Consulta: incostituzionale modifica art. 18 della riforma Fornero

 

Consulta: incostituzionale modifica art. 18 della riforma Fornero

monti fornero

In caso di ‘licenziamenti economici’ è ”obbligatoria la reintegra se il fatto è manifestamente insussistente”. Lo afferma la Corte Costituzionale nella sentenza con la quale ha dichiarato ”incostituzionale l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, nel testo modificato dalla ‘riforma Fornero’, con riferimento all’articolo 3 della Costituzione”.

”In un sistema che, per scelta consapevole del legislatore, attribuisce rilievo al presupposto comune dell’insussistenza del fatto, e a questo presupposto collega l’applicazione della tutela reintegratoria del lavoratore”, si legge in una nota, si rivela ”disarmonico e lesivo del principio di eguaglianza” il ”carattere facoltativo del rimedio della reintegrazione per i soli licenziamenti economici, a fronte dell’inconsistenza della giustificazione addotta e della presenza di un vizio ben più grave rispetto alla pura e semplice insussistenza del fatto”.

In particolare, la Corte ha ”censurato la norma nella parte in cui prevede che il giudice, una volta accertata la manifesta insussistenza del fatto posto a base del licenziamento per giustificato motivo oggettivo, “può altresì applicare”, invece che “applica altresì” la tutela reintegratoria”, si spiega nella nota. In particolare, il principio di eguaglianza ”risulta violato se la reintegrazione, in caso di licenziamenti economici, è prevista come facoltativa, mentre è obbligatoria nei licenziamenti per giusta causa e giustificato motivo soggettivo, quando il fatto che li ha determinati è manifestamente insussistente”.

Secondo la Consulta ”non si giustifica un diverso trattamento riservato ai licenziamenti economici, nonostante la più incisiva connotazione della inesistenza del fatto, indicata dal legislatore come manifesta’’. Alla ”violazione del principio di eguaglianza”, secondo la Consulta si associa ”l’irragionevolezza intrinseca del criterio distintivo adottato, che conduce a ulteriori e ingiustificate disparità di trattamento”.

Per i licenziamenti economici, infatti, ”il legislatore rende facoltativa la reintegrazione, senza offrire all’interprete un chiaro criterio direttivo”, osserva la Corte. La scelta tra due forme di tutela ”profondamente diverse, quella reintegratoria, pur nella forma attenuata, e quella meramente indennitaria, è rimessa a una valutazione del giudice, disancorata da precisi punti di riferimento”.

Resta fermo che al giudice si riconosce una discrezionalità che non deve ‘‘sconfinare in un sindacato di congruità e di opportunità’’ dunque non può né deve lambire le scelte imprenditoriali, spiega la Consulta. ‘‘Il vaglio della genuinità della decisione imprenditoriale garantisce che il licenziamento rappresenti pur sempre una extrema ratio e non il frutto di un insindacabile arbitrio’’ . ADNKRONOS

CHI GIRA E RIGIRA SEMPRE LA STESSA MINESTRA: GIULIANI QUANDO E' CHE HAI DETTO CHE COMINCIANO LE ISPEZIONI INTERNAZIONALI NEI LABORATORI BIOCHIMICI USA IN TUTTO IL MONDO, AMERICA INCLUSA?

“A Wuhan test finanziato dagli Usa”: nuovo giallo sull’origine del Covid


 Federico Giuliani

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Nei mesi scorsi erano uscite diverse indiscrezioni di fuoco riguardo il presunto coinvolgimento di una organizzazione no profit americana in alcuni esperimenti pericolosissimi svolti tra le mura dell’impenetrabile Wuhan Institute of Virology (WIV) di Wuhan. EcoHealth Alliance (EHA)una ong con sede a New York, avrebbe incassato lauti finanziamenti da enti o istituzioni del governo degli Stati Uniti. Denari che potrebbero essere stati utilizzati per dirottare ricerche scientifiche sui virus, tanto ambigue quanto pericolose, in laboratori situati al di fuori del territorio statunitense.

Nella lista – ed è questo ciò che conta – figurerebbe anche il famigerato WIV. E cioè la stessa struttura dalla quale, secondo una delle quattro ipotesi in merito all’origine del Sars-CoV-2, potrebbe essere fuoriuscito accidentalmente l’agente patogeno che ha messo il mondo in ginocchio. L’indiscrezione lanciata dai media è finita presto nel dimenticatoio. A distanza di qualche mese, ecco arrivare ulteriori sviluppi. In un articolo online pubblicato su Science si sottolinea come Washington abbia effettivamente finanziato, mediante l’intervento di un ente, proprio l‘Istituto di virologia di Wuhan.

