Draghi al G7: “Il quadro politico in Italia può cambiare, le alleanze fondamentali no”

 

Draghi al G7: “Il quadro politico in Italia può cambiare, le alleanze fondamentali no”

Il premier ha definito la Cina “un’autocrazia che non aderisce alle regole”

draghi

Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha dichiarato che il bilaterale di ieri con il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, è stato un “rivedersi”. “L’incontro con Biden è andato molto bene, c’è ampia disponibilità a continuare a lavorare insieme”, ha detto Draghi parlando in conferenza stampa durante il G7 di Carbis Bay, nel Regno Unito. L’incontro è stato ”la riaffermazione di un rapporto antico, che andava richiamato, perché come ho detto il quadro politico in Italia può cambiare ma le alleanze fondamentali no”. Il premier ha aggiunto che con Biden “abbiamo parlato di varie parti del mondo dove il ruolo che gli Usa hanno all’interno delle Nazioni Unite può aiutarci ad operare, soprattutto in Nord Africa. E’ stato un rivedersi, un piacevole rientro”. Il summit del G7 ha avuto una linea fondamentalmente positiva ma realistica, ha detto il presidente del Consiglio. Draghi ha osservato che è stato il primo summit del G7 con il presidente statunitense Joe Biden e l’ultimo con la cancelliera tedesca Angela Merkel. E’ stato, nella ricostruzione di Draghi, un vertice iniziato con i temi economici, per cui si può parlare di una situazione positiva anche se permangono dei rischi. Il significato di questo summit del G7 – ha detto Draghi – è stata la ricostruzione delle tradizionali alleanze da parte degli Usa.

Draghi: “Rapporto con la Cina basato sulla franchezza”

In riferimento alla Cina, uno dei dossier principali del vertice, il premier ha affermato che l’approccio verso Pechino deve essere fondato su tre elementi: cooperazione, competizione ed “essere franchi”. Secondo Draghi, il tema centrale del summit sulla politica estera è stato “quale atteggiamento debbano avere i Paesi del G7 nei confronti della Cina”. Più in generale, ha osservato, quale approccio avere nei confronti di quei Paesi che usano la disinformazione, “fermano gli aerei in volo”, rapiscono, uccidono e violano diritti umani, ovvero nei confronti delle “autocrazie” che non condividono la stessa visione del mondo dei Paesi del G7. Secondo Draghi, nei confronti di Pechino è necessario essere consapevoli che bisogna cooperare, ad esempio se pensiamo che la Cina è responsabile per il 30 per cento delle emissioni inquinanti a livello mondiale. Altro elemento dell’approccio da avere con la Cina, secondo il premier, riguarda la competizione con l’economia di Pechino. “Nessuno disputa il fatto che la Cina abbia il diritto di essere una grande economia”, ha detto Draghi, secondo cui tuttavia “in discussione sono i modi”, in quanto si tratta di “un’autocrazia che non aderisce alle regole” e che “non condivide la stessa visione del mondo”. Come ultimo elemento, secondo Draghi, bisogna “essere franchi” nei confronti della Cina in quanto come affermato dal presidente Usa Joe Biden “il silenzio è complicità”.

La Libia al centro del colloquio con Biden

Quanto alla Libia, Draghi ha rimarcato la necessità che i mercenari stranieri lascino il Paese per fare in modo che si proceda verso la ricostruzione. “La Libia è stato un tema di discussione con Biden. Ho detto che noi siamo stati molto attivi con la Libia in questo periodo, c’è grande voglia da parte libica di collaborare e grande attesa da parte delle imprese italiane”, ha detto Draghi. Molti progetti, però, per essere realizzati “necessitano che ci sia sicurezza” e la prima necessità che la Libia ha “è quella di attuare cessate il fuoco”. Questo, ha proseguito Draghi, “significa che i militari, combattenti mercenari di altri Paesi, vadano via dalla Libia: questa è la strada per cui la Libia può tornare a cercare di iniziare la ricostruzione del paese”, ha detto il premier. Nel corso del suo intervento, Draghi ha fatto riferimento ai rapporti con Ankara. La “Turchia deve e vuole rimanere un partner affidabile nella Nato”, ha detto il presidente del Consiglio. “Queste voci che la vorrebbero fuori non hanno fondamento”, ha aggiunto Draghi, sottolineando che il ruolo della Turchia all’interno dell’Alleanza atlantica è “importantissimo”

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G7 2021, Draghi apre a revisione 'Via della Seta'

G7 2021, Draghi apre a revisione 'Via della Seta'

13 giugno 2021 | 21.00
LETTURA: 4 minuti

Il premier sul Memorandum siglato nel 2019: "Lo esamineremo con attenzione"

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(Afp)

Parte dalla costa di Carbis Bay, in Cornovaglia, la sfida a Pechino, capeggiata dal presidente statunitense Joe Biden, che riesce a incassare una posizione netta, dei 7 grandi del pianeta, sulla Cina. Dopo le divisioni iniziali sul documento finale, i sette big si allineano sulle posizioni americane, di condanna sostanziale sul lavoro forzato e sui diritti umani, ma anche chiedendo un'indagine internazionale sulle origini del virus che, partito da Wuhan, ha travolto il pianeta, con un altissimo sacrificio in termini di vite umane e di contraccolpi durissimi per l'economia mondiale.

Da una Cornovaglia insolitamente assolata, parte anche la sfida alla Nuova via della Seta, con un consistente piano infrastrutturale alternativo a quello cinese. L'iniziativa -naturalmente 'made in Usa'- prenderà il nome di 'Build Back Better World (B3W)', ed è una scossa per Pechino, di fatto una contromossa dell'America -affiancata da Italia, Francia, Canada, Germania, Giappone, Regno Unito- alla competizione economica sleale del Dragone.

