin dal 2007 e ancora irreparabilmente danneggiato.


Il presidente Conte, anche se non fa parte formalmente del "movimento", e' lo specchio del movimento: e' solo un'operazione mediatica, che adesso ha raggiunto il suo limite: presso cio' che resta del popolo italiano, a Bruxelles, a Berlino e a Parigi. Ma gli uomini (e talora le donne) sono quello che sono, non quello che altri vorrebbero che fossero.


Quando tu dici che in altre condizioni le camere sarebbero gia'state sciolte, ti do pienamente ragione, ma mi permetto di aggiungere che avresti dovuto anche menzionare per nome IL VERO RESPONSABILE di questa debacle, che ha un nome ed un cognome, ovvero Sergio Mattarella: e' per sue decisioni personali che l'Italia e' arrivata a questo punto. Non e' la fine del barile, ma poco ci manca oramai. I suoi eterni tentennamenti ed esitazioni nonche' il suo pochissimo coraggio politico hanno condotto a questa situazione - e non potevano condurre a nulla altro. Mattarella sarebbe il primo a doversene andare, ancora prima di Conte.


E ben venga il peggio, anche se i miei pensieri sono sempre con le donne e gli uomini che si suicidano in Italia, che non riescono piu' a trovare altre vie di uscita dalla loro oppressione.


Forse "il" popolo, quello vero, si svegliera' e comincera a volere imparare a governare se' stesso e a combattere di nuovo per la propria liberta'. La scuola della democrazia non sta nei libri di testo di educazione civica, e' ben altro.


Con affetto

Cato Maior Asiaticus

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