Per quale motivo? Ovvio: al fine di effettuare non meglio specificati esperimenti. “Pur negando ancora una volta di aver contribuito a creare il virus che ha scatenato la pandemia di Covid, i National Institutes of Health (Nih) degli Stati Uniti hanno rivelato in una lettera inviata ai repubblicani al Congresso Usa che gli esperimenti che l’ente ha finanziato attraverso un’organizzazione no profit con sede negli States nel 2018 e 2019 presso l’Istituto di virologia di Wuhan (Wiv) in Cina, hanno avuto il risultato inaspettato di creare un coronavirus più infettivo nei topi”, si legge nel pezzo incriminato.

Il giallo della lettera e il ruolo di Washington

finanziare l’organizzazione no profit sarebbero stati niente meno che i National Institues of Health, mentre l’ong, non specificata, potrebbe rispondere proprio alla citata EHA. Il mistero sta tutto nella lettera misteriosa che i Nih avrebbero inviato ai repubblicani. Per quale motivo creare sospetti interni, prestando il fianco alla contro narrazione cinese? Ma, tornando alla rivelazione, a quale virus si fa riferimento? Il “coronavirus più infettivo nei topi” è per caso un lontano parente del Sars-CoV-2, poi uscito in qualche modo dal WIV?

Per rispondere a queste domande è necessario collegare i punti. Punti che rispondono a Nih, Anthony Fauci (immunologo statunitense nonché principale consigliere del presidente Joe Biden alla Casa Bianca) e il WIV. Partiamo dal ruolo di Washington. Dagli elementi emersi fino a questo momento, sarebbe scorretto incolpare gli Stati Uniti per la presunta creazione del Sars-CoV-2. È però correttissimo sottolineare il coinvolgimento dell’America nella realizzazione di un esperimento rischiosissimo realizzato in qualche stanza del laboratorio di Wuhan. Quale? Non è dato sapere. Secondo quello che si legge su Science, i Nih hanno affermato che l’organizzazione che deteneva la sovvenzione, cioè l’EHA, avrebbe mancato di segnalare immediatamente il risultato inatteso ottenuto all’agenzia, come richiesto dalle regole.

Esperimenti pericolosi

Non solo: un report recentemente pubblicato sui progressi di tale sovvenzione mostra poi che EcoHealth e l’Istituto di Wuhan hanno condotto esperimenti per modificare il virus che causa la sindrome respiratoria mediorientale (Mers), cosa che sta sollevando domande aggiuntive. Nella lettera i Nih puntualizzano che quando è stata esaminata la proposta di sovvenzione originale di EcoHealth si era stabilito che gli esperimenti proposti – progettati per capire se alcuni coronavirus di pipistrello avrebbero potuto infettare gli esseri umani – “non rientravano” nella fattispecie che implica il “cosiddetto guadagno di funzione (gain of function), cioè esperimenti che possono rendere i patogeni più pericolosi per l’uomo” (ne abbiamo parlato qui).

Allo stesso tempo, fa notare l’articolo pubblicato sulla rivista scientifica, l’ente Usa ha sottolineato che tutti i virus studiati al WIV nell’ambito della sovvenzione erano “troppo distanti evolutivamente dal Sars-CoV-2” per essere stati trasformati in questo patogeno. Si tratta per i Nih di “virus che non potrebbero aver causato la pandemia di Covid-19. Qualsiasi affermazione contraria è dimostrabilmente falsa”, si legge in una nota dell’ente. Come ribadito da AdnKronos, i Nih hanno inviato la lettera del 20 ottobre al repubblicano James Comer, insieme a un rapporto finale sui progressi del grant dell’EcoHealth Alliance che Nih aveva finanziato e più tardi annullato su richiesta dell’allora presidente Donald Trump (in seguito è stato anche ripristinato, ma a condizioni che EcoHealth ha affermato di non poter rispettare).

L’ombra sull’ong Usa

Il rapporto descrive gli studi condotti al Wiv tra giugno 2018 e giugno 2019 su più recenti coronavirus di pipistrello. Alcuni di questi esperimenti hanno esaminato se le proteine spike di questi virus potessero, quando espresse in un coronavirus di pipistrello già noto chiamato Wiv1, legarsi al recettore cellulare umano in un modello murino. In un “esperimento limitato“, i topi infettati da una di queste chimere “si ammalarono più di quelli infettati dal coronavirus del pipistrello Wiv1.