Su questo, c'è chi indicava l'imbarazzo dell'Italia, l'unico paese occidentale a siglare, nel 2019, accordi sulla via della Seta, una scelta riconducibile al primo governo Conte. Ma Mario Draghi, in conferenza stampa al termine del G7, si mostra sicuro, e, rispondendo alle domande dei cronisti, non esclude che quegli accordi possano essere rivisti. In sintesi, smantellati. Il memorandum siglato nel 2019, con tanto di liste lunghissime di singole intese tra i due Paesi "non è stato mai menzionato, nessun accenno" durante il G7, assicura il presidente del Consiglio. "Per quanto riguarda l'atto specifico, lo esamineremo con attenzione...", annuncia.

La sintonia con Biden, del resto, sembra totale. "Sulla Cina si è scritto tanto della nostra posizione - dice Draghi richiamando le indiscrezioni emerse ieri, che lo descrivevano 'freddo', assieme alla cancelliera Angela Merkel e ai vertici Ue, sull'accelerazione impressa dagli States contro Pechino - si è parlato di divisioni ma io credo che il comunicato rifletta la posizione non nostra ma quella di tutti, in particolare rispetto alla Cina e alle altre autocrazie". Per il presidente del Consiglio, su questo, "è fondamentale essere franchi: l'ho già detto in altre occasioni, bisogna essere franchi sulle cose che non condividiamo. Biden a un certo punto ha detto che il silenzio è complicità".

"Nessuno disputa il fatto che la Cina abbia diritto ad essere una grande economia come le altre - dice ancora il premier - Quello che è stato messo in discussione sono i modi che utilizza, anche con le detenzioni coercitive. E' un'autocrazia che non aderisce alle regole multilaterali, non condivide la stessa visione del mondo delle democrazie".

A Biden l'Italia riconosce di aver " voluto ricostruire quelle che sono le alleanze tradizionali degli Stati Uniti dopo il periodo di Trump, in cui queste alleanze sono state seriamente incrinate". Draghi non rivela una data per il suo viaggio negli States, ma sarà presto -riportano alcuni beninformati- di certo non più tardi di settembre, quando a New York c'è l'assemblea generale delle Nazioni Unite. Mentre presto, a giorni apprende l'Adnkronos, dovrebbe volare a Berlino per un bilaterale con la cancelliera tedesca Angela Merkel.

Draghi guarda con la solita fiducia i mesi che ci attendono, l'economia, rimarca, è in ripresa. "E' un buon momento, ma restano preoccupazioni e rischi cui fare attenzione", mette in guardia. "L'atmosfera del G7 è stata fondamentalmente positiva ma realistica - riconosce - siamo 7 paesi in cui le economie vanno bene o benissimo, la ripresa va consolidandosi, la campagna vaccinale prosegue in tutti i paesi con diversi stadi di avanzamento". Già, i vaccini, un tema che in Italia continua a far discutere e a dividere, dopo lo stop di Astrazeneca per gli under 60. E i dubbi su Johnson&Johnson, l'altro vaccino a vettore virale che rischia di riservare nuove sorprese.

Da Roma il ministro Roberto Speranza prima, e il premier Mario Draghi poi da Carbis Bay, rimarcano che i chiarimenti della comunità scientifica sono arrivati, ora le Regioni devono allinearsi e seguire la rotta indicata dal governo. Cercando così di sgomberare dal campo le polemiche sugli open day e i dubbi dai governatori, alle prese con l'ennesimo cambio di rotta. E il presidente della Campania Vincenzo De Luca che subito si mette di traverso, annunciando che non darà seguito all'indicazione di inoculare Moderna o Pfizer agli under 60 che hanno già ricevuto la prima dose Astrazeneca. Dalla Cornovaglia, pur non mostrando tentennamenti su quanto dovranno fare le regioni e su una campagna vaccinale che non verrà messa a rischio, Draghi ricorda con commozione Camilla, la giovane diciottenne di Sestri Levante che ha perso la vita dopo la somministrazione del vaccino anglosvedese.

"Cordoglio e partecipazione alla mamma e al papà di quella ragazza e al resto della famiglia. E' stata una cosa tristissima che non doveva accadere. Questa è senz'altro la cosa più importante che ho da dire". Ma su eventuali responsabilità, "è molto difficile chiarire, ricostruirle, penso che sia una situazione in evoluzione così complicata", dice Draghi ricordando che la scelta di open day aperti a tutti, compresi i più giovani, "garantiva a tanti di vaccinarsi subito, con la raccomandazione del Cts di usare AstraZeneca solo per persone di una certa età. Sono state usate anche per tutti perché le case farmaceutiche non pongono questo limite". Ma in Italia la questione continua a dividere, le Regioni non sembrano affatto allineate. Nonostante le rassicurazioni del governo, a partire da Draghi e Speranza, le polemiche continuano, asprissime, e per mettere a tacere i dubbi di chi deve ancora ricevere il vaccino già nei prossimi giorni potrebbe esserci un'accelerazione della campagna di comunicazione per convincere scettici e indecisi.

 

Draghi: “Siamo uniti contro gli autocrati. Libia, via i mercenari”

 

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Il capo del governo lasciando Carbis Bay: “Russi, turchi e siriani ritirino i militari da Tripoli”. Intesa con gli Usa

L'ascolto è riservato agli abbonati

Draghi: Riforme di sistema per paese più competitivo

 

Draghi: Riforme di sistema per paese più competitivo

Draghi: Riforme di sistema per paese più competitivo
LaPresse ECONOMIA

Così il premier Mario Draghi parlando a Berlino al termine del bilaterale con Angela Merkel

Per una Ue più forte occorre un’Italia più forte e in questo senso il governo è pienamente, pienamente impegnato”.

Questo è l’impegno del governo che continuerà nei mesi a venire.

