AFFARI ESTERI E COOPERAZIONE INTERNAZIONALE
Interrogazioni a risposta in Commissione:
BILLI, COIN, COMENCINI, DI SAN MARTINO LORENZATO DI IVREA, FORMENTINI, PICCHI, RIBOLLA e ZOFFILI. — Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. — Per sapere – premesso che:
la rete consolare italiana nel Regno Unito è sotto pressione sia per il Covid-19, che, in particolare, per la Brexit: il consolato d'Italia a Londra calcola che per ogni Italiano iscritto all'Aire (Anagrafe degli italiani residenti all'estero) ci sia un altro, italiano che non si è ancora iscritto, sebbene secondo la legge l'iscrizione sia obbligatoria entro un anno dal trasferimento in un altro Paese;
la pandemia causata dal Covid-19 ha avuto ripercussioni pesanti sulla mole di lavoro dei consolati che hanno accumulato ritardi nello smaltimento anche delle pratiche per le carte d'identità e dei passaporti a causa delle restrizioni sanitarie e di sicurezza;
il precedente Governo aveva già deciso di potenziare il consolato generale di Londra ed erano state prese misure in tal senso, nonché stanziate risorse aggiuntive;
la situazione sta diventando esplosiva anche in altre città inglesi, dove la pandemia da Covid-19, originata in Cina, sta mietendo numerose vittime: anche per questo sarebbe necessario fornire ai nostri connazionali un punto di riferimento strutturato al quale rivolgersi;
la riapertura del consolato di Manchester – chiuso nel 2014 dall'allora Governo in carica, di centrosinistra – è stata più volte oggetto di atti di sindacato ispettivo e di indirizzo da parte degli interroganti e a maggio 2019 il Governo pro tempore ha accolto anche un ordine del giorno che andava in tal senso –:
se non si ritenga urgente la riapertura del consolato
di Manchester, quali siano i tempi e quali siano le iniziative messe in
atto per giungere a questa riapertura, considerando che i finanziamenti
sono già stanziati da tempo ed il console per questa sede già
identificato.
(5-04800)
BOLDRINI e QUARTAPELLE PROCOPIO. — Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, al Ministro della salute. — Per sapere – premesso che:
a partire dal 1986, anno della catastrofe nucleare di Chernobyl, ha preso avvio in Europa il progetto dei soggiorni terapeutici a favore dei bambini vittime della tragedia; grazie ad un grande ponte aereo umanitario quasi 500.000 bambini bielorussi hanno visitato l'Italia almeno una volta, circondati dall'affetto delle famiglie italiane;
a causa del Covid-19, a partire dal 27 febbraio 2020, la Repubblica di Belarus ha sospeso i viaggi solidaristici, riservandosi di rivedere la propria decisione in base alla situazione epidemiologica del nostro Paese e alle misure programmate dall'Italia per provvedere alla sicurezza sanitaria dei bambini ospitati;
si tratta di un progetto unico al mondo e il 10 maggio 2007 è stato anche sottoscritto un accordo intergovernativo tra Italia e Bielorussia sulle condizioni di risanamento a titolo gratuito dei minori bielorussi in Italia, primo strumento giuridico internazionale di questo tipo;
secondo alcuni studi scientifici i soggiorni terapeutici portano a una riduzione compresa tra il 30 e l'80 per cento delle particelle di Cesio-137 presenti nell'organismo dei bambini nati sul territorio interessato dall'incidente nucleare del 1986 e ad oggi, purtroppo, sussistono ancora le conseguenze negative di quell'incidente per la popolazione della Repubblica della Bielorussia;
in Italia sono migliaia le famiglie che da decenni accolgono uno o più minori bielorussi durante il periodo estivo e delle vacanze natalizie, attraverso le tante associazioni di volontariato attivatesi dopo il 1986;
si tratta di bambini orfani che vivono in istituti e case famiglia, e, dunque, non si tratta solo di viaggi a scopo terapeutico, ma anche psicologico e sociale;
non risulta agli interroganti la notizia secondo cui non ci sarebbero attualmente collegamenti aerei commerciali tra l'Italia e la Bielorussia a fare da ulteriore ostacolo;
è importante sottolineare come tra le famiglie ospitanti e i bambini si siano creati anche dei profondi legami affettivi, interrotti a causa di questa decisione, per ovviare alla quale molte delle famiglie si sono organizzate per andare in Bielorussia a incontrare i bambini nei mesi di agosto e settembre;
le famiglie ospitanti da mesi cercano di interloquire con il Comitato interministeriale per trovare una soluzione, offrendo la propria disponibilità a farsi carico di tutti gli oneri finanziari e prescrittivi;
è da dicembre dello scorso anno che i bambini non possono venire a incontrare le famiglie italiane e una lontananza così prolungata compromette gli effetti benefici affettivi, psicologici e di salute che questi progetti devono garantire; il mancato arrivo nel corso dei tre mesi estivi, il periodo di accoglienza più lungo dell'anno, ha già provocato rilevanti effetti negativi sui bambini ed ha esasperato le famiglie;
per altre situazioni, nonostante i divieti di ingresso nel nostro Paese, si sono permesse delle eccezioni, come per esempio nel caso del Festival del cinema di Venezia;
la grave crisi politica e istituzionale che sta vivendo la Bielorussia a seguito dei brogli che hanno falsato i risultati delle elezioni presidenziali dell'agosto 2020 e della violenta repressione del regime di Lukashensko contro gli oppositori non deve ostacolare la ripresa di una attività umanitaria rivolta a bambini che necessitano di cure e di concreta solidarietà –:
se il Governo non intenda adoperarsi con il Governo
della Bielorussia per trovare un accordo che permetta la ripresa di
questi importanti programmi di accoglienza terapeutica e umanitaria per
il periodo di Natale 2020.
(5-04802)
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