“Come a volte accade nella scienza, questo è stato un risultato inaspettato”, riporta la lettera citata da Science, che è firmata da Lawrence Tabak, Principal Deputy Director dei Nih. L’ente Usa in origine, esaminando il progetto, aveva stabilito “che non si trattava di una ricerca che coinvolge ciò che chiama patogeni potenziati dal potenziale pandemico, perché né i nuovi coronavirus dei pipistrelli né il Wiv1 erano noti per infettare gli esseri umani”, afferma ancora la lettera.

Ma EcoHealth avrebbe dovuto informare immediatamente del risultato inatteso i Nih e l’ente avrebbe effettuato una “revisione secondaria” della ricerca, per vedere se era necessario rivalutarla o imporre nuove misure di biosicurezza. EcoHealth ha ora 5 giorni per inviare tutti i dati non pubblicati del progetto. Dal canto suo EcoHealth replica: “Questi dati sono stati riportati non appena ne siamo stati informati, nel nostro rapporto di aprile 2018. Nih ha rivisto quei dati e non ha indicato che fosse necessaria una revisione secondaria della nostra ricerca, infatti è stato consentito al finanziamento di procedere”.

BANNARE FINALMENTE GOOGLE, MICROSOFT, FACEBOOK, TWITTER, WHATSAPP, EBAY, AMAZON IN TUTTO IL MONDO

 

CENSURA YOUTUBE, ORA SE NE ACCORGE ANCHE LA SINISTRA. CHIUSO CANALE BRITANNICO VICINO AI LABURISTI

CENSURA YOUTUBE, QUESTA VOLTA TOCCA ALL'ESTREMA SINISTRA. CHIUSO CANALE BRITANNICO VICINO AI LABURISTI

Dalla censura di Youtube non sfugge nessuno. No, questa volta non stiamo parlando del solito sito o emittente TV legata a Donald Trump o a qualche circolo conservatore.

In questo caso la mannaia censoria della piattaforma si è abbattuta su Novara Media, un sito internet e canale Youtube britannico collocato all’estrema sinistra dello spettro politico, tra i 50 siti più visitati in Gran Bretagna.

E su questo non ci sono dubbi, sul sito novaramedia.com si legge: “Novara Media è un’organizzazione media indipendente che affronta le questioni che definiranno il 21° secolo, dalla crisi del capitalismo al razzismo, al cambiamento climatico”. Temi questi tutti cari alla sinistra.

Se si pensava quindi che la censura di Youtube si concentrasse solo sul mondo conservatore si sbagliava.

Le motivazioni della chiusura temporanea del canale? Difficile dirlo, visto che la piattaforma di Google non ha dato ulteriori informazioni in merito. Si ipotizza che Novara Media abbia caricato un video ‘scomodo’ e quindi si sia meritato la chiusura.

Sebbene il canale sia tornato visibile poche ore dopo, non sono mancati messaggi di sdegno da parte di giornalisti, politici ed utenti che hanno gridato allo scandalo.

Lloyd Russell-Moyle, parlamentare laburista britannico, ha commentato: “Si è trattato di un attacco alla libertà di parola, una tendenza a censurare i media di sinistra da parte delle piattaforme di comunicazione”.

A qualcuno, soprattutto dall’altro lato della barricata politica queste parole non hanno potuto non suscitare un sorriso ironico. C’è chi dice: “ora la sinistra si accorge della libertà di parola, quando ad essere attaccati sono i propri mezzi di comunicazione”.

Come non pensare al fatto che da una certa parte politica non si sono mai levate grida di protesta quando l’ex presidente americano Donald Trump veniva oscurato da Twitter, Facebook e Youtube.

Siamo di fronte ad una ‘cultura della cancellazione’ che si rivolge contro coloro che questa cultura la promuovono con ogni mezzo e che pensano, erroneamente, che non li toccherà mai.

Youtube è stato a lungo accusato di censurare i canali di destra e conservatori e l’industria tecnologica e dei social media in generale è percepita da molti come prevenuta nei confronti di questi ambienti politici. Eppure, anche i media di sinistra, alcuni dei quali hanno orgogliosamente sostenuto la censura delle voci indipendenti e non assoggettate al mainstream, si sono trovati cancellati.

Questo lascia supporre che il pensiero anti-establishment in generale, al di là di ogni classificazione politica, è disapprovato dai giganti della tecnologia.