(LaPresse) – “Il governo italiano è impegnato in riforme si usava un tempo dire strutturali, ma io direi di sistema che rendano l’Italia più competitiva, equa, e sostenibile. (LaPresse)

Se ne è parlato anche su altri giornali

La risposta del presidente del Consiglio Mario Draghi: “La risposta alla domanda è sì. “Mi adopererò affinché la finale degli Europei non si giochi in un Paese dove i contagi stanno aumentando”. (next)

Mi adopererò affinché la finale degli Europei non venga disputata in Paesi con alti contagi – ha ammesso il numero uno del Governo, che ha proseguito la relazione in occasione del vertice con Merkel -. (Sport Fanpage)

La vicinanza delle vedute si è vista anche nell’ultimo G7: sono due Paesi fondati sull’europeismo e sull’atlantismo" Ma questo non è stato l'unico siparietto sul calcio tra Angela Merkel e Mario Draghi. (Corriere dell'Umbria)

Covid, Draghi: Con pandemia legami Italia- Germania più forti
Covid, Draghi: Con pandemia legami Italia- Germania più forti

“Pochissime divergenze di opinione”, assicura la cancelliera, a parte il tifo per la Nazionale. E sulla lotta alla pandemia “siamo entrambi cauti, felici ovviamente – dice Merkel – ma non possiamo ancora dire che ci stiamo avvicinando a un’immunità di gregge. (LaPresse)

Mario Draghi è stato ricevuto oggi a Berlino dalla cancelliera tedesca Angela Merkel, in vista del Consiglio europeo del 24 e 25 giugno, per discutere della pandemia di Covid-19, della gestione dei flussi migratori, di Libia, ma anche dei rapporti dell’Ue con Turchia e Russia. (Sputnik Italia)

Così il premier Mario Draghi parlando a Berlino al termine del bilaterale con Angela Merkel (LaPresse) – “La crisi sanitaria ha contribuito a rendere i legami tra Italia e Germania ancora più saldi e voglio ricordare l’aiuto offerto nella prima fase della pandemia con il trasporto di molti paesi italiani negli ospedali tedeschi e anche il sostegno decisivo della cancelliera nel lancio del Next Generation Eu”. (LaPresse)

"Basta con dittatura BCE": Mario Draghi contestato in diretta

"Basta con dittatura BCE": Mario Draghi contestato in diretta

Manifestante interrompe conferenza con lancio di coriandoli e slogan

pubblicato il 15/04/2015 in Dal Mondo
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Daniele Del Casino

Interruzione shock alla Banca Centrale Europea per la conferenza di Mario Draghi, tra atterrimento e ironia.

eADV

Un Mario Draghi spaventato, colto totalmente alla sprovvista, è quello che fotografi e cameramen immortalano nel momento dell'irruzione di una manifestante, avvenuta questo pomeriggio durante una conferenza stampa presieduta dal numero uno di Eurotower.

La contestatrice, un'attivista di Blockupy anche se successivamente pure le Femen hanno rivendicato la paternità e il coinvolgimento nell'azione,  è salita sul tavolo proprio di fronte a Draghi “armata” con un sacchetto di coriandoli  scandendo slogan contro la dittatura della Bce e spargendo poi il sacchetto per aria insieme a molti fogli prima che la sicurezza la fermasse, allontanandola dalla sala.

Mario Draghi, visibilmente toccato, ha abbozzato un sorriso e ha continuato l'esposizione di dati e informazioni dopo un – Continuamo da dove ho interrotto – caratteristico della sua abituale flemma.

 

SI E’ PALESATA LA DITTATURA DEI MASSOCAPITALISTI GRAZIE A MARIO DRAGHI

 

SI E’ PALESATA LA DITTATURA DEI MASSOCAPITALISTI GRAZIE A MARIO DRAGHI

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 23 Feb 2021   Posted by Iskra

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di Andrea Montella

Carissime compagne e compagni

con la nascita del governo capeggiato dal massone alla quinta potenza, Mario Draghi (essendo membro di ben 5 Ur-Lodges, come raccontato e mai smentito nel libro MASSONI. Società a responsabilità illimitata. La scoperta delle Ur-Lodges, del massone Gioele Magaldi), si concretizza nei fatti – dopo la conclusione del percorso politico eversivo del Piano di rinascita della loggia massonica P2 – la dittatura dei massocapitalisti. Una forma soft di fascismo col voto e con una Costituzione mai attuata ma, negli ultimi trent’anni, combattuta a suon di truffaldini referendum o giochetti parlamentari.

Questo è il governo con il partito unico, senza opposizione parlamentare e con il plauso unanime dei media. Il partito-governo di Mario Draghi è sintesi di tutti gli interessi di chi si riconosce nelle logiche politiche, economiche e criminali della massoneria, il vero e unico partito occulto dei capitalisti. Ecco perché è composto dalla maggioranza dei partiti della seconda Repubblica. Tutti partiti artificiali ed eterodiretti – compreso quello della Meloni, la signora è forse anticapitalista? Contro le basi Nato? Antifascista? – sorti dal lavorio svolto occultamente nel tempo da quei 1.500 massoni della P2 di cui c’è testimonianza nelle carte delle inchieste parlamentari e nei processi, ma non se ne conoscono i nomi a causa del blocco dell’inchiesta sulla P2.

La P2 era ed è una emanazione degli interessi del vertice mondiale dei massocapitalisti che storicamente sono gli Stati rappresentati dal blocco anglosassone che dirigono da sempre l’Alleanza Atlantica-Nato. Cosa ha detto in merito alla collocazione dell’Italia e dell’Europa, il keynesiano Mario Draghi?

Questo governo nasce nel solco dell’appartenenza del nostro Paese, come socio fondatore, all’Unione europea, e come protagonista dell’Alleanza Atlantica, nel solco delle grandi democrazie occidentali, a difesa dei loro irrinunciabili principi e valori”.

Ma i vertici dell’Alleanza Atlantica-Nato non sono i responsabili della strategia del terrore in tutta Europa e in particolare in Italia? Oggi sappiamo che chi ha sparato nella macchina di Aldo Moro si chiama David ed è un berretto verde dell’esercito Usa, nato a San Diego in California nel 1954.

Mario Draghi è quindi in sintonia con quella strategia atlantica contro la democrazia nata dalla Liberazione dal nazifascismo, che ha visto come artefice principale di quella lotta e della stesura della nostra Costituzione il P.C.I. di Gramsci-Togliatti-Longo-Berlinguer.

Quindi Draghi governerà, come ha sempre fatto nei vari incarichi svolti, contro gli interessi dei proletari italiani ed europei che sono inconciliabili con l’imperialismo angloamericano.

Comunque un pregio bisogna riconoscerglielo a Mario Draghi: ha semplificato la comprensione di cos’è la dittatura della borghesia di cui parlavano Marx ed Engels ed ha fatto emergere tutti i finti comunisti pronti a baciare la squadra ed il compasso e i piedi del gran maestro di loggia.

Quindi il consiglio che mi sento di dare a tutti i proletari è quello di alzare il tono del dibattito e della lotta nella fabbriche e in tutti i posti di lavoro.

Sono più di trent’anni che costoro governano mascherati da centrosinistra e da centrodestra con lo scopo di toglierci tutte le conquiste sociali che abbiamo ottenuto dalle lotte degli anni Sessanta e Settanta; che si siano palesati ci dà una carta in più da giocare contro la truffa della finta democrazia dei massocapitalisti e una ragione in più per lottare per ripristinare in Italia e in Europa una vera democrazia, che può avverarsi solo se a egemonizzare tutto il continente sono i proletari con le loro istanze: classe maggioritaria, ma senza espressione politica, generosa come nessun altra in epoca di pandemia, che ha bisogno della democrazia e deve oggi più che mai trovare espressione e sintesi nel suo Partito Comunista.

Saluti comunisti

Arriva Draghi il liquidatore, torna la dittatura finanziaria

Arriva Draghi il liquidatore, torna la dittatura finanziaria

Questo articolo, attuale più che mai, risale al 27 marzo 2020. In questi mesi la tavola è stata apparecchiata. Adesso la finanza, con Draghi, può sedersi e mangiare ciò che rimane dell'Italia.

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CHI E’ MARIO DRAGHI?

Riproponiamo integralmente il nostro articolo dello scorso marzo perché ancora incredibilmente attuale. Renzi, il politico italiano più vicino di tutti all’establishment dell’Unione Europea e al mondo della finanza, non ha agito allo scoperto. L’accordo con Draghi c’era già e probabilmente anche con il Partito Democratico. Adesso si tratta solo di capire da chi saranno composte le grandi intese: se il centrodestra vuole sperare di governare nel 2023, deve assolutamente evitare di partecipare alla macelleria sociale che calerà sul popolo italiano.

Italia, 27 marzio 2020 – Lo scenario che sia apre davanti agli italiani è tenebroso. Si comincia a ripetere troppo spesso il nome di Mario Draghi come possibile guida del Governo italiano, pare si tratti solo di capire quando e come arriverà il passaggio di consegne.

Quello che più inquieta è come questa ipotesi sembri essere accettata in modo completamente acritico. Talvolta addirittura entusiastico. Anche da coloro che, in teoria, dovrebbero rappresentare l’asse sovranista in Parlamento, ovvero Salvini e Meloni. Mario Draghi, infatti, rappresenta l’esatta antitesi del sovranismo. Nonostante i grandi media provino a propinarcelo come un uomo piovuto dal cielo, lo troviamo presente con ruoli di assoluto rilievo nelle nostre istituzioni dagli anni ’80 in poi. Evidentemente non con grandi risultati.

Il suo curriculum vitae è quello di un uomo affaccendato in tutti i momenti di maggiore difficoltà della nostra Nazione, in quei passaggi fondamentali che hanno disarticolato lo Stato italiano in favore di gruppi privati quali multinazionali e banche.

Nato nel 1947, Draghi, dal 1984 al 1990 è direttore della Banca Mondiale. Nel 1991 torna in Italia, guarda caso proprio all’inizio del periodo delle privatizzazioni, ovvero quel momento in cui lo Stato iniziò a svendere i suoi asset strategici. In dieci anni, fino al 2001, ricopre la carica di dirigente del Ministero del tesoro, mantenendola nonostante il susseguirsi di Governi profondamente diversi tra loro. Chiamato durante il Governo Andreotti VII, su suggerimento di Ciampi, all’epoca governatore della Banca d’Italia, è confermato da tutti gli esecutivi successivi: Amato I, Ciampi, Berlusconi I, Dini, Prodi I, D’Alema I e II, Amato II e Berlusconi II.

UOMO DELLA GRANDE FINANZA

Investito della capacità di agire nella famosa riunione sul panfilo Britannia nel 1992, un incontro organizzato dai grandi potentati finanziari e rivolto a manager, investitori e decisori pubblici. Draghi in quell’occasione indicò “i mercati come strada per la crescita” auspicando la “fine del controllo politico” . Che tradotto vuole dire togliere sovranità a popoli e Stati per darla alla finanza attraverso un programma di serrate privatizzazioni. Esattamente ciò che poi è avvenuto.

Di questo programma Mario Draghi divenne uno dei principali artefici, diventando Presidente del “Comitato privatizzazioni”: carica in cui si avvicendarono altri liquidatori del patrimonio pubblico, fra cui Romano Prodi. La stagione delle privatizzazioni fu una vera e propria ghigliottina per la nostra Nazione. Sparirono in pochi anni tutti i nostri gioielli nazionali, aziende strategiche che creavano ricchezza e garantivano indipendenza.

“Alcuni progressi sono stati fatti nel promuovere la vendita di alcune banche possedute dallo Stato ad altre istituzioni cripto-pubbliche ma per quanto riguarda le vendite reali delle maggiori aziende pubbliche al privato è stato fatto poco” diceva Draghi nel 1992 alla grande finanza.