UNO PSICOPATICO CHE DOVREBBE STARE IN MANICOMIO GIA' DA DECENNI

 

IL PIANO B UK, LE MOSSE DI BORIS JOHNSON

Nelle ultime settimane i media mainstream italiani hanno riportato nelle prime pagine la notizia dell’aumento dei casi Covid in Gran Bretagna alludendo all’introduzione di nuove misure restrittive, fra cui il famigerato Green Pass.

Nonostante l’aumento dei casi giornalieri, l’unica proposta restrittiva al momento è quella riguardante i viaggi all’estero per la prossima estate 2022. Il ministro della Salute e dell’assistenza sociale inglese Gillian Keegan in un’intervista rilasciata a Sky News24 ha affermato che:​ “I cittadini britannici che vorranno lasciare il Paese per le vacanze estive dovranno aver effettuato la terza dose.” – per poi aggiungere – “Le istituzioni stanno chiarendo che cosa intendono per ‘completamente vaccinato’, concetto ancora in divenire”. “Non si è mai completamente vaccinati, bisognerà effettuare tutti i richiami che servono”, ha concluso.

Al momento, se dovessero aumentare i contagi ulteriormente, il governo inglese prevede quello che chiama il piano B: mascherine obbligatorie nei luoghi al chiuso e Green Pass per accedere ad eventi e discoteche. 

Boris Johnson al di là dei numeri dei contagi, sembra essere d’accordo con la terza dose per tutti proposta dal ministro Keegan. Nelle interviste rilasciate alla BBC e alla Global News il Premier britannico ha assicurato che non ci saranno più lockdown in quanto il governo dispone di vaccini a sufficienza per coprire tutta la popolazione con la terza dose.

Dalle dichiarazioni di Johnson e della Keegan si intuisce che però la terza dose non sarà l’ultima…


FABBRICHE DELLA MENZOGNA E DEL FALSO

 Quis custodiet ipsos custodes?

Continua la campagna a mezzo stampa contro Radio Radio. Basandosi sulla logica della verità assoluta, il fenomeno della caccia alle bufale assume sempre più caratteri degenerativi e dalle molte ombre. Un nuovo attacco giunge dal giornale Open, sito online fondato da Enrico Mentana. Attraverso la penna del giornalista David Puente Open ha definito come “disinformazione” i dati statistici analizzati in un nostro articolo sulla mortalità Covid-19 in Gran Bretagna. Tali dati mostravano sostanzialmente la linea piatta delle morti nel Regno Unito, evidenziando l’assenza di un reale picco di decessi per Coronavirus e smentendo l’allarmismo di Repubblica riguardo una presunta crescita delle morti per l’assenza di misure restrittive.

Secondo Open i grafici mostrati da Radio Radio sarebbero viziati dal range temporale preso in esame. Sarebbero stati mostrati soltanto i dati a partire da settembre 2021. In tal modo non sarebbe stato preso in esame, secondo David Puente, il campione statistico relativo al momento delle effettive riaperture degli spazi sociali avvenuto in Gran Bretagna nel periodo di luglio. Soltanto a partire da luglio sarebbe quindi possibile osservare l’incremento significativo dei decessi.

Le accuse di Open appaiono però smentite da un ulteriore approfondimento dei dati. La sostanziale stabilità dei decessi sembra infatti essere confermata anche dall’andamento statistico di lunga durata dei morti per Covid-19. Prendendo in esame infatti la mortalità per Covid-19 in Gran Bretagna dal 1 giugno 2021 si evidenzia un trend già in crescita nonostante il c.d. liberi tutti non fosse ancora stato effettuato: chiara indicazione del fatto che il legame tra chiusure e decessi non risulta affatto così netto come la testata di Puente vorrebbe dedurre.

L’attacco del sito online evidenzia come lo strumento del Factchecking possa divenire una vera e propria arma per screditare concorrenti diretti e informazione non allineata, ponendo dubbi sull’effettiva utilità di un sistema non basato sul dibattito ma sull’idea di una presunta missione di fede, nuovi inquisitori in cerca della loro sola verità. Chi controlla i controllori?

Dati sulla mortalità Covid-19 in Gran Bretagna dal 1 giugno 2021: il trend era già in salita prima del “liberi tutti”

I nuovi “poliziotti” dell’informazione

“Noi viviamo un periodo di grandissima disinformazione. La disinformazione si autoproclama professionista dell’informazione. I truffatori dell’informazione, i criminali dell’informazione sono quelli che si autoproclamano detentori di verità e che ritengono di fare i poliziotti del mondo. Hanno costituito vere e proprie lobby dove si sono eretti a poliziotti del mondo. Cercano di affossare tutti i gruppi, media, blog e giornali liberi, qualsiasi informazione che sia diversa dal loro pensiero unico. Assumono persone per cercare di denigrare, qualche volta di calunniare, i mezzi di informazione che non sono allineati.