SVENDITA NAZIONALE

Il processo di privatizzazione iniziò con la vendita dell’IMI, dell’INA e delle tre banche di interesse nazionale di proprietà dell’IRI , togliendo allo Stato la possibilità di intervenire direttamente nell’economia nazionale. Stato che venne completamente estromesso dal settore bancario con la cessione della BNL (1998) e del Mediocredito Centrale (1999). Queste svendite furono consequenziali all’emanazione del “Testo unico in materia bancaria e creditizia” del 1993, che cancellò la legge bancaria del 1936. Legge che fino ad allora aveva sancito la separazione tra banche operanti a breve termine e quelle operanti a medio lungo termine. Nonché il principio della separatezza tra banche ed industria.

Alle banche fino ad allora non era permesso assumere partecipazioni in imprese industriali e commerciali. Una tutela per l’economia reale che metteva i banchieri di fronte alla scelta di operare nel settore del risparmio o in quello della speculazione. Dalla cancellazione di questo vincolo si è consolidato lo strapotere delle banche. Con l’esplosione di crisi che abbiamo pagato tutti, come quella del Monte dei Paschi e Banca Etruria.

La cessione di società di servizio

Entrò nel vivo con la vendita di Aeroporti di Roma, Telecom Italia (di proprietà dell’IRI, il cui controllo fu ceduto al mercato nel 1997), parti del capitale di ENI (a partire dal 1995) ed ENEL (dal 1999) e Autostrade (1999). Furono anche cedute le società industriali dell’IRI e le attività petrolchimiche dell’ENI. Il tesoro è rimasto come azionista di maggioranza relativa nell’ENI e nell’ENEL, ovviamente un Draghi Presidente del Consiglio non perderebbe tempo a completare la cessione delle due società.

Per il servizio reso alla causa neoliberista nel 2002 passa a Goldman Sachs, una delle banche di affari più potenti al mondo, proprio quando questa riusciva a convincere la Grecia ad affidarle il suo debito pubblico. Trascinandola, così, nel baratro economico che tutti poi abbiamo conosciuto. Per GS ricoprirà il ruolo di Vice Chairman e Managing Director per guidare le strategie europee dell’istituto dalla sede di Londra.

ALLA BCE

Il suo insediamento a Presidente della BCE nel maggio del 2011, precede di pochi mesi quello di Mario Monti a Presidente del Consiglio. Draghi si dimostra subito un intransigente sostenitore dell’austerity, dei vincoli di bilancio, dei tagli alla spesa pubblica (ciò che ci impedisce oggi di fronteggiare al meglio il Coronavirus) e della riduzione della presenza dello Stato nell’economia.

L’8 maggio 2012 all’Italia viene stretto un cappio al collo: entra ufficialmente in vigore il principio del pareggio di bilancio. Principio inserito nella nostra Costituzione tramite il ricatto dello spread, al quale diventa impossibile far fronte senza una Banca Nazionale pubblica che emetta moneta e che svolga il ruolo di acquirente di ultima istanza dei titoli di Stato invenduti sul mercato.

Nel luglio 2012 si schiera a difesa dell’Euro nel pieno delle turbolenze dei mercati finanziari, con Grecia e Italia sotto un attacco capace potenzialmente di far implodere l’unione monetaria. Draghi dichiarò allora sentenziò: “La Bce sarà pronta a fare tutto il necessario per preservare l’euro. E credetemi: sarà abbastanza”. Da quel giorno i mercati smisero di premere. L’Euro in quel caso fu salvato, ma non le Nazioni ovviamente, poste in perenne recessione da un’austerità programmata che impedisce qualsiasi ipotesi di ripresa.

IL FUTURO

Potremmo continuare e dettagliare ulteriormente, tuttavia il quadro è abbastanza chiaro: Mario Draghi è un altro uomo della finanza internazionale. Oggi lo sentiamo rilasciare qualche dichiarazione accattivante. Per cercare di promuovere meglio la sua immagine in vista dell’incarico che andrà a ricoprire, del resto lo fece anche Mario Monti. Quando salirà indisturbato sul trono però, non lo vedremo rispondere al popolo. Bensì a quelle entità sovranazionali per le quali da sempre opera, probabilmente in modo ancor più cinico dei suoi predecessori.

Ezra Pound diceva “i politici sono i camerieri dei banchieri”. Rispetto all’avvento di Mario Draghi probabilmente aggiungerebbe: “quando però il piatto è pregiato, i banchieri preferiscono servirsi da soli”. Il piatto, anche stavolta, si chiama Italia.

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IL NUOVO MODELLO PER L'ITALIA

 

‘Vaccine or jail?’: Duterte warns as COVID’s Delta variant surges

Philippine president also threatens to use ‘shots for pigs’ on Filipinos who refuse to get inoculated amid reports of low turnouts in some vaccine sites.

Duterte said that those who are refusing to get inoculated should just 'leave the country' [File: Erik De Castro/Reuters]
Duterte said that those who are refusing to get inoculated should just 'leave the country' [File: Erik De Castro/Reuters]

Philippine President Rodrigo Duterte has threatened to send people to prison for refusing to get vaccinated against the coronavirus, as the government placed the country’s border controls on “heightened alert” over new cases of the Delta variant.

“You can choose: you get the vaccine or I will send you to jail,” Duterte said in Tagalog during a pre-recorded address on Monday night.

The Philippines began its vaccination programme in March but there have been reports of low turnouts at several vaccination centres in the country, although people are also reportedly scrambling to get the limited supply of the Pfizer BioNtech jabs.

Admitting that he is growing exasperated by “these fools”, who refused to get vaccinated, Duterte then threatened to inject them “with shots intended for pigs”.

“You are all stubborn.”

Duterte has also previously threatened to shoot Filipinos found violating lockdown restrictions during the pandemic. Since that threat, there have been several cases of alleged violators being killed by authorities, including an elderly man and a former soldier, who suffered from post-traumatic stress disorder.

Of the country’s estimated 110 million population, only about 1.95 percent were fully vaccinated as of Monday, according to the vaccine tracker, Herd Immunity PH.

According to a separate report by the government on Monday night, 8.4 million doses of vaccine have been administered. At least 6.2 million people have received their first dose, while 2.15 million are fully vaccinated.

As of Monday, the Philippines had reported 1.3 million coronavirus cases, with almost 56,000 still active. Many of the new cases are attributed to the surge of infections in Duterte’s political stronghold of Mindanao. More than 23,700 have died, including 138 on Monday.

Duterte said that those refusing to get inoculated should just “leave the country”, and either go to India or the United States.

The Philippines medical community has been stepping up efforts to encourage citizens to get the coronavirus vaccine, opening inoculation sites at churches, malls and cinemas, in order to give Filipinos easier access to the shots.

The government has resorted to incentives to get the COVID shot, including giving away cattle.

But the president’s latest statement drew immediate condemnation from the Philippines’ health practitioners.

In a statement to Al Jazeera, Harold Chiu, a specialist in endocrinology at the Philippine General Hospital in Manila, said that it is “against patient autonomy to force and incarcerate people for refusing an intervention.”

“I encourage everyone to get vaccinated because vaccines work and they prevent us from getting severe Covid-19.”

Cristina Palabay, who leads the Karapatan rights group, said Duterte’s threat “has no basis in law.”

“The legal basis for such statement is highly questionable, and morally and socially, it is unacceptable,” Palabay said, adding that Duterte’s approach will only scare off people.

“It will have far-reaching implications on how do we promote and enhance a truly comprehensive health care system in this country,” she told Al Jazeera.

The World Health Organisation has said that countries should encourage its citizens to get vaccinate, but cannot coerce people if they refuse.

In a televised press briefing on Tuesday, Myrna Cabotaje, a health undersecretary, clarified that the president’s threat was “borne out of passion”, and that it should be taken in the context of his desire “to protect” Filipinos.

But in his press briefing on Tuesday, Harry Roque, the president’s spokesman, said in a mix of Tagalog and English that there are jurisprudence that could make vaccination compulsory, and that the state “has the right to make vaccination mandatory” as part of its “police powers”.

He said that can be done through legislation.

‘There is a crisis’

“There is a crisis being faced in this country. There is a national emergency,” Duterte said of the pandemic, while warning that he could order all the village chiefs nationwide to make a list of everyone who is unvaccinated.

Dr Gene Nisperos, an assistant professor at the University of the Philippines (UP) College of Medicine, wrote in Tagalog on social media that in fact “many people want to get a jab, but there’s not enough supply.”

The country had previously faced some hurdles in acquiring vaccines. As of June 17, news reports and government data showed that 14.2 million doses of vaccine have been delivered to the country, including nine million doses of Sinovac from China, as well as almost five million doses of Astrazeneca and Pfizer from the WHO’s Covax facility.

The Philippines announced on Monday that it has signed an agreement with Pfizer to deliver 40 million doses of Covid vaccines. But the delivery is not due until August.

Meanwhile, the Philippine health department reported detecting four new cases of the highly infectious Delta variant, prompting the government to raise restrictions to “heightened alert” level.

A health worker administers a Chinese Sinovac vaccine against COVI-19 coronavirus disease to a resident inside a movie theatre turned into a vaccination centre in suburban Manila earlier this month [Ted Aljibe/AFP]
“We want to prevent further the entry of this Delta variant,” Department of Health spokesman Maria Rosario Vergeire told a media briefing on Monday.

“All are on heightened alert,” Vergeire added, saying all local governments have been told to be “on guard”.

All four new cases are from Filipinos returning abroad, bringing to 17 the total cases officially detected, with one death and one still in the hospital.

The Delta variant was first detected in India, which is facing a health crisis following a surge in cases and tens of thousands of deaths this year.

To help contain the spread of the variant, the Philippines will maintain a ban on arrivals from India, Pakistan, Nepal, Bangladesh, Sri Lanka, Oman and the United Arab Emirates until June 30.

Philippine laboratories also reported 14 more cases of the Alpha variant first detected in the United Kingdom, and 12 more cases of the Beta variant first detected in South Africa.

In the same address on Monday night, Duterte also directed his anger at the International Criminal Court, which is considering evidence before making a decision whether to investigate his administration over allegations of “crimes against humanity” linked to his war on drugs in which thousands of people have died.

“This ICC is b******t. Why would I defend or face an accusation before white people? You must be crazy,” the Philippine president falsely said of the international tribunal, which is composed of 18 judges of different nationalities, ethnicities and gender.

“Our laws are different. Our criminal procedures are different. How are you supposed to get justice there?”

Source: Al Jazeera

QUAL'E' IL PRINCIPIO? LO STATO TI DEVE POTERE INIETTARE TUTTO QUELLO CHE GLI PARE

 E TU NO.

PER CHI SUONA LA CAMPANA DEL PNRR (SEMPRE ANCORA NON APPROVATO)

 

Pnrr, Gentiloni: "Scommessa che potrà cambiare l'Europa, Draghi l'uomo giusto"

(ansa)
Il commissario europeo agli affari economici: "Mantenere gli impegni sarà fondamentale ma anche difficile"
1 minuti di lettura

MILANO - "Il Piano arriva al momento giusto perché non è propriamente un piano di risposta all'emergenza, ma cerca di orientare la fase di ritorno a un'economia che è già in atto. Se riusciamo ad orientare gli investimenti verso il verde e il digitale diamo un valore aggiunto straordinario". Lo ha detto il commissario europeo all'Economia Paolo Gentiloni, intervenendo in streaming a Taobuk di Taormina alla vigilia della visita della presdiente della Commissione europea in occasione della quale dovrebbe arrivare anche il via libera al Pnrr italiano. Secondo Gentiloni "mantenere gli impegni" da parte dell'Italia sul Pnrr "sarà fondamentale, ma anche difficile", ma "ci sono condizioni favorevoli con un ampia maggioranza parlamentare guidata dall'uomo giusto al momento giusto, e cioè Mario Draghi".