COME TRATTARE CON LA UE e LA BCE? A CALCI NEL CULO!!!

 

DRAGHI: OVVERO LA TROIKA È GIÀ QUI

Mario Draghi a capo del governo ha prodotto nei circoli dominanti un vero e proprio stato di estasi collettiva. E’ come fossero convinti di portare in grembo la certezza della rinascita dell’Italia come potenza, quindi la salvezza dell’Unione europea. Sarà vero? O si tratta di una gravidanza isterica?

Morya Longo su Il Sole 24 Ore del 21 ottobre ci da notizia che all’estero, grazie all’arrivo di Draghi, non solo cresce la fiducia di economisti e investitori, ma si parla di un “decennio d’oro” in arrivo.

JP Morgan: “Forte crescita, con Draghi che porta cambiamenti radicali”.

Alfred Kammer, direttore dipartimento europeo del FMI: “La forte ripresa dell’Italia è il successo delle misure adottate da Draghi. Per l’Italia i vaccini sono stati un game changer”.

Financial Times: “L’Italia conosce un boom di investimenti”.

Goldman Sachs: “Col Recovery Fund gli investimenti pubblici tornano ai livelli precedenti al 2007”.

Gli analisti di Deutsche Bank: “E’ impressionante come con Draghi siano state varate riforme tanto velocemente”.

Ma il capo economista dell’OCSE ha espresso il concetto più significativo: “L’Italia è oggi nella posizione di resettare l’economia”.

Una vera e propria glorificazione di Draghi. Tuttavia queste aspettative sono inversamente proporzionali ai risultati effettivi. Altri analisti fanno notare infatti che l’indice considerato rivelatore, lo spread Btp-Bund, è fermo sopra 100 (e ciò grazie  anzitutto alla politica della Bce).  Aggiungiamo, in merito al “copioso” livello degli investimenti fissi, che questi sono sì cresciuti dopo il grande tonfo del 2020, ma non sono tornati al livello pre-pandemia e stanno ben al di sotto degli anni che precedettero il collasso del 2009-2010.

Insomma, molto il fumo, ma poco l’arrosto, e gli apologeti che parlano a nome della cupola mondialista lo sanno bene. C’è dunque da chiedersi come mai lorsignori si sbilanciano in tali esaltanti previsioni.

La risposta? E’ duplice. Da una parte si tratta del classico esorcismo, il tentativo di scongiurare il fallimento probabile, dall’altra abbiamo una grossolana e sfrontata operazione politica tendente a blindare Draghi affinché resti a vita al comando del Paese.

Che questa sia la recondita finalità lo confessa proprio chi ha inventato la storiella del “decennio d’oro dell’Italia”. Ecco quanto scrive l’americano istituto13D Research & Strategy:

“Il timore che l’Italia torni in stagnazione nell’impasse politica dopo l’uscita di Draghi dal governo è ingiustificato. Come Presidente della Repubblica, Draghi avrà ancora molto potere: se riuscirà ad implementare le riforme durante la permanenza al Governo, non importa chi verrà dopo di lui perché nessuno potrà più cambiare l’impostazione”.

E’ presto per dire se Draghi salirà davvero al Colle, come effettivamente preferirebbero i poteri forti, o se invece dovranno “accontentarsi” di fargli fare il Presidente del Consiglio anche nella prossima legislatura. E’ chiaro tuttavia il loro obiettivo: servirsene come garante dei loro interessi e come esecutore del disegno di piegare e soggiogare definitivamente l’Italia. Non lo confessano, non possono farlo, ma essi considerano Draghi una Troika sotto mentite spoglie, il “pilota automatico” che deve far sì che lo Stato assecondi la famigerata “distruzione creativa”.

Fu proprio Draghi, nel marzo 2013 (era Presidente Bce e in Italia avevamo Mario Monti) a pronunciare la famosa frase: “L’Italia prosegue con le riforme, poiché c’è il pilota automatico”.

Non gli portò molto bene questo “pilota automatico”, visto che esso portò le forze sistemiche a sbattere nella sconfitta clamorosa delle elezioni del 4 marzo 2018.

Chiare sono dunque la posta in palio e la sfida per chiunque pretenda di rappresentare l’opposizione: evitare che questo disegno si realizzi. Impresa difficile ma non impossibile. Ci si dedichi alla costruzione di questa opposizione che il piano del nemico dovrà fare i conti con enormi difficoltà oggettive

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