 "Per quanto riguarda le riforme - ha aggiunto Gentiloni - indubbiamente c'è un collegamento tra il piano di Recovery e le riforme. La commissione europea ogni anno emette delle raccomandazioni ai vari Paesi per le riforme: questo non vale soltanto per l'Italia, ma per tutti gli stati. L'Italia si propone nel piano di Recovery - ha rimarcato il commissario europeo all'Economia - di intervenire in alcuni settori penso alla giustizia, la concorrenza, al settore degli appalti pubblici e della pubblica amministrazione, al fisco".

"La risposta europea alla pandemia era già cominciata immediatamente, con rapidità notevole, nel 2020 erano state prese le prime decisioni fondamentali", ha affermato ancora Gentiloni. "Queste decisioni hanno consentito agli Stati di reagire e di spendere e intervenire immediatamente, ma abbiamo avuto altre misure intermedie su altre misure economiche relative ad esempio alla Cassa Integrazione per aziende", ha detto.

VERSO UN NUOVO MODELLO COSTITUZIONALE DI DEMOCRAZIA: TUTTI I CONTROLLATI CONTROLLANO TUTTI I CONTROLLORI

 Potrebbe essere un'immagine raffigurante 1 persona e il seguente testo "Assemblea costituente PERMANENTE Leviathano popolare LO STATO Ao' nun te magna' tuttu te che te ngrassi troppu! ↑ MIO STIPENDIO 1000.10 imngflip. Wonth αύ com"

E' un susseguirsi di presidenti USA con problemi di salute mentale ... come sta il popolo americano mentalmente?

 

Trump White House doctor, 13 other House Republicans urge Biden to take cognitive test

Rick Rouan
USA TODAY

The former White House doctor who gave a glowing report in 2018 about then-President Donald Trump’s cognitive abilities is calling on President Joe Biden to take the same test.

U.S. Rep. Ronny Jackson, R-Texas, led a group of 14 Republicans who sent Biden a letter on Thursday urging him to take a cognitive test and make the results public.

The freshman Congressman served as White House physician under former presidents George W. Bush, Barack Obama and Trump. In 2018, he gave Trump a clean bill of health after an annual physical and cognitive test that came amid questions about Trump’s mental fitness to serve.

At the time, Jackson said it was the first instance he knew of a cognitive test being administered to a sitting president, saying Trump was “mentally very sharp.”

“We believe that, regardless of gender, age, or political party, all presidents should follow the precedent set by former President Trump to document and demonstrate sound mental abilities,” Jackson and his Republican colleagues wrote in their June 17 letter to Biden.

President Joe Biden, pictured here during the final debate of the 2020 campaign, bristled at questions about his mental fitness during the presidential campaign.

The Trump campaign made Biden’s mental fitness a major piece of its 2020 campaign. In campaign ads and rallies, Trump sought to paint Biden as mentally unfit to serve. His mental fitness has been a regular target for misinformation spreading online.

Biden, 78, is the oldest president in American history.

Fact check:Video of Biden discussing Jesus, the American Revolution and airports is missing context

The White House did not immediately respond to a request for comment. Biden has bristled at questions about his mental capabilities. Biden’s doctor released a medical report in December 2019 in which he described Biden as “healthy, vigorous” and “fit to successfully execute the duties of the presidency,” according to The Associated Press. NBC News reported the report did not mention "mental deficiencies."

Biden is set to have a physical later this year, and the White House pledged in May to release the results to the public, according to The Washington Post.

Jackson said in a prepared statement that it is “past time” that Biden submit to a cognitive test.

“The American people deserve to have absolute confidence in their president,” he said in the statement. “They deserve to know that he or she can perform the duties demanded of the office, and they deserve to have full transparency on the mental state of their highest elected leader.”

Jackson claimed Biden has shown "clear mental impairment."

Jackson was elected last year in Texas’ 13th Congressional district. Trump nominated Jackson, a Navy rear admiral, to serve as secretary of the Department of Veterans Affairs in 2018, but he withdrew from consideration amid allegations of misconduct, including drinking on the job and contributing to a hostile work environment.

The other 13 Republicans who signed the letter are:

  • U.S. Rep. Bob Gibbs, of Ohio
  • U.S. Rep. Jeff Duncan, of South Carolina
  • U.S. Rep. Andy Harris, of Maryland
  • U.S. Rep. Brian Babin, of Texas
  • U.S. Rep. Jody Hice, of Georgia
  • U.S. Rep. Claudia Tenney, of New York
  • U.S. Rep. W. Gregory Steube, of Florida
  • U.S. Rep. Tom Tiffany, of Wisconsin
  • U.S. Rep. Kat Cammack, of Florida
  • U.S. Rep. Jerry Carl, of Alabama
  • U.S. Rep. Pat Fallon, of Texas
  • U.S. Rep. Diana Harsbarger, of Tennessee
  • U.S. Rep. Beth Van Duyne, of Texas

PERCHE' LO CHIAMANO MONNEZZARELLA E SUO FRATELLO SI RIVOLTA NELLA TOMBA OGNI VOLTA CHE LO SENTE NOMINARE

 

Mattarella "La salvaguardia della vita umana in mare è una condizione di pace"

Giacomo Matteotti (ansa)
Il messaggio del capo dello Stato in occasione del 75esimo anniversario della festa della Marina militare. Il presidente della Repubblica ha poi parlato ricordando il 97esimo dall'assassinio di Giacomo Matteotti da parte di una squadra fascista: "Martire della democrazia, esempio che parla ai giovani"

L’Italia deve adeguarsi alla sentenza Onu sul referendum popolare entro fine maggio

13/05/2020 di Ilaria Roncone

Questa battaglia è cominciata ai tempi del governo Renzi, nel 2015, quando i radicali Mario Staderini e Michele De Lucia hanno sollevato la questione. L’Italia è stata denunciata tre anni fa e condannata dal Comitato diritti umani dell’Onu con la sentenza di novembre 2019 perché «viola i diritti sabotando i referendum». Si parla dei diritti civili e politici dei cittadini, quelli a «partecipare alla vita democratica, in particolare con gli strumenti come quelli del referendum», come sottolinea Giulia Innocenzi. L’ex direttrice di Gionalettismo ha ricordato oggi come, tre anni fa, a presentare quella denuncia a Mattarella in Quirinale c’eravamo anche noi.

PERCHE' LO CHIAMANO MONNEZZARELLA

Rifugiati, Mattarella: "Rendere effettivo il diritto alla protezione"

(ansa)
Nella Giornata mondiale del Rifugiato, il presidente della Repubblica ricorda che "il diritto internazionale prevede protezione per coloro che sono costretti ad abbandonare la propria casa e il proprio Paese" e che "l'Italia non si è mai sottratta"
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L’Italia non ha soccorso i migranti: per il Comitato dei diritti umani, Roma ha violato il diritto alla vita durante il naufragio di Lampedusa

L’obbligo di soccorso in mare e di salvare vite di esseri umani si estende in acque internazionali e nelle zone SAR (Search and Rescue, ricerca e salvataggio) di competenza di altri Paesi. Di conseguenza, l’Italia ha violato l’articolo 6 (diritto alla vita) e l’articolo 2 (obbligo di garantire effettivi mezzi di ricorso giurisdizionale) del Patto sui diritti civili e politici del 16 dicembre 1966, ratificato con legge n. 881/1977, non intervenendo immediatamente per soccorrere i migranti che si trovavano su un peschereccio che stava affondando. Di qui la responsabilità italiana nella strage di Lampedusa avvenuta nel 2013, sette anni fa. E’ il Comitato per i diritti umani dell’Onu a stabilirlo nelle conclusioni depositate il  27 gennaio 2021, su due ricorsi, con al centro gli stessi fatti, ma due Stati diversi: Italia (CCPR/C130/D/3042/2017, 2021.01.27 – CCPR-C-130-D-3042-2017 E (Italia) e Malta (2021.01.27 – CCPR-C-130-D-3042-2017 (Malta). E se Malta si salva per una questione procedurale e per il mancato rispetto da parte dei ricorrenti del previo esaurimento dei ricorsi interni, all’Italia, invece, arriva una “condanna” per avere violato una serie di diritti dell’uomo fondamentali, tra i quali il diritto alla vita. Questo perché non ha risposto immediatamente alle istanze di soccorso lanciate dal barcone, con oltre 400 persone a bordo, tra le quali molti bambini, che era partito dal porto libico di Zuwarah nella notte tra il 10 e l’11 ottobre 2013. Un provvedimento che addita l’Italia come responsabile e boccia un approccio ai flussi migratori che non tiene conto dei diritti umani, che l’Italia è tenuta a rispettare anche in base al diritto internazionale.

A rivolgersi al Comitato, sulla base del Protocollo del 1966, tre cittadini siriani e un palestinese (difesi dall’avvocato Andrea Saccucci) che erano sopravvissuti alla strage, perdendo, però, i propri familiari. Il barcone era partito da Zuwarah: il peschereccio aveva iniziato a imbarcare acqua ed era stato colpito, in acque internazionali, da una nave battente bandiera berbera. La barca si trovava a 113 chilometri dall’isola di Lampedusa e a 218 chilometri a sud di Malta. Era partita subito la richiesta di aiuto, in primo luogo all’Italia, anche se il barcone si trovava nella zona di ricerca e soccorso di Malta, ma più vicina all’Italia dal punto di vista geografico. Di qui la responsabilità italiana, che è intervenuta con ritardo malgrado il diritto internazionale del mare imponga agli Stati di adottare ogni azione necessaria a salvare la vita di chi si trova in una situazione di pericolo in mare. L’Italia, ricevuta la chiamata di soccorso, l’aveva girata a Malta perché l’affondamento della nave era avvenuto nella zona SAR maltese, ritardando così i soccorsi. Dopo qualche ora era stata inviata una nave della marina militare, con la conseguenza che era stato prestato soccorso con grave ritardo. Oltre 200 i morti, tra i quali molti bambini. Per il Comitato Onu, l’Italia, anche se l’imbarcazione non era nella SAR italiana, aveva l’obbligo di prestare soccorso e salvare la vita ai migranti. Per il Comitato, infatti, l’effettiva tutela del diritto alla vita comporta l’obbligo per gli Stati parti al Patto di adottare tutte le misure necessarie per proteggere la vita degli esseri umani, da ogni rischio ragionevolmente prevedibile, anche in forza dell’obbligo di diligenza dovuta nell’attuazione effettiva dei diritti. Né vale ad “assolvere” uno Stato che agisce con ritardo il solo fatto che il naufragio dei migranti fosse avvenuto nella SAR di Malta. Tanto più che l’Italia non ha fornito spiegazioni chiare per giustificare il ritardo nell’intervento, prima che Malta fosse avvisata dell’incidente. Non solo. La nave italiana, che si trovava a solo un’ora di distanza dal peschereccio, fu avvisata dalle autorità italiane con ritardo e non è chiaro se fu dato addirittura un ordine di allontanamento dal peschereccio. L’Italia ha così violato l’articolo 6, par. 1 del Patto, che assicura il diritto alla vita non chiarendo, inoltre, le motivazioni delle lungaggini nell’accertamento dei fatti da parte delle autorità nazionali, limitandosi a trincerarsi dietro la complessità del caso. Né è stata fornita una tabella di marcia sullo svolgimento dei procedimenti. E’ così evidente anche la violazione dell’art. 2 e la richiesta all’Italia di avviare un’indagine indipendente sui fatti e processare i responsabili, assicurando un rimedio effettivo alle vittime che hanno perso le proprie famiglie nell’incidente. Adesso, l’Italia dovrà comunicare, entro 180 giorni, le misure adottate in attuazione del provvedimento del Comitato, oltre a procedere alla diffusione del testo in italiano.

 
 

